Il mio Friuli lontano

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Poesia di David Maria Turoldo
Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami
dagli aghi dei pini dall'assordante
silenzio della grande pineta
- cattedrale che più ami - 
appena velata di nebbia come da diffusa nube d'incenso il tempio. 
Subito muore il rumore dei passi
come sordi rintocchi:segni di vita o di morte?
Non è tutto un vivere e 
insieme un morire? Ciò che più conta
non è questo, non è questo:
conta solo che siamo eterni,
che dureremo, che sopravviveremo… 

Non so come, non so dove, 
ma tutto perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita come onde sulle balze 
di un fiume senza fine. 
Morte necessaria come la vita,
morte come interstizio tra le vocali e le consonanti del Verbo,
morte, impulso a sempre nuove forme.




Eccola la "Nonna Pierina"
La bimba che ha in braccio e che mi assomiglia è mia cugina Fulvia. Io non ho altre fotografie di lei.

Seppi di avere una nonna nell'agosto del '44, quando la mamma, da Conegliano Veneto, mi portò a San Foca. Un timido paesino friulano dove, per Grazia di Dio, la guerra, era solo nell'aria e nelle parole degli uomini.

In una Cascina con un grande cortile, una stalla, due mucche, tante galline, conigli e un maiale vissi fino all'età di sei anni e mezzo. Perchè?
Di preciso non l'ho mai saputo. Solo recentemente mia madre ormai 97 enne mi rispose "così eri al sicuro".

Al sicuro...Certamente dalla guerra ma troppo lontano  dalle sue carezze che   regalava a peso d'oro.
Se le baciavo la guancia, mi diceva: "cos'hai combinato?!!!"

La mia mamma e la nonna erano simili. Caratteri chiusi, diffidenti,  mani operose e pochi sorrisi. Quando una delle due sorrideva per me s'illuminava il cielo.

La nonna Pierina non sapeva leggere nè scrivere: era come me che ancora non andavo a scuola. 
La nonna, ancora giovane, vestiva costantemente di nero.

In quella cascina abitavano ancora due delle mie cinque zie e uno zio. 
Ecco a chi rubavo le coccole.....ancora oggi. Due zii mancano ormai da tempo e con Trieste dove si erano tutti trasferiti,  c'è una calda e dolce comunicazione. "Mi iero la picia" la piccola.

E il nonno! Caro vecchio nonno Domenico!
Non ho una sua fotografia. Quella vera è qui nel mio cuore.
Occhi azzurri. Pelle chiara alto e magro.
Due stupendi baffi, che finivano con un ricciolino, erano il suo tormento e la mia gioia.

Dopo mangiato, mi alzavo dalla lunga tavola e mi trasferivo sulle sue magre ginocchia e lì iniziavano i nostri abbracci e le carezze mie ai suoi baffi!

Lui mi ha indicato "la stella del Vespro" .
 Parole semplici che ancora oggi uso per  indicarla a me stessa o ai miei figli e nipoti: per me resta sempre un meraviglioso momento di preghiera!

Chissà se se ne rendono conto!!!

Del tempo trascorso con loro, dormendo sui freddi materassi di stoppie, o al caldo della stalla nelle sere dell'inverno dove nascevano gli aneddoti e i pettegolezzi ;(I Gossip di allora!) ho ora, sereni  ricordi chiusi in uno scrigno prezioso: il mio cuore.

Risultati immagini per immagini del cielo a sera e la stella del Vespro


Grazie a tutti voi miei cari  che avete cercato di sostituire la mia mamma, che mi mancava tanto, ma tanto e che non ho mai avuto il coraggio di raccontarglielo. 
Voi ve ne eravate accorti perchè i vostri tanti abbracci e sorrisi, ancora oggi mi parlano di una tenerezza infinita che non potrò mai dimenticare.

Tornata a Conegliano nel settembre del 1946 feci appena in tempo ad abbracciare chi lasciavo per partire con il mio papà alla volta di Milano dove lui avrebbe cercato casa e lavoro e poi, passato un intero anno, arrivò anche la mamma con i miei fratelli, cresciuti d'età ma un po' estranei......

Ora sono triste. Vado a pregare...poi starò meglio!


Risultati immagini per immagini fuoco di un camino in una stalla








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4 commenti:

  1. Cara Lucia, mi ai commosso con questo post, sai io vivo già da oltre 60 anno l'ontano dalli mia terra,
    è doloroso pensarci ma bisogna accettare ciò che il destino ti a assegnato.
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Una Lucia dolcissima.
    Bacio.

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  3. Lucia, l'ultimo post nell'elenco di lettura è impostato male. Non si legge.
    Bacio.

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  4. Leggo sempre volentieri Turoldo!

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o