Una dedica importante.

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Paesaggio, Luna, Tramonto, Stato D'Animo, Natura



Avevo un amico. 
Da tempo ha raggiunto il Cielo dei Cieli.
Era un Sacerdote e si chiamava Antonio.
La nostra amicizia è iniziata con una telefonata.
"Come sta?"
"Così"
"Posso venire a trovarla?"
"Certamente!"

Mi ha regalato un libro, non importa il titolo, me ne ha regalati tanti.... è importante la frase sul frontespizio:

Erano deboli, e d'uomini deboli
Dio aveva costruito la Chiesa.
Ed era proprio questo
il lato meraviglioso della Chiesa:
che lo Spirito Santo riuscisse 
a tenerla insieme, quando Dio
l'aveva costruita d'uomini così deboli.
E quando gli uomini deboli
stavano ai Suoi altari,
Dio cingeva sempre la Chiesa
con le braccia
perchè non avesse a disgregarsi.

Bruce Marshall
A ogni uomo un soldo


Tutto il mio "fare" diventa gloria di Dio, è gloria di Dio, se  ho fede, perchè il Signore non guarda i miei peccati, diciamo sempre nella Messa, e io lo ripeto ad alta voce lentamente:
"Signore, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della Tua Chiesa, guarda la nostra fede".


"Credi tu?"
"Sì, Signore".

Dio non guarda i miei peccati, guarda alla fede e a come io incarno questa fede.
Sbaglio, tradisco, riprendo la strada con fatica, magari, ma mi rialzo sempre. 
Merito Suo e del Suo amore. Per me, per tutti.

Ricordo il miracolo del paralitico che è stato guarito e chiede al Signore di andare con Lui e Lui ha detto:
"No, no! Tu va' e annuncia, testimonia quello che ti è stato dato."

Oggi pomeriggio ho vissuto nel silenzio l'adorazione al Santissimo e poi, lemme lemme me ne sono tornata a casa.
 Guardando il Corpo di Cristo, là solo, perchè io lo adorassi ho ripensato  che:
abbandonarsi a Cristo vuol dire sperimentare le Sue dimensioni, la prima delle quali è che Cristo è la realtà che spiega tutto.
Sperimentare la seconda dimensione di Cristo significa rendersi conto che l'essere cristiano significa convivere e condividere.
La terza dimensione significa rendersi conto che debbo condividere la seconda dimensione senza misura.

 Ho ripensato anche al Vangelo di oggi che  ripropone  l'esempio di Gesù "giogo leggero" a cui affidare tutte le nostre fatiche. 
"Signore, lo sai,  non sono nè mite, nè umile di cuore, ma abbracciami perchè so che hai un un disegno su di me e aiutami a scoprirne il senso perchè io Ti trovi in ogni cosa".

Gabbiani, Porto, Bird, Mare, Acqua

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Poesia- colloquio

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Mistico, Ritratto, Sabbia, Duna, Solitudine, Carattere


Sto cercando d'impararla a memoria.
Questa poesia.
Ogni giorno un rigo.
Non conosco lo scrittore
So solo che è per me.



Amore mi diede il benvenuto, ma l'anima mia si ritrasse,
Di polvere macchiata e di peccato.
ma Amore dal rapido sguardo, vedendomi esitante
sin dal mio primo entrare,
mi si fece vicino, dolcemente chiedendo
se di nulla mancassi.

Di un ospite, io dissi, degno di essere qui.
Amore disse: quello sarai tu
io, lo scortese e ingrato? Oh amico mio,
non posso alzare lo sguardo su di Te!
Amore mi prese la mano e sorridendo rispose
e chi fece gli occhi se non io?

E' vero Signore, ma li macchiai: se ne vada la mia vergogna
là dove merita andare.
E non sai tu, disse Amore, chi portò questa colpa?
Se è così servirò, mio caro
Tu siederai, disse Amore, per gustare della mia carne.

Così io sedetti e mangiai.


