Aleppo

martedì 27 settembre 2016


Ho pregato il vento perchè imprigionasse un po' di nuvole e di sole da regalare  al cielo siriano

A Gerusalemme lavora e vive un nostro parrocchiano. Andrea Avveduto. 
E' uno dei giornalisti che ci informa su come si vive ad Aleppo.
Attualmente, come in tutti i paesi in guerra, tutto è inquinato: l'aria che si respira è inquinata, l'acqua che bevono, il cibo che mangiano....tutto inquinato, anche i pensieri. 

Vige una non-cultura: quella dell'odio, della violenza, del terrorismo.

Le persone non sono "cattive" ma "infelici".
Un terrorista o un jihadista non è cattivo in sè, perchè anche lui è a immagine e somiglianza di Dio.

Però ha fatto scelte sbagliate. Gli è stato sempre insegnato che "l'altro" non è un bene per lui e che quindi va eliminato.

La testimonianza che dobbiamo trasmettere è che in questa Siria martoriata, distrutta, rasa al suolo dall'odio e dall'intolleranza,è possibile ricostruire.

Bisogna testimoniare che si può  essere costruttori di ponti, di dialogo, di pace. 
Il che non è assolutamente facile.

Se c'è speranza nel cuore, si può vivere diversamente: perchè vi verrà donata una nuova vita.

Ai giovani, ai ragazzi siriani,dalle nostre case, possiamo mandare messaggi ed  esempi di altruismo, di rispetto all'altro, di accoglienza all'altro, senza mai dimenticare in che cosa crediamo e che la storia che è in noi è che Cristo ci dona quella speranza che nonostante tutto aiuta il cammino.

Il Signore ci affida, ogni giorno il Suo Vangelo. Le Sue parole sono nel nostro DNA: "Padre perdona loro, perchè non sanno quello che fanno".

E' il giusto messaggio che si dovrebbe respirare  in Terra Santa ad Aleppo.
E' il giusto messaggio che dovremmo respirare anche nelle nostre strade, nelle nostre case.

La vera proposta è quella  di tornare all'amore dei primi cristiani, con lo stupore e il desiderio di credere che il mondo possa cambiare e che noi tutti, nella serena maturità dataci dalla fede in Cristo,
possiamo continuare a proclamare il perdono con l'entusiasmo del testimone. 

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Quanto ancora Aleppo resisterà alla distruzione?