Riflessione sulla paura.

domenica 15 gennaio 2017


 
Il nostro cuore non si è perduto,
i nostri passi non hanno smarrito la sua strada.
Nè l'angoscia,nè il dolore,la paura e la spada...
Mai il tuo sguardo fuggirò la tua casa lascerò.
Della morte,della vita, del presente, del futuro la tua gente non ha paura,
la tua rocca sta sicura.
Col mio canto,la mia gioia, con l'amore e le parole la tua gloria loderò,
la tua forza griderò.

Mi piace ripensare a questo canto quando la sera si riempie di ombre. 
La paura è parte del cuore dell’uomo. Mentre nella Bibbia la stessa parola conforta e incalza, ripetendo infinite volte "non temere" 
Ricordo le prime parole di Giovanni Paolo II, appena eletto Papa, ci salutò con "Non abbiate paura: aprite il cuore a Cristo!" Non abbiate paura! 
Perchè la paura non è tanto assenza di coraggio quanto “una mancanza di fiducia”. 
Se penso di avere paura di Dio è perché nel silenzio a volte nasce un’immagine sbagliata di Lui, come Adamo ed Eva che credono in “un Dio che toglie e non in un Dio che dona.
E' la stessa paura che mi fa dimenticare il dono grande che è Gesù in cui  trovo il destino di tutte le cose.
Qualcuno ha scritto che:"Il primo di tutti i peccati è un peccato contro la fede. E dall’immagine sbagliata di Dio nasce la paura delle paure: dal volto di un Dio temibile discende il cuore impaurito di Adamo.
Molte volte la Chiesa ci parla di una una fede impastata di paura; colpa/castigo, anziché di amore, fioritura e pienezza. La paura è nata in Adamo perché non ha saputo neppure immaginare la misericordia e il suo frutto che è la gioia.
La paura produce un cristianesimo triste, ci fa conoscere un Dio senza gioia. Bisogna liberare tante persone dalla paura che riempie il loro cuore : la paura dell’altro, la paura dello straniero. Dobbiamo dimenticare l’ostilità, che può essere anche istintiva, e guardare all’ospitalità.
E' chiaro nel mio cuore che Gesù è venuto a riempire il mondo e tutti noi, di luce, di sole.
C’è a volte in me, la paura della "tempesta" che è poi la paura del manifestarsi della vita quando mi sento sola e “Dio sembra dormire” mentre  vorrei  che intervenisse subito”. E Lui interviene,perchè è lì, accanto a me e mi sostiene proprio quando non riesco ad affrontare le faticose tempeste.
Debbo ricordare in quei momenti, che la vita si attua dentro il sacrificio, anche se poi la fede in Lui mi aiuta a pensare e a vivere in un modo lieto e non più banale. 
Mi piace spesso ricordare questa frase di Bonhoeffer: Dio non salva dalla sofferenza ma nella sofferenza, non protegge dal dolore ma nel dolore, non salva dalla croce, ma nella croce (…) Dio non porta la soluzione dei nostri problemi, porta se stesso e dandoci se stesso ci dà tutto."
Ogni giorno, nella preghiera come nella Messa, io attingo più vigore. Riascoltando o rileggendo la Parola di Dio mi accorgo di infiniti divini suggerimenti e la vita diventa più umana, il cuore ospita quel Dio che scaccia la paura e che si  rivela familiare per tutta la vita.
Perchè Dio che ha iniziato quest'opera buona in me, non mi abbandona più. 

Mio Dio aiutami a parlare sempre di Te a chi incontro, e mentre dispiego la Tua vita ascoltami perchè io so che mi sei accanto.

"Nel primo chiarore del giorno,vestite di luce e silenzio,le cose si destan dal buio,com'era al principio del mondo."



L'immagine può contenere: una o più persone, cielo, spazio all'aperto e natura

Ho letto questa storia:
Omar Suleiman · 12 gennaio ·
Her name is Shehed. She turns 8 next week and has the exact same birthday as my daughter who is turning 7. She has only faint memories of her father who was killed 5 years ago. She can see Syria from her tent but doesn't remember what it was like living there. She proudly recites Surah Al Fatiha but can't read otherwise. She doesn't have access to pretty princess dresses or toys. Her clothes have ... Altro...
Il suo nome è shehed. Lei compie 8 anni la prossima settimana proprio nello stesso giorno di mia figlia che ne compie 7.
Ha solo deboli ricordi di suo padre che e ' STATO UCCISO 5 anni fa. Lei può vedere la Siria dalla sua tenda ma non si ricorda com'era vivere li '. Orgogliosamente recita la sura al-Fatiha ma non riesce a leggere il contrario. Lei non possiede la bella principessa, non ha bei vestiti o giocattoli. I suoi vestiti hanno dei buchi, i suoi denti sono in degrado, e la sua tosse è profonda. Ma e 'una dei bambini piu' belli che io abbia mai conosciuto. Lei è dolce e sorridente e buona nonostante la crudeltà che ha affrontato. Ha ' ancora il sogno di un futuro brillante come gli altri bambini. Le sue ultime parole per me, dopo un lasso di tempo così breve, sono state " portami con te."
La cosa più difficile al mondo di visitare questi luoghi è salutare. Parti per ritornare nella comodità di casa tua mentre continuo a chiedermi se l'hanno mai avuto uno di nuovo. Quando il sole tramonta e si ritirano nelle loro tende per cercare di proteggersi dal freddo e dal gelo, Io torno nel furgone e ritorno al mio comodo letto che mi aspetta. Io vivo per parlare delle mie esperienze di un paio di giorni, mentre loro rimangono persone senza voce e nessuno apre il cuore per sentire delle loro tragiche storie di vita. Ti fa male sapere che non puoi salvarli tutti.
Piangere per loro. Sorridere a loro.
Essere la loro voce. Raccontare le loro storie.
FARE CIO 'che e' nelle mie capacità. E invitare gli altri a fare qualcosa, perchè è anche compito di tutti aiutare.



Il nostro cuore…