Mistico, Ritratto, Sabbia, Duna, Solitudine, Carattere

In queste parole c'è quasi un contatto reale. Da persona a persona.
Quaggiù. Sulla terra.
In queste parole c'è una specie di possesso, tra la creatura e Dio.
C'è la sensazione di una forma d'amore che percepisco incontrando la Bellezza.
Guardando un volto amato.

Acqua, Nubi, Goccia D'Acqua




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Leggiamo un quotidiano. La Repubblica.

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Leggendo questa mattina il quotidiano "La Repubblica" noto con la data del 24 maggio scorso questo articolo di Massimo Recalcati, Massimo ammanniti e Eraldo Affinati e ve lo ripropongo così, senza immagini, quelle sono nei nostri occhi.
Poi continuo con l'articolo di Mario Calabresi, sul problema dei figli degli immigrati che attendono di essere italiani, ma attendono, attendono....
Intanto aspetto il risolversi positivamente. 

(1)Proteggere il Futuro
"Si diceva che ci stavamo abituando agli attentati, grazie a un misto di rassegnazione e assuefazione, invece la strage di Manchester ci lascia senza parole, ci trascina nel campo dell'inimmaginabile.

Il Bataclan aveva scosso le nostre vite, quella sera a Parigi era stata colpita la gente seduta ai tavolini dei bar o mentre ballava e cantava a un concerto. Credevamo si fosse toccato il fondo della perversione, con la scelta di attaccare il nostro modo di vivere, di divertirci in libertà.

Poi ci sono stati il camion lanciato sul lungomare di Nizza, contro una folla di famiglie che aveva appena abbassato gli occhi dal cielo, dopo lo spettacolo dei fuochi d'artificio, e quello contro il mercatino di Natale a Berlino, con il vino caldo, i giochi, lo zucchero filato.

Ora si colpisce lo spettacolo dei bambini e degli adolescenti. Si entra nella cosa più cara e preziosa che abbiamo, lo spazio dell'intimità familiare. Il kamikaze ha ucciso almeno 22 persone ma anche il gesto di generosità e coraggio di un genitore, di un fratello maggiore, di una zia, che avevano regalato un rito di passaggio. Si è voluta punire la trasgressione di un bambino: andare a letto tardi per assistere al primo concerto. 
Immaginate quelle madri e quei padri che si erano fatti convincere e ora si tormentano per aver avuto questa idea.
Una festa di bambini e adolescenti. Lo scoppio è avvenuto quando tutto era finito e le luci si erano riaccese. 
Mentre il sonno spingeva verso casa. Esplosivo e chiodi.
La malignità assoluta del gesto. 

La folla impazzita dal terrore che scappa calpestando chi è più fragile e piccolo. Restiamo muti e pieni di rabbia.
E ora che possiamo fare? 

Prima di tutto dobbiamo sconfiggere il terrorismo. Abbiamo il dovere di essere vigili, di pretendere il massimo dell'attenzione, delle precauzioni, della difesa. 
Dobbiamo combattere questa guerra con il massimo della determinazione e dell'energia, sapendo che non potremo mai dirci completamente sicuri, perché non esiste questa possibilità.

E in questa tragica incertezza abbiamo il diritto e il dovere di crescere i nostri figli, le nuove generazioni, alla voglia di vivere. Dobbiamo avere il coraggio di non chiuderli in casa, di garantirgli un futuro.

Ariana Grande ha fatto bene ad interrompere il suo tour, c'è bisogno di riflessione, si è sempre detto che lo spettacolo deve andare avanti, ma forse sarebbe meglio dire che la vita deve andare avanti, non per forza lo spettacolo.

Di fronte all'abisso del dolore ci sentiamo perduti ma la memoria ci deve venire in soccorso, si deve continuare a vivere senza tradire il nostro modo di vivere. La Storia ce lo insegna e non ho potuto fare a meno di tornare alla mattina di sabato 2 agosto 1980. Una bomba fece strage alla stazione di Bologna: 85 morti.
L'Italia sprofondò nell'incubo mentre andava in vacanza. Anche allora morirono i bambini, quei bambini sono i fratelli delle vittime di Manchester.

