sabato 30 dicembre 2017

Un saluto e un augurio

Il Viaggio dei re Magi di Eliot.

Fu un freddo avvento per noi,
Proprio il tempo peggiore dell’anno
Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
Le vie fangose e la stagione rigida
Nel cuore dell’inverno.
E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
Sdraiati nella neve che si scioglie.
Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
I palazzi d’estate sui pendii, le terrazze,
E le fanciulle seriche che portano il sorbetto.
Poi i cammellieri che imprecavano e maledicevano
E disertavano, e volevano, donne e liquori,
E i fuochi notturni s’estinguevano, mancavano ricoveri,
E le città ostili e i paesi nemici
Ed i villaggi sporchi e tutto a caro prezzo:
Ore difficili avemmo.
Preferimmo viaggiare di notte,
Dormendo solo a tratti,
Con le voci che cantavano agli orecchi, dicendo
Che questo era tutta follia.

Poi all’alba giungemmo a una valle più tiepida,
Umida, sotto la linea della neve, tutta odorante di vegetazione;
Con un ruscello in corsa ed un molino ad acqua che batteva il buio,
E tre alberi contro il cielo basso,
E un vecchio cavallo bianco al galoppo sul prato.
Poi arrivammo a una taverna con l’architrave coperta di pampini,
Sei mani ad una porta aperta giocavano a dadi monete d’argento,
E piedi davano calci agli otri vuoti.
Ma non avemmo alcuna informazione, e così proseguimmo
Ed arrivati a sera non un solo momento troppo presto
Trovammo il posto; cosa soddisfacente voi direte.

Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,
E lo farei di nuovo, ma considerate
Questo considerate
Questo: ci trascinarono per tutta quella strada
Per una Nascita o per una Morte? Vi fu una Nascita, certo,
Ne avemmo prova e non avemmo dubbio. Avevo detto nascita e morte
Ma le avevo pensate differenti; per noi questa Nascita fu
Come un’aspra ed amara sofferenza, come la Morte, la nostra morte
Tornammo ai nostri luoghi, ai nostri Regni,
Ma ormai non più tranquilli, nelle antiche leggi,
Fra un popolo straniero che è rimasto aggrappato ai propri idoli.
Io sarei lieto di un’altra morte.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Canto di pastori


Padre nostro che sei nei cieli
guarda il tuo gregge che resti intero e tuo.
Sia salva la tua proprietà
come in cielo e così in terra.
Dacci oggi i pascoli di domani
riporta la smarrita e noi te l'offriremo
e non permettere gli agguati
ma salvaci dai lupi, e così sia.
(Erri De Luca)
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Vi mando un augurio
per oggi e soprattutto
per i giorni che verranno.
Un augurio:
il preferito dal vostro cuore.
E soprattutto che, attraverso una breve preghiera,
il Cielo protegga tutti noi che amiamo
la vita che il Signore ci dona.

Cuore, Amore, Amanti, Nozze, San Valentino

A U G U R I
da Lucia

venerdì 29 dicembre 2017

di tutto di più: la via di una vita semplice e bella

Regalare una manciata di stelle? sarebbe bellissimo.



Una manciata di stelle da regalare a te, Gabriella, cara amica mia che te ne sei andata lassù, proprio ieri lasciandomi qui, in quella nostra Chiesa, con un nodo in gola per non aver potuto nemmeno dirti "CIAO".

Stelle
Troppo poco tempo speso
per la contemplazione delle stelle.
Non parlo di telescopi,
parlo di un abbaino
in una notte come tante
senza nuvole.
Del ritorno a casa
a un'ora tarda,
guardando solo di sfuggita,
la chiave già nella toppa.
Non mi pento
di quello che non so.
Mi pento
dell'uso sciatto
dei miei occhi.

