L'amicizia

domenica 30 ottobre 2016



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L'aria del mattino, di questo nuovo mattino, frizzante quanto basta per indossare la vestaglia sopra l'abito del sonno e aprire la portafinestra per guardare le mie piccole e profumatissime rose e salutare novembre che sta bussando ai nostri vetri. Ottobre ha ancora poche ore e vorrei trattenerlo ancora e ancora.

In piedi sul balcone, guardo la mia, non interamente mia, città ancora addormentata. Gli occhi si perdono nell'immensità di questo panorama d'autunno. Pare piccola, Novara, piatta, monotona, invece è una distesa di secoli, persone, pensieri, opere che compongono questa vita della provincia piemontese.

Questa domenica mattina lo sguardo al cielo, che ancora non schiarisce, mi regala l'idea del vasto spazio della fede cristiana.

Sono appena suonate le campane a richiamo dei fedeli per la santa Celebrazione.

Nella pagina del Vangelo che oggi ascolterò Gesù mi chiama a conoscere un personaggio che Lui chiama Zaccheo ma che incontro nello specchio tutte le mattine. Zaccheo sono io. Siamo tutti noi uomini peccatori.

Oggi Gesù verrà a casa mia. Mi cerca, mi avvolge con il Suo sguardo, mi chiama per nome. Perchè la Sua misericordia è la tenerezza che chiama ciascuno di noi per nome.

Gesù non mi dice Lucia scendi e cambia vita, ma scendi e andiamo a pregare..

Prima avviene l'incontro, poi la conversione.

Quello che Gesù mi invita a conoscere è il suo bisogno di stare con me, con noi i Zaccheo del mondo: "devo venire a casa tua. Devo, lo desidero, ho bisogno di entrare nel tuo mondo. Non ti voglio portare nel mio mondo, come un qualsiasi predicatore fondamentalista; voglio entrare Io nel tuo, parlare con il tuo linguaggio piano e semplice.

Devo venire a casa tua. Ma poi non basta. Non solo a casa tua, ma alla tua tavola. La tavola che è il luogo dell'amicizia, dove si fa e di rifà la vita, dove ci si nutre gli uni degli altri, dove l'amicizia si rallegra di sguardi e si rafforza di intese; che stabilisce legami, unisce i commensali...

Ogni anno, nella celebrazione della Parola, riascolto l'incontro di Gesù con Zaccheo. Ogni nuovo giorno io mi stupisco per la misericordia di cui Dio mi ricopre. Una misericordia, sì richiesta, ma immeritata; è lo stupore per l'amicizia. Gesù non elenca mai gli errori non giudica, non punta il dito. Aspetta dolcemente che io mi riconosca peccatrice e mi offre se stesso in amicizia, mi abbraccia con un amore-amicizia immeritata.

Sono semplicemente amata e la vita rinasce.




Vangelo di Luca 19,1-10
Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando,quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto»

"Tu sei Lucia" mi ha detto un amico di novant'anni tempo fa e alla Parola di Gesù che parla sempre  d'amore aggiungo una poesia di Borges che dedico a chi, sinceramente mi è amico. 


Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
Però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
Però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
Solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
Solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista,
Non sei ne il numero 1 né il numero finale
e tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista
Basta che mi vuoi come amica:
non sono gran cosa,
però sono tutto quello che posso essere.



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Dedico questa foto e le mie preghiere di oggi a chi sta vivendo il disagio del terremoto.
Si è alzato Paolo e ha acceso il televisore: una nuova forte scossa, magnetudo 6,6.