Quel giorno l'Italia si piegò nel dolore, sconvolti dall'orrore molti pensarono che non ce l'avremmo mai fatta ad uscire dalla stagione delle stragi e del terrorismo. Invece la nostra democrazia riuscì a prevalere, senza tradire se stessa e salvando i suoi principi. Ci riuscì perché la reazione fu convinta e decisa, perché gli uomini migliori dello Stato si sacrificarono al massimo, perché i cittadini non si arresero alla paura ma capirono che solo l'unità li avrebbe salvati. 
E perché alla fine gli assassini vennero lasciati soli, persero complicità e comprensioni.

Oggi abbiamo bisogno di nuovo di tutto questo, di coraggio, di spirito di sacrificio, di cooperazione, di fermezza e intelligenza. 
Ma dobbiamo sapere che la partita è più grande, che siamo uniti nella sorte a tutti gli altri europei e che le comunità musulmane devono fare la loro parte, in modo convinto e deciso.
Solamente tutti insieme ci salveremo.


(2)Ius soli, i piromani della paura

"Per ora non è una resa, come festeggia la Lega, ma è chiaro che la paura e le semplificazioni stanno prendendo il sopravvento. Se questa deriva non verrà fermata avremo perso un’occasione storica"

di MARIO CALABRESI



LA LEGGE che darebbe la cittadinanza italiana ai bambini nati nel nostro Paese da genitori stranieri (solo se hanno un permesso di soggiorno di almeno 5 anni) e a quelli arrivati prima dei 12 anni, ma dopo un ciclo scolastico, si è arenata e non sappiamo se vedrà mai la luce.

Gentiloni ha dovuto prendere atto che i numeri per approvarla al Senato non c’erano, così ha deciso di rinviare tutto a dopo l’estate.

Per ora non è una resa, come festeggia la Lega, ma è chiaro che la paura e le semplificazioni stanno prendendo il sopravvento. Se questa deriva non verrà fermata avremo perso un’occasione storica.

La prima necessità è fare chiarezza con i cittadini e smontare falsità e luoghi comuni. Questa legge non ha nulla a che fare con coloro che stanno sbarcando sulle nostre coste, come propagandano i piromani della paura, che da settimane incendiano gli animi. Lo Ius soli non li riguarda, non verrebbe applicato a chi sbarca dai gommoni e se anche una di quelle donne è incinta, suo figlio non diventerà italiano perché manca il presupposto della permanenza legale della madre.

Questa legge darebbe invece la cittadinanza a quei bambini che sono nelle nostre scuole, che parlano la nostra lingua, che fanno gli stessi giochi, tifano le stesse squadre e coltivano gli stessi sogni dei nostri figli. Si tratterebbe di integrarli, di evitare di lasciarli ai margini della società, e questo dovrebbe essere un imperativo per tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza. Questa è la verità.

Il ministro degli Esteri, il cui partito ha votato per la legge alla Camera, sostiene di aver frenato per una questione di opportunità e non di merito, vista l’emergenza sbarchi. Ora dovrebbe essere il primo a chiarire che le due cose non c’entrano nulla e per primo avrà il dovere di onorare all’inizio dell’autunno l’impegno di approvare una riforma storica.


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Milano del Liberty

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Armati di scarpe basse, zainetto  e, perchè no, una guida(cartacea) di Milano potreste gustare quanto vi propongo: la mia Milano Liberty, quella che pochi conoscono.


La Milano che non t'aspetti: il Quadrilatero del Silenzio, Capolavoro del Liberty,
racchiuso tra C.so Venezia e C.so Monforte. A pochi passi da piazza San Babila.

Conquistò Parini e Manzoni, affascinò Beccaria e Stendhal

E'racchiusa in un crogiolo di vie note e al tempo stesso, al riparo del traffico e dal brusio cittadino. 