(Rainer Malkowski)



Mi hai lasciato un'immagine sul web. 
Abbracciata con Walter là nella tua Sardegna dove è facile accorgersi delle stelle che brillano in cielo,  e il tramonto si scrive con la lettera maiuscola.  
È proprio in queste cose che troviamo la bellezza di cui tanto abbiamo parlato mentre mi regalavi  la poesia della tua semplice Vita.
L'immagine può contenere: sMS



martedì 26 dicembre 2017

le unghie rosa della mia mamma






Due immagini della mia mamma, ripescate eccezionalmente, la prima di quando aveva 18 anni e la seconda più vecchia di due anni cioè: quando si è sposata.

Nel retro della prima, con la sua calligrafia, in un angolo si legge ancora che " dedico questo ricordo ai miei genitori" era a Trieste a lavorare e aggiunge: "che il mio sguardo tenga nel vostro cuore la mia serietà"
 

Il giorno di Natale ne ha compiuti 98.


Non sempre il tempo la beltà cancella
O la sfioran le lacrime e gli affanni;
Mia madre ha sessant’anni,
E più la guardo e più mi sembra bella.
Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto
Che non mi tocchi dolcemente il core;
Ah se fossi pittore

Farei tutta la vita il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
Perch’io le baci la sua treccia bianca,
O quando inferma e stanca
Nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ma se fosse un mio prego in cielo accolto
Non chiederei del gran pittor d’Urbino
Il pennello divino
Per coronar di gloria il suo bel volto;

Vorrei poter cangiar vita con vita,
Darle tutto il vigor degli anni miei,
Veder me vecchio, e lei
Dal sacrifizio mio ringiovanita.

Così cantava E. De Amicis. 




L'ho imparata a memoria quando ero alla scuola elementare e ancora oggi riconosco in questa poesia un amore infinito per la madre.

Con che parole oggi potrei parlare della mia mamma?
Le sento nel cuore, ma le dita che sfiorano la tastiera non conoscono quel canto.


E' nata in un piccolo paese del Friuli e le sue mani non erano adatte a sfogliare libri, ma al lavoro dei campi.
A 16 anni, sui passi delle sorelle più grandi si trasferì a Trieste. 
Ne acquistò la parlata e lo stile di vita.

Là conobbe il mio papà, vennero a Milano e si sposarono nel 1939.




papà giovanissimo a Milano appoggiato alla ringhiera del Naviglio, allora scoperto. In fondo la Basilica del Convento di San Giovanni Bosco


Finita la guerra, papà si ammalò di nefrite (gli avevano già asportato il rene sinistro) quindi era necessario riposo assoluto.

Le mani della mamma si adattarono ad un lavoro in fabbrica.

Mani operose, mani benedette come solo le mani di una madre sanno essere.

Aspettavo sempre una carezza da quelle sue mani.....ma non c'era mai tempo...

Quando è andata in pensione, ma anche prima, era una nonna infaticabile.

Io vivevo già a Novara da tempo e lei veniva da me raramente. Novara non le è mai piaciuta.

Ora il tempo delle carezze è arrivato e io sono sempre lontana.
Sono andata a trovarla il giorno dell'Immacolata.
Era sorridente e felice.
Quanti baci mammina, e tu mi lasciavi fare.

Ti ho preso le mani tra le mie e commossa ho visto le unghie curate con lo smalto rosa. Tu hai riso!!

Oh, mammina finalmente ora le tue mani riposano: riposano queste tue sante mani!

Ci sarà senz'altro chi non capirà questa mia gioia, ma la mia mamma non aveva mai tempo per la femminilità! posso chiamarla così?

Lo smalto, il rossetto....??? un velo di crema la sera sulle guance e poi via nel letto perchè il domani le avrebbe richiesto nuove forze.

Ora in una "casa per anziani" si riposa, si lascia coccolare e mettere LO SMALTO ROSA.


