martedì 26 dicembre 2017

le unghie rosa della mia mamma






Due immagini della mia mamma, ripescate eccezionalmente, la prima di quando aveva 18 anni e la seconda più vecchia di due anni cioè: quando si è sposata.

Nel retro della prima, con la sua calligrafia, in un angolo si legge ancora che " dedico questo ricordo ai miei genitori" era a Trieste a lavorare e aggiunge: "che il mio sguardo tenga nel vostro cuore la mia serietà"
 

Il giorno di Natale ne ha compiuti 98.


Non sempre il tempo la beltà cancella
O la sfioran le lacrime e gli affanni;
Mia madre ha sessant’anni,
E più la guardo e più mi sembra bella.
Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto
Che non mi tocchi dolcemente il core;
Ah se fossi pittore

Farei tutta la vita il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
Perch’io le baci la sua treccia bianca,
O quando inferma e stanca
Nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ma se fosse un mio prego in cielo accolto
Non chiederei del gran pittor d’Urbino
Il pennello divino
Per coronar di gloria il suo bel volto;

Vorrei poter cangiar vita con vita,
Darle tutto il vigor degli anni miei,
Veder me vecchio, e lei
Dal sacrifizio mio ringiovanita.

Così cantava E. De Amicis. 




L'ho imparata a memoria quando ero alla scuola elementare e ancora oggi riconosco in questa poesia un amore infinito per la madre.

Con che parole oggi potrei parlare della mia mamma?
Le sento nel cuore, ma le dita che sfiorano la tastiera non conoscono quel canto.


E' nata in un piccolo paese del Friuli e le sue mani non erano adatte a sfogliare libri, ma al lavoro dei campi.
A 16 anni, sui passi delle sorelle più grandi si trasferì a Trieste. 
Ne acquistò la parlata e lo stile di vita.

Là conobbe il mio papà, vennero a Milano e si sposarono nel 1939.




papà giovanissimo a Milano appoggiato alla ringhiera del Naviglio, allora scoperto. In fondo la Basilica del Convento di San Giovanni Bosco


Finita la guerra, papà si ammalò di nefrite (gli avevano già asportato il rene sinistro) quindi era necessario riposo assoluto.

Le mani della mamma si adattarono ad un lavoro in fabbrica.

Mani operose, mani benedette come solo le mani di una madre sanno essere.

Aspettavo sempre una carezza da quelle sue mani.....ma non c'era mai tempo...

Quando è andata in pensione, ma anche prima, era una nonna infaticabile.

Io vivevo già a Novara da tempo e lei veniva da me raramente. Novara non le è mai piaciuta.

Ora il tempo delle carezze è arrivato e io sono sempre lontana.
Sono andata a trovarla il giorno dell'Immacolata.
Era sorridente e felice.
Quanti baci mammina, e tu mi lasciavi fare.

Ti ho preso le mani tra le mie e commossa ho visto le unghie curate con lo smalto rosa. Tu hai riso!!

Oh, mammina finalmente ora le tue mani riposano: riposano queste tue sante mani!

Ci sarà senz'altro chi non capirà questa mia gioia, ma la mia mamma non aveva mai tempo per la femminilità! posso chiamarla così?

Lo smalto, il rossetto....??? un velo di crema la sera sulle guance e poi via nel letto perchè il domani le avrebbe richiesto nuove forze.

Ora in una "casa per anziani" si riposa, si lascia coccolare e mettere LO SMALTO ROSA.


Un lago, 
gli occhi della mia mamma.
Un foglio di carta
Una barca
Io
che non so galleggiare.
Vento
regalami una leggera brezza
e così 
dolcemente entrare
nel porto sicuro
delle sue braccia
per essere cullata.(lucia) 
L'immagine può contenere: 5 persone

papà, io, mamma (due sorelle di papà e il cugino che diventerà Sacerdote)