Meno celebre del Quadrilatero della moda - e non è detto che sia un male - quest'angolo di pace conserva la massima espressione del Liberty milanese.

Qui il tempo sembra fermarsi, per lasciare spazio agli echi delle nobili famiglie milanesi e alle storie di scrittori e artisti che vi risiedevano, come il pittore Carlo Carrà e il poeta Filippo Marinetti.

Uno degli ingressi simbolici di questa oasi è l'arco del Palazzo della Società-Buonarroti-Carpaccio-Giotto che si affaccia sul c.so Venezia.


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Attraversatelo guardando in alto: i suoi motivi dèco vi accompagneranno in un luogo quasi surreale




In pochi passi troverete la piazzetta Eleonora Duse, un piccolo gioiello circondato da eleganti palazzine liberty e roseti bianchi: un accoppiamento suggestivo che illumina le vie circostanti.


Risultati immagini per Milano: immagini : piazzetta Eleonora Duse

Poco oltre, all'angolo fra via Vivaio e via Cappuccini, Palazzo Berri Meregalli vi stupirà con le sue decorazioni e le sue statue a metà tra il neogotico e il liberty.

Risultati immagini per Milano Immagini belle : palazzo Berri-Meregalli

Una chicca per i più curiosi? La Vittoria Alata dello scultore milanese Adolfo Wildt, che è possibile scorgere se ci si affaccia nell'androne del palazzo.


Risultati immagini per Milano: La vittoria alata di Adolfo W. immagini

Se proseguite per via Puccini potrete ammirare villa Invernizzi : con il suo meraviglioso giardino che profuma di magia. Infatti la villa racchiude un gioiello dalle tonalità pesca: i fenicotteri rosa.
Scorgerli dal cancello è un tuffo nel colore e una gara all'ultimo scatto.


Risultati immagini per Immagini belle: Milano, quadrilatero del Silenzio


Risultati immagini per Milano: immagini :villa Invernizzi


Se non siete stanchi e non lo sarete... il vostro viaggio continuerà con Casa Sola-Brusca, un palazzo in via Serbelloni, 10, conosciuto dai milanesi anche come Ca' 'de l'Oregia (casa dell'orecchio9. Che effettivamente c'è, ed è di bronzo.

Risalente agli anni trenta del Novecento, l'opera di Adolfo Wildt un tempo fungeva da citofono, sebbene ora non funzioni più, non potete perdervela.


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Qualche passo più in avanti, in via Luigi Melegari, la forma curiosa di Palazzo Fidia vi trasporterà in un quadro futuristico.
Milano è anche questa: ve lo sareste aspettato?


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E' lo stile eclettico del Liberty quello racchiuso in queste poche vie, che trova la sua massima espressione in Villa Necchi Campiglio.


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sempre Villa Necchi: oh.. oh.. mi hanno 
regalato un'orchidea!!!

Splendido esempio di stile dèco e dimora di una delle famiglie più importanti di Milano, Villa Necchi risale, anche questa, agli anni trenta del Novecento. 

Il suo parco e la sua piscina - la prima, privata, costruita in città - conservano ancora l'atmosfera di quegli anni. Entrate e vi troverete in una scena de Il Grande Gatsby.

Quando avrete dei giorni "no" o dei momenti sbatti, pensate a questo angolo di pace e fateci un salto. 
La vostra giornata migliorerà. Forse.....provateci!


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la luce

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Un dolce suono si spande nell'aria
La piccola Santa Marta
con il suo canto
allontana le tenebre.
E' l'Angelus.
Aurora di un nuovo giorno
promessa di Luce
promessa  di Vita nuova.
Grazie.(Lucia)

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Auguri Charlie anche per te

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Vivere oggi

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Vivere oggi

Essere serena

Liberare il cuore

Seguire il volo di un uccellino

che è già nell'azzurro

Accoglierò così

la pace interiore

che non si è fermata

sulla bilancia sospesa

delle vicessitudini del mondo

Perchè sulla strada

il semaforo verde

è il segno che potrò far brillare una stella

o dare vita ad un fiore 

 che sta nel deserto.(Lucia)


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Domenica 16, la liturgia festeggia La Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

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E’ una delle feste dedicate a Maria, la più importante per i Carmelitani.