Un lago, 
gli occhi della mia mamma.
Un foglio di carta
Una barca
Io
che non so galleggiare.
Vento
regalami una leggera brezza
e così 
dolcemente entrare
nel porto sicuro
delle sue braccia
per essere cullata.(lucia) 
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papà, io, mamma (due sorelle di papà e il cugino che diventerà Sacerdote)







lunedì 25 dicembre 2017

Auguri per un sereno Santo Natale: Maria, Madre di Dio

Marc Chagall natività

Durante il travaglio ogni donna sa istintivamente 
di essere impegnata in un compito di importanza capitale.
Ciò che avviene in quei momenti può procedere grazie a lei,
ma anche malgrado lei.
La sensazione è quella di sentirsi addosso
tutta la potenza della natura,
sia essa quella della marea crescente o di un ciclone. (Daniel e Nadia N. Stern)

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Dopo che il bambino era nato, sentii 
un sollievo immenso
perchè il dolore era cessato
e potevo finalmente lasciarmi andare.
Poi me lo misero sulla pancia,
con il suo corpicino caldo e pieno di vita.
e fui sopraffatta da una sensazione di grande completezza.
Mi sembrava che il suo peso, la sua forma
andassero a colmare il vuoto del mio corpo,
che fino ad allora non avevo neppure saputo esistesse.
Sentivo un benessere profondo.
Era fatta.
Lui era là sopra di me.
Il cerchio si era chiuso.
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Caduto da una stella
tra le mie braccia.
Ti libero la fronte
dai segni del viaggio
l'acqua del guado
e i ghiaccioli raccolti nel passaggio
tra le alte nebulose.

Singhiozzi e soprassalti
cerchi il tuo cielo
il tuo infinito perduto.

Lo trovi 
nel cielo del mio petto.
E io lo trovo in te.

Occhi negli occhi
l'infinito ed io.

E naufrago in te
stupore d'altrove.

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Oggi per noi è nato un Salvatore che è Cristo Signore.
BUON NATALE A TUTTI

martedì 19 dicembre 2017

C'è posto....



Vaso con fiori di campo



Un nuovo incontro.
In una nuova partenza.
"Vado a prepararvi un posto!" e ti sei allontanata. Lei:l'Adriana.

Ho incontrato la poesia di Alda Merini per ben due volte in pochi giorni.
Una è questa:

C'è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato
per quanta emozione provi;
dove il tempo si ferma
e non hai più l'età.

Quel posto è fra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente
non smette mai di sognare.


L'ha letta il tuo Paolo, cara Adriana, con la voce rotta dall'emozione. 
Il Paolo:l'ultimo dei tuoi tre figli.

Il cuore batte forte, quando nel cuore cantano le parole che vorrei dirti. 
Li ho abbracciati tutti e tre.
E li ho baciati, come sempre.
Una delle figlie di Mauro mi ha salutato  con un "Buongiorno Signora"
E lui le ha detto: "Lei non è una "signora" lei è LUCIA"

Quando è iniziato il canto all'offertorio dai miei occhi sono partite le lacrime.
Alla mia età si piange facilmente. Tanti ricordi. 
Ogni parola è un momento di vita.

"Ora so, che il Tuo Amore è grande..." in questo momento, in questo canto-preghiera io so che "m'amerai e m'amerai per sempre..."   

Mentre le lacrime rigavano le guance ero consapevole delle tante volte che Ti ho cantato il mio amore. 
Consapevole di amarTi, Signore della vita.
Consapevole di essere una peccatrice. 
Consapevole di tentare di ricominciare ogni giorno.
Con il Tuo aiuto.

Sempre di Alda Merini la poesia dello sguardo:



Anche se la finestra è la stessa, 
non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose: la veduta dipende dallo sguardo.(Alda Merini)
Cosa canta in queste righe questa poesia?
Canta la memoria che ritrovo nello sguardo di chi incontro.
Oggi è stato così.

