Giorni diversi

venerdì 14 ottobre 2016



Era l'altro ieri, a Milano.
E la gente respirava nell'aria una strana parola. Quando la pronuncio sento sempre una strana voce che mi suggerisce di prendere la mano della mamma e di correre con lei. 
Nel Cielo azzurro, volavano degli strani uccelli neri; si fermavano sulle case facendole cadere, non cinguettavano ma fischiavano.Poi un gran boooom!!
Era la guerra. 

Il mio papà si rese conto che passavamo troppe ore nei rifugi e pochi momenti in casa e capì che tutto quello non sarebbe finito presto.

Non so come, ma partimmo per il paese dov'era nato e dove abitavano ancora i suoi fratelli.  Conegliano veneto.
Quel cielo grigio di guerra ci seguì con i suoi strani complici. Ogni tanto qualche stellina, brillava  ma solo per qualche minuto.

A Conegliano la situazione non era migliore.....ricordo......troppi momenti che mi aiutano a desidera che in ogni città, casa o Paese regni la Pace. E avevo quattro anni.

Un giorno, Elena era già nata, la mia mamma mi preparò una valigia. Io la guardavo senza capire e mi disse: "Ti porto dalla nonna Pierina" 

Una nuvoletta con dentro i miei perchè, rimase nell'aria.
Dalla nonna rimasi per ben tre anni.  
La mamma arrivava a Natale e poi ripartiva. Nessuno mi raccontava della mia casa di quando sarei tornata....Però con la nonna che brontolava con tenerezza, con il nonno Domenico non trascorrevo tempi tristi: loro cercavano di farmi felice con le poche cose che potevano darmi: una mela, un pezzetto di formaggio. Il nonno aveva dei magnifici baffi bianchi di cui aveva tanta cura. e che io accarezzavo, cercando di raddrizzare quel ricciolino di cui lui andava fiero.

E' lui che mi ha insegnato a riconoscere la stella del Vespro perchè quando lo accompagnavo a portare il latte in latteria, me la indicava sempre.
C'erano anche due zie e due zii. Le zie, la sera nella stalla, mi cucivano vestitini mentre io ascoltavo i vari aneddoti che circolavano. 
Ho tantissimi ricordi belli, l'unico rammarico che mi sono portata in cuore fino a poco tempo fa, era la mancanza della mia mamma. Perchè, perchè mi ha mandato via?
 Perchè Elena era con lei?

Non chiesi mai niente. 

Finita la guerra la mamma mi venne a prendere e finalmente ritrovai la mia casa. 
Ero cresciuta nel frattempo e con Elena e la mamma stavo proprio bene. 
Papà faceva i "mercati" (vendeva biancheria intima).

Finì anche quel momento. Papà pensò che a Milano avrebbe più facilmente trovato  lavoro  e io ripartii. Lui ed io. Sì ancora lontana, ancora sola. Ma papà era dolce e con lui stavo bene....insomma ...non piansi mai.

Poi mamma, Elena e Ilario, che nel frattempo era nato, ci raggiunsero. E qui finisco di raccontarvi di come la vita può essere bella e dolorosa.

Ora la mamma è in una casa per anziani, papà è salito in cielo ed io, pur vivendo a Novara vado a trovarla una volta la settimana.

Una mattina, dopo averle chiesto come stava e aver parlato delle novità, sue e mie, le chiesi: "Mamma  perchè mi mandasti dalla nonna quand'ero piccola?"

Non mi rispose per un bel po'.
Io parlai d'altro.
Poi d'un tratto,  mi disse"Perchè dalla nonna eri al sicuro"
"Ah ma allora tu mi volevi bene!!!"
"Cosa ti viene in mente? Certo che ti voglio bene!"

Maria, Madonna Pellegrina, grazie per un amore che ho sempre desiderato e da cui mi sentivo esclusa.
Aiutami a trattenere in me il dolore e la sofferenza, Fa che la gioia di una attesa conoscenza non si spenga in fretta come se fosse una luce artificiale di festa di paese.
Ora quando guardo i suoi occhi e il suo sorriso stanco, sento che le sono sempre appartenuta, anche se lontana, La mia mamma ha sempre pensato a me. A me, Lucia.