Ho incontrato il Movimento Carmelitano leggendo la vita di Santa Thérèse di Lisieux 

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“Oh GESU’, quanto felice è il tuo uccellino di essere piccolo e debole, … non si dispera, il suo cuore è in pace e riprende sempre la sua missione d’amore. Si rivolge agli Angeli e ai santi che si alzano in volo come aquile per portarsi innanzi al fuoco divino e dato che questa meta è l’oggetto del suo desiderio, le aquile hanno pietà del loro piccolo fratello, lo proteggono e lo difendono scacciando i rapaci che cercano di divorarlo


Un po' di storia Carmelitana:


Mentre cerchiamo di essere sempre presenti nella vita di Gesù, i Carmelitani trovano la loro ispirazione nella vita del Profeta Elia e della beata Vergine Maria.

La memoria di Elia fu tenuta viva in modo particolare sul Monte Carmelo, dove si scelse di seguire il Dio di Israele. 
Secondo il racconto, Primo Libro dei Re, capitolo 18, il sacrificio di Elia, consumato dal fuoco proveniente dal cielo, ha mostrato al popolo che Yahweh era il vero Dio.

Elia fu disponibile per l'opera di Dio ed inviato a proclamare la sua parola. Elia intraprese un lungo viaggio per il deserto, un viaggio che lo lasciò abbattuto. Si mise sotto un albero e chiese la morte. 
Ma Dio non permise la sua morte e lo spinse a continuare il suo viaggio fino al monte Horeb. 
Quando arrivò, Dio si mostrò ad Elia non nei consueti segni del vetero testamento del fuoco, del terremoto e del forte vento ma come una leggera brezza.
Elia fu inviato nuovamente al suo popolo per continuare la volontà di Dio.
Da Elia, i Carmelitani imparano a sentire la voce di Dio nel silenzio nell'imprevedibile.
 
Cercano di essere aperti alla Parola di Dio per trasformare la mente e il cuore affinché il modo di vivere ed operare sia profetico e fedele alla memoria del nostro padre Elia.


I primi eremiti del monte Carmelo costruirono in mezzo alle loro celle una cappella. Fu il centro della loro vita, dove ogni giorno si incontravano per celebrare insieme l'eucaristia. 
Dedicarono questa cappella alla beata Vergine Maria. 
Con questo gesto il primo gruppo di Carmelitani la prese come sua patrona, promettendo il loro fedele servizio mentre aspettavano da lei la sua protezione. 
Erano fieri di portare il titolo di "Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" e difesero questo titolo con coraggio quando il loro diritto a questo nome fu minacciato.


Maria accondiscese alla volontà di Dio quando le fu chiesto di essere la madre del Salvatore. Ella meditò gli avvenimenti della sua vita e fu capace di vedere in essi la mano di Dio in azione. Maria non si inorgoglì per la sua specialissima vocazione ma lodò Dio per aver guardato alla sua umiltà e aver fatto grandi cose in lei. Fu con Gesù all'inizio del suo ministero pubblico quando, alle nozze di Cana, Maria lo informò della precaria situazione: "Non hanno vino". Maria fu accanto a lui durante la sua morte in croce e lì diventò la Madre di tutti i credenti.
All'inizio degli Atti degli Apostoli troviamo Maria nel cenacolo, insieme agli altri discepoli, pregando e aspettando l'arrivo dello Spirito Santo. Per ogni Carmelitano, Maria è sempre presente nella sua vita, guidandolo e proteggendolo nel suo ossequio a Gesù Cristo.
Per molti secoli lo scapolare del Carmine ha raccolto simbolicamente il significato spirituale della relazione dei Carmelitani con la beata Vergine Maria. Lo scapolare costituisce una parte della tunica tradizionale indossata dai frati. Portare addosso lo scapolare è un segno di consacrazione a Maria, la Madre di Dio, ed è un simbolo che invita a rivestire le virtù di Maria e ad accettare la sua protezione.