Quanto silenzio e quante parole negli occhi dei miei ragazzi! 
Sì i figli dell'Adriana erano spesso a casa mia.Con gli altri amici.
Parlavamo di Cristo, dei poveri che, specialmente Mauro e la sua famigliola, operano a sostegno  del gruppo del Mato Grosso in Perù.
A catechismo ho avuto anche i tre figli della Betti.
E il Paolo? Vivace, pronto alla risata, allo scherzo e alla tenerezza.

"Per tutti noi ragazzi sei stata un'altra mamma!"

Sono parole importanti.
Che regalano un senso alla mia vita.

Ho settantasette anni e credo nell'amicizia! E' un amore che dona luce, gioia profonda e anche dolore, ma difficilmente delude.


sabato 9 dicembre 2017

Ascolto il silenzio.: Sssssssst...

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La parola scritta sta scomparendo ed è stata già sostituita da frasi immediate e spesso insensate: “com’è?” ( e ti domandi cosa voglia dire…com’è cosa? Il tempo, il tuo stato d’animo…?); ; “anke tu su what’s up?”…
Pare che Il silenzio sia negativo .

Ho scritto PARE.
Stare in   silenzio,  chiudere gli occhi e ascoltare l' anima.
Ci sono persone che tendono a sovrastare con la voce gli altri. 
Non so se vi è mai capitato, ma ultimamente succede a molta gente, che nel momento stesso in cui iniziamo un discorso,  ecco che arriva chi interrompe  senza lasciarmi finire e continua a parlare lui ( o lei certo!)Subentra  una nuova persona che interrompe a sua volta la precedente e così via: un interminabile sovrapporsi di voci; e nessuno  ascolta l’altro.


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Per piacere riprendiamoci il canto del silenzio.



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Il silenzio ci aiuta a dar forma ai nostri pensieri.

Riprendiamo a scrivere, anche questo ci aiuta nel lavoro di rilettura e magari correzione, dei nostri pensieri. 
 E' perfetto se nel silenzio, ascoltiamo il canto meraviglioso della natura e se non ci riusciamo, non diamoci per vinti e continuiamo a cercarlo. smettiamo di cercarlo.

 E' una gioia di goderci con tranquillità un paesaggio.
Sapete che l’uomo  di oggi non riesce a sopportare più di quindici minuti di silenzio.?

 Inquietante scoperta. 


Ho provato su me stessa:  seduta su di una panchina di un parco qui vicino,  posto tranquillo, preso nota dell’orario in cui cominciai l’esperimento del silenzio...........
chiusi gli occhi e poi mi sono rialzata.....fa freddo altro che esperimenti.......
Rimanderò il tutto alla prossima primavera!!!!

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giovedì 7 dicembre 2017

8 dicembre festa di Maria Immacolata


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A Lei apparsa nella grotta di Massabielle come Immacolata Concezione, salga la poesia musicata egregiamente da Lorenzo Perosi:

Neve non tocca la tua veste appare,
cingi una zona del color del mare.
E a quei che a tanta altezza t’ha levata,
volgi gli occhi soavi, o Immacolata.
Più ti contemplo e dal caduco limo
più libero mi sento e mi sublimo.



Anche a me piacerebbe scrivere una bella poesia a Maria Immacolata, ma altre preghiere mi urgono dentro che non sono meno buone e credo che Ti faranno piacere ugualmente e questa sera nel rosario le leggerai nella mia anima.

A Te, Maria, a cui abbiamo messo in testa una corona di dodici stelle e sotto ai piedi la luna, sei pur sempre una donna: vale a dire una creatura diletta.

Ma non voglio addentrarmi in affermazioni che non mi competono. Maria, sei donna, sei Madre: e come tale Ti amo perchè hai sofferto e amato fino all'impossibile.

Di Maria non parleremo mai abbastanza.

Nei Vangeli solo poche righe, ma da quella sobrietà possiamo immaginare quasi tutto.

