E' arrivata la primavera!

lunedì 20 marzo 2017






E' proprio vero: Le stagioni non sono più quelle di una volta!

Oggi 20 marzo, alle 11.29 del mattino, ci sarà l’equinozio di primavera, cioè quell’evento astronomico che coincide con l’inizio della primavera: è uno dei due giorni dell’anno in cui notte e dì hanno la stessa durata più o meno in tutto il mondo. L’altro è l’equinozio di autunno. Anche se convenzionalmente si dice che le stagioni cominciano sempre il giorno 21 di marzo, giugno, settembre e dicembre, le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra: fino al 2102 l’equinozio di primavera non sarà il 21 marzo, ma il 20 o, qualche volta, il 19.

Le ore di luce saranno uguali a quelle di buio per via della posizione della Terra attorno al Sole, e inizia ufficialmente la primavera.


Il significato del termine “equinozio” è chiaro per chi sa qualcosa di latino o è bravo a tirare a indovinare: la parola italiana deriva dal latino “aequinoctium“, composto da “aequus“, cioè “uguale” e “nox“, “notte”. Dopo l’equinozio di primavera il dì – cioè quella parte del giorno in cui c’è luce – continua ad allungarsi ogni giorno nell’emisfero boreale fino al solstizio d’estate: a quel punto le ore di luce cominciano a diminuire, tornando pari a quelle di buio nell’equinozio d’autunno, e ricominciando ad aumentare solo con il solstizio d’inverno. Estate e inverno iniziano nei giorni di solstizio, in cui le ore di luce sono rispettivamente al loro massimo o al loro minimo. Per quanto riguarda l’emisfero australe, cioè la parte della superficie della Terra a sud dell’Equatore, è tutto l’opposto.

Tremendamente difficile e complicato. L'unico evento chiaro è che oggi inizia la tanto attesa Primavera!!!


Oggi inizia la primavera meteorologica

Il mese più caldo e quello più freddo cadono esattamente nel mezzo di estate e inverno meteorologico


Come sono felice 

Ti aspettavo da tanto 
Posa il Cappello 
Devi aver camminato 
Come sei Affannato 

Caro Marzo, come stai tu, e gli Altri –
Hai lasciato bene la Natura –
Oh Marzo, Vieni di sopra con me –
Ho così tanto da raccontare –
Ho avuto la tua Lettera, e gli Uccelli –
Gli Aceri non sapevano che tu stessi arrivando –
L’ho annunciato – come sono diventati Rossi –

Però Marzo, perdonami –
Tutte quelle Colline che mi lasciasti da Colorare –
Non c’era Porpora appropriata –
L’hai portata
Chi bussa? Ecco Aprile –
Chiudi la Porta 
Non voglio essere incalzata 

È stato via un Anno per venire
Ora che sono occupata –
Ma le inezie sembrano così banali
Non appena arrivi tu
Che il Biasimo è caro come la Lode

E la Lode effimera come il Biasimo
(Emily Dickinson)



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Un po’ di tempo fa, nella grande valle Peligna, in Abruzzo, esisteva un uomo che amava scavare la terra e riportare alla luce oggetti, ruderi, monete delle epoche passate. Era un archeologo ed amava le cose antiche. “La terra nasconde e protegge sempre i tesori degli uomini!” diceva e le sue mani sapienti avevano ridato movimento, luce e colore a vecchie storie: popoli Italici che avevano combattuto contro i Romani, lì a ridosso del massiccio della Majella, dove c’era l’antica capitale dei popoli Italici: Corfinio.
“Se potessi rimpastare questi ruderi con la terra!” pensava l’archeologo, “mi piacerebbe far nascere un popolo nuovo che non conosca l’odio e la guerra. Chissà se una volta almeno nella storia della Terra nasceranno uomini così?” si domandava. “Terra, terra mia degli Abruzzi, a volte così aspra e forte, se almeno tu mi potessi rispondere!” implorava il povero uomo che amava l’arte, la musica e la poesia.
Era quasi finito l’inverno, la neve oramai si era sciolta e l’archeologo stava camminando vicino alla chiesa di San Pelino a Corfinio e come per magia la Terra gli rispose: “Mio caro amico la tua dolcezza e l’amore che hai per tutti gli uomini ti porteranno un premio. Sara’ la natura a farti una bella sorpresa. Chissà se questo non sarà un primo esempio per tutti gli uomini che verranno nel futuro. Ricordati di raggiungere un posto alto, che sovrasta tutta la valle Peligna, il primo giorno di primavera” e poi la Terra si ammutolì. L’archeologo sbalordito rispose alla Terra: “Certo vecchia cara amica mia, compagna di studi e di tanta ricerca, lo farò”.
E finalmente venne il fatidico giorno, il 20 marzo, l’uomo era andato a dormire in un piccolo casolare in montagna per dominare con la sua vista tutta la valle Peligna e con le prime luci dell’alba lo spettacolo fu davvero sbalorditivo. Tutta la conca Peligna era diventata un magnifico giardino, il vento lieve accarezzava una fioritura di gigli, di rose, di margherite, di mughetti, di viole, di tutti fiori del mondo, erano fiori di campo profumati e splendenti ma che non appartenevano al mondo delle piante: erano intessuti di fili di seta e come petali avevano tanti confetti di mandorla e zucchero. Alla vista dell’archeologo i fiori dissero in coro: “Buongiorno caro amico! Ecco il nostro regalo quando anche gli uomini diventeranno come noi, impastati d’amore e di dolcezza come le nostre mandorle con lo zucchero, vedrai che nascerà il nuovo popolo!”.
E ancora oggi nella valle Peligna, a Sulmona, i bambini di tutto il mondo possono vedere esposti per le strade tanti fiori colorati, sono creati con i confetti e sono bellissimi, hanno le mandorle e lo zucchero, in ricordo di quella fioritura straordinaria. Sono fiori che aspettano il giorno in cui finiscano l’odio e la guerra.

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I confetti di Sulmona!

E per finire....
Le campanelle
raccontano alle stelle
che il sole, che il sole
fa nascere le viole…
A nuovo vestite
spuntano le margherite,
primule e mughetti,
cespugli e cespuglietti,
piante e piantine,
erbette fine fine…
E il sole ad ogni fiore
dà il suo colore.
Rosse le rose,
gialle le mimose,
candidi i gigli,
e tutti son suoi figli.

Primavera

Buonagiornata di primavera a tutti