Nella Vergine Maria i Carmelitani trovano l'immagine perfetta di tutto ciò che sperano - di entrare in una relazione intima con Cristo, essere totalmente aperti alla volontà di Dio e lasciare che la vita venga trasformata dalla Parola di Dio. I Carmelitani hanno sempre considerato Maria la Patrona dell'Ordine, del quale è detta anche Madre e Decoro.
I Carmelitani vivono in intimità spirituale con lei affinché possano imparare da lei a vivere come figli di Dio.
Elia e Maria sono figure ispiratrici per tutti i Carmelitani. Hanno un ruolo molto importante nella vita e nella spiritualità dell'Ordine che si dichiara appartenente a Maria e guarda ad Elia come il suo padre spirituale.

Maria è la  strada  da percorrere per arrivare ad una relazione molto forte, molto profonda e intima con Dio, ed è la strada che tutti noi, carmelitani o no, vorremmo desiderare attraverso la spiritualità della relazione, dell’incontro con Dio: una relazione con il Signore che passa, in modo particolare, attraverso la Sacra Scrittura.

E’ proprio una scuola di relazione il Carmelo: la preghiera nel Carmelo diventa veramente una porta di ingresso nelle relazioni più vere e più vive ed è proprio di relazioni, di incontro e di comunione che il nostro mondo ha bisogno. 

Buona festa a tutti.

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Sono permalosa.

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Avviso ai naviganti: sono molto permalosa.

Quando le parole non sono le stesse che mi aspetto....non ribatto, subito, mi chiudo a riccio per il tempo necessario. 
E questo tempo purtroppo lo decido io.

No, mi spiace, non urlo, non alzo la voce e se colui o colei con cui interloquisco alza la voce non parlo più.

Non sopporto le persone sguaiate e le risate eccessivamente sonore.

A cuore sereno, riprendo a colloquiare, evitando di ritornare sull'argomento.

Ma non è sempre così! Ho buona memoria, anzi, troppo buona memoria e anche l'udito funziona ancora bene.

Quindi, se mi offendete non raccontatemi fischi per fiaschi.....so cosa mi avete detto.

Se invece il diverbio avviene con carta e penna.....non vi salverete facilmente!

Ma è un avvenimento raro, capita, certo, può capitare anzi è capitato. 
E addio religione in quell'occasione non sono più cattolica!
E poi cambio strada......

Ora cambio anche argomento.

Cosa dire e cosa fare ora dopo questa confessione?
Soprattutto non piangere! Anzi, visto che è una bella giornata, mi parcheggerò al sole: avete letto bene: parcheggerò la mia vita al sole e non in un alveare di intrighi, di preoccupazioni o problemi che mi logorerebbero l'entusiasmo!

Debbo abbellire la giornata entusiasmandomi per la luce, per l'amore, per quello con la "A" maiuscola e per  le cose e le persone buone.

Non mi affatico ad essere cordiale verso chi conosce che il suo tempo è quasi terminato, verso i malati, i disabili, gli sfruttati dal prepotente di turno e dai tanti infelici che non hanno potuto fermarsi a godere dei raggi del sole, della farfalla che sta volando sopra i miei gerani, della musica che un passerotto tra poco canterà.

Vado a salutare quella panchina che da tempo mi conosce: mi parcheggerò lì al sole,  e mentre guarderò le ortensie, che più tardi, coglierò e metterò in un vaso, rifletterò sul discorso che don Francesco mi ha regalato ieri mattina.

A presto.


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Insistenza nella richiesta: quando un gesto acquista un valore vero.

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Era un giorno tranquillo giovedì scorso, caldo, ma tranquillo, e passo dopo passo sono arrivata al Supermercato per un po' di spesa.