Perchè Madre canto a Te i miei pensieri?, Perchè mi dilungo a immaginare?

Perchè voglio coltivare con Te, la gratuità, imparare a perdere tempo con le rose, i fiori e le fontane a cui andavi a riempire la brocca!

Ti fermavi a guardare i tramonti della Tua terra? E, magari come spesso faccio anch'io, ad ammirare le nuvole. Cantamelo, donami la sicurezza che non è tempo perso!

Donami sempre il dono della preghiera, e il dono della contemplazione.

Aiutami ad essere eternamente stupita per tutto ciò che accade nel giorno che vivo.

Madre cara, domani vedrò la mia mamma terrena. 

Dopo cinque mesi di desiderio , domani la rivedrò e, usando le parole di Elisabetta: il mio cuore esulta.

Buona Festa.

venerdì 1 dicembre 2017

E' arrivato dicembre....!

L'immagine può contenere: notte

Aspettavo dicembre. L'aspettavo perchè ho nel cuore un desiderio di pace e di silenzio. Arriveranno le campane a ridestare questo silenzio che cerco, per pensare a Te, mio Padre.
L'immagine può contenere: spazio all'aperto
Novara 1957 prime luminarie
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Lieve offerta

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.
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No, non voglio mettere i guanti, no non voglio sentire il caldo d'agosto.
Oggi è dicembre.
Oggi sorrido nell'attesa della speranza che arriverà. 
Ti prego prendimi per mano e camminiamo insieme
lungo questi viali silenziosi di foglie appassite,
Dammi le tue mani
che scaldino le mie
e ritornerò felice.(lucia)


Pace di (Claudio Baglioni)
L'immenso soffio dell'oceano 
mi spinge via con sé a naufragare. 
Su spiagge chiare 
a un passo dalla vita muoiono 
conchiglie e nelle orecchie ancora il mare.

S'arrampicano in cima con quei ginocchi secchi 
e tutto il mondo giù respirano, 
si fanno roccia 
e al sole un'altra volta guardano,
poi chiudono per sempre gli occhi gli stambecchi.

E io ti chiedo perdono se 
fratello a volte tu mi hai fatto male. 
Io non potevo essere come te, 
un mago un angelo immortale.
Pace a noi che abbiamo avuto tanto 
da smarrir la luce della semplicità. 
Quando poi si nasce e il primo grido è un pianto 
e il bambino è un uomo 
che il suo nome 
non sa dire mai.

Nel buio della terra aspettano 
finché lassù una notte é più irreale. 
Come in una cattedrale 
nell'aria antica cantano 
per una sola estate le cicale.

Virgilio cadde mentre era in volo sopra un prato 
e le sue ali non si aprirono, 
guida di quei poeti 
che un giorno si smarrirono, 
lui si che mi trattò da uomo e adesso è andato. 
Ed anche noi ci lasciamo qui, 
Cucaio e non dobbiamo dirci niente 
ci serve pure di arrivare qui 
per ripartire nuovamente.

Pace a me che non so amare ancora 
ciò che ho e non so non amar quel che non ho. 
Fermo sull'abisso tra il rischio e la paura 
cosa non mi uccise 
mi lasciò la forza 
di vivere. 
Pace a te per quello che mi hai dato 
e per tutto ciò che tu non mi desti mai, 
e così da solo un cuore l'ho trovato 
forse un mondo uomo 
sotto un cielo mago, 
forse me.
ora sono libero, 
un uomo oltre...



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Le mani di quelli che ami
sono fontane di luce
le tieni strette come appigli
nelle tempeste e nelle cadute.
Le mani di quelli che ami
sono case dove ripararsi
e tubi e cunicoli e cavi
dove corre l’amore
senza fermarsi e rami
che salgono e bucano
nuvole e stelle, sono pane
e minestre, e voli, navicelle.
Le mani di quelli che ami
neanche la morte
te le toglie dalle mani. (Antonia Pozzi)