Ascolto il silenzio.: Sssssssst...

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La parola scritta sta scomparendo ed è stata già sostituita da frasi immediate e spesso insensate: “com’è?” ( e ti domandi cosa voglia dire…com’è cosa? Il tempo, il tuo stato d’animo…?); ; “anke tu su what’s up?”…
Pare che Il silenzio sia negativo .

Ho scritto PARE.
Stare in   silenzio,  chiudere gli occhi e ascoltare l' anima.
Ci sono persone che tendono a sovrastare con la voce gli altri. 
Non so se vi è mai capitato, ma ultimamente succede a molta gente, che nel momento stesso in cui iniziamo un discorso,  ecco che arriva chi interrompe  senza lasciarmi finire e continua a parlare lui ( o lei certo!)Subentra  una nuova persona che interrompe a sua volta la precedente e così via: un interminabile sovrapporsi di voci; e nessuno  ascolta l’altro.


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Per piacere riprendiamoci il canto del silenzio.



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Il silenzio ci aiuta a dar forma ai nostri pensieri.

Riprendiamo a scrivere, anche questo ci aiuta nel lavoro di rilettura e magari correzione, dei nostri pensieri. 
 E' perfetto se nel silenzio, ascoltiamo il canto meraviglioso della natura e se non ci riusciamo, non diamoci per vinti e continuiamo a cercarlo. smettiamo di cercarlo.

 E' una gioia di goderci con tranquillità un paesaggio.
Sapete che l’uomo  di oggi non riesce a sopportare più di quindici minuti di silenzio.?

 Inquietante scoperta. 


Ho provato su me stessa:  seduta su di una panchina di un parco qui vicino,  posto tranquillo, preso nota dell’orario in cui cominciai l’esperimento del silenzio...........
chiusi gli occhi e poi mi sono rialzata.....fa freddo altro che esperimenti.......
Rimanderò il tutto alla prossima primavera!!!!

Risultati immagini per immagini belle che fanno pensare al silenzio seduta su di una panchina nel parco


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  1. Quiete d’autunno


    di Fausto Corsetti


    Quando ai bordi delle strade cominciano a rincorrersi, vivaci e disordinate, foglie dalle forme più diverse e dalle tinte calde di cui si rivestono solitamente i tramonti, a tutti è chiaro che si fa prossimo il momento dell’ultimo raccolto, degli ultimi colori prima che venga il tempo della spoliazione, dell’attesa, del gelo, del rigore.
    I giorni si abbreviano e gradualmente si raffreddano, lasciando traccia di tale mutamento in umide nebbie che, a sera, avvolgono in un silenzio tipico, che ovatta e nasconde, cose e persone.
    Ognuno di noi ha una stagione che ama. Io preferisco l’autunno, con i suoi colori tenui e iridescenti, delicati e pacati come il clima che lo avvolge. Amo i suoi silenzi. Amo il silenzio che rigenera, che consente a ognuno di noi di respirare e ritrovarsi.
    A chi corre per le tante cose da fare, esso insegna che può anche fermarsi, almeno per un po’: il mondo va avanti lo stesso. Il silenzio va accolto senza il timore che sia soltanto un vuoto. Allora scopriamo che è lui ad accoglierci.
    Se il cuore si fida, proveremo un senso di liberazione. Nel silenzio accade l’incontro con la libertà di poter ascoltare, pensare, essere, agire altrimenti. In questo dolce spazio si è attratti ad ascoltare il respiro che ci abita, a sentire l’anima, a vedere l’essenziale, che spesso è stato sepolto a forza di adattarsi al peggio della vita.
    Perché ciò avvenga non basta tacere o raccogliersi in un luogo tranquillo. Il silenzio va desiderato, ma accade imprevedibilmente. Quando ci raggiunge, l’impulso più lucido è quello di affidarsi, aprendoci a incontri essenziali. Nella sua ospitalità si offrono infatti forme di comunione da custodire.
    E’ il caso della relazione con le persone amate scomparse. Esse non sono cancellate, come se non fossero mai esistite. Il loro silenzio ci accompagna e il dialogo persiste, purché il nostro cuore non sia completamente serrato per eccesso di difesa dal dolore: gli scomparsi ci chiedono, più del ricordo della vita trascorsa, la memoria del presente, la comunione indistruttibile nel bene.
    Nella quiete a ciascuno è dato di confrontarsi con la propria strada, sentendosi chiamato a una vita vera. Accettare questa ospitalità non comporta di chiudersi in se stesso, nella propria interiorità. L’autentico incontro con il silenzio non ci sequestra nell’isolamento, anzi ci rimanda verso gli altri con la piena coscienza della nostra responsabilità.
    Il silenzio ci fa nudi. Nudi ed esposti, senza protezione. Ma in questa nudità assoluta, in questo affidamento totale alle energie dell’universo, scopriamo il nostro vero “nome”, il nome che collega la nostra finitezza all’Infinito.
    Il silenzio è un dono che facciamo a noi stessi, ci aiuta innanzitutto a liberarci dalla smania di riempire tutto, ci permette di stabilire una pausa, ci aiuta a recuperare e sottolineare ciò che davvero conta.
    E’ necessario costruire la nostra scialuppa di salvataggio per affrontare il diluvio di parole. Il primo effetto è su di sé, la prima tappa nella navigazione è rivolta alla sorgente, alla nostra identità. Nel silenzio siamo capaci di riconoscere alla perfezione chi siamo, osserviamo le nostre ombre e le nostre luci, le nostre cattive qualità e i nostri pregi, con la stessa spietatezza che ci viene dalla sincerità di accogliere, contemplare, respirare la splendida Natura d’autunno.


    CON UN CARO SALUTO.

    Fausto

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  2. Grazie Fausto. Da giorni non apro il computer. Oggi era necessario che lo facessi così ho letto. Grazie ancora. e...ritorna!

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  3. Cara Lucia,oggi tutti parlano molto e molti ad alta voce,forse ,perché non avendo cose importanti da dire,sperano di essere ascoltati per il rumore che la loro voce produce.
    Io amo il silenzio e a volte amo ad ascoltare.
    Un caro saluto,fulvio
    Ps.Nel tuo ultimo commento mi figuri come un baldo giovane,ma non è cosi,vado verso i settantadue,anche se nel mio intimo sento una eterna giovinezza.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o