Seduto sul trespolo appoggia-biciclette un signore extracomunitario, che molte volte ho interpellato perchè mi aiutasse a portare la spesa tornando a casa. (per delle gambe buone il tragitto è breve)
Mancia dovuta.

La sua richiesta non è molto insitente e pretenziosa ma giovedì scorso lo è stata. 
Ci siamo guardati come di solito e faccio per rivolgergli l'usuale domanda quando mi dice: "Ho fame mi compri un panino e un pollo?"

Resto perplessa: "un pollo arrosto?" è tanto anche per me, ma calma gli rispondo che volentieri gli compererò qualcosa da mangiare.

Entro nel super e compro una ciabatta grande, ma non cerco il pollo. Riesco, gli porto la ciabatta e in alternativa al pollo gli chiedo se del prosciutto va bene ugualmente.


Lui sostiene che il pollo lo vendono ed entra con me dirigendosi al banco dove vendono il pollo. Poi vede la ciabatta e mi dice che è troppo piccola, la prende e la sostituisce con una baguette.

Penso: "Miseria ma che fame ha questo qui??" e andiamo avanti.

Sono leggermente irritata, la borsa della spesa pesa, ed io mi sto stancando, specialmente le gambe. Però non me la sento di intavolare una discussione.

Non contento, sparisce e ritorna dopo poco tempo, con una bottiglia d'acqua.

Faccio per dirigermi alla cassa, sbuffando, quando una commessa che sta facendo la pubblicità per un succo di frutta, mi chiama:

"Scusi signora, vorrei regalarle una borsa perchè lei sta aiutando quel signore che è sempre fuori a chiedere la carità!"


E' lì, in quella voce, in quelle parole che la ragione si allarga e riconosco nel mio gesto il vero valore; ripenso alle parole di Cristo: "qualsiasi cosa farete al più piccolo dei miei fratelli....".

Poi mi ha portato la borsa a casa, non ha voluto i due euro e mi ha salutato gentilmente: "Ciao signora bionda".


Mentre cercavo un'immagine efficace al mio post ho trovato questo che copio proprio per intero. Arrivederci. 



Ho trovato per caso questo semplice racconto su un libricino che mi è capitato tra le mani, e ho pensato subito di postarlo sulle pagine di questo blog.
Mi piace questo racconto (o, se vogliamo, possiamo anche chiamarla poesia) perchè tocca una dimensione fantastica, da sogno.
Noi uomini dovremmo sempre essere capaci di sognare, non dobbiamo mai perdere di vista la dimensione del "sogno". Come soleva dire don Tonino Bello, sacerdote fervorosissimo e zelante: "C'è tantissima gente che mangia il pane bagnato col sudore della fronte dei sognatori". Ed è bello saper sognare, avere grandi ideali, anche utopici se vogliamo, da inseguire, da combattere, da raggiungere. Facciamolo sempre quindi, sogniamo cose belle, alte, virtuose.... ma sopratutto adoperiamoci con tutto noi stessi perchè i nostri sogni divengano realtà!  (Marco)

          



Che cosa vedete adesso?
Nubi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre e mia madre e le mie sorelle.
Bene! E adesso?
Cavalieri in armi, donne bellissime, visi delicati.
Provate questa lente.
Un campo di grano, una città.
Molto bene! E adesso?
Una giovane donna ed angeli chini su di lei.
Una lente più forte! E ora?
Molte donne dagli occhi vivi e le labbra socchiuse.
Provate questa.
Oh! Soltanto un bicchiere sul un tavolo.
Capisco. Provate questa lente.
Soltanto uno spazio vuoto. Non vedo nulla di particolare.
Bene. E adesso?
Pini, un lago, un cielo d’estate.
Va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi qualche pagina.
No, non posso. Gli occhi mi sfuggono aldilà della pagina
Provate questa lente.
Abissi d’aria.
Ottimo. E adesso?
Luce, soltanto luce, che trasforma tutto il mondo sottostante in giocattolo.
Benissimo! Faremo gli occhiali così.

Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River


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