giovedì 13 luglio 2017

Sono permalosa.

Avviso ai naviganti: sono molto permalosa.

Quando le parole non sono le stesse che mi aspetto....non ribatto, subito, mi chiudo a riccio per il tempo necessario. 
E questo tempo purtroppo lo decido io.

No, mi spiace, non urlo, non alzo la voce e se colui o colei con cui interloquisco alza la voce non parlo più.

Non sopporto le persone sguaiate e le risate eccessivamente sonore.

A cuore sereno, riprendo a colloquiare, evitando di ritornare sull'argomento.

Ma non è sempre così! Ho buona memoria, anzi, troppo buona memoria e anche l'udito funziona ancora bene.

Quindi, se mi offendete non raccontatemi fischi per fiaschi.....so cosa mi avete detto.

Se invece il diverbio avviene con carta e penna.....non vi salverete facilmente!

Ma è un avvenimento raro, capita, certo, può capitare anzi è capitato. 
E addio religione in quell'occasione non sono più cattolica!
E poi cambio strada......

Ora cambio anche argomento.

Cosa dire e cosa fare ora dopo questa confessione?
Soprattutto non piangere! Anzi, visto che è una bella giornata, mi parcheggerò al sole: avete letto bene: parcheggerò la mia vita al sole e non in un alveare di intrighi, di preoccupazioni o problemi che mi logorerebbero l'entusiasmo!

Debbo abbellire la giornata entusiasmandomi per la luce, per l'amore, per quello con la "A" maiuscola e per  le cose e le persone buone.

Non mi affatico ad essere cordiale verso chi conosce che il suo tempo è quasi terminato, verso i malati, i disabili, gli sfruttati dal prepotente di turno e dai tanti infelici che non hanno potuto fermarsi a godere dei raggi del sole, della farfalla che sta volando sopra i miei gerani, della musica che un passerotto tra poco canterà.

Vado a salutare quella panchina che da tempo mi conosce: mi parcheggerò lì al sole,  e mentre guarderò le ortensie, che più tardi, coglierò e metterò in un vaso, rifletterò sul discorso che don Francesco mi ha regalato ieri mattina.

A presto.


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