Pregare col cuore.

lunedì 15 agosto 2016




Non è sempre facile pregare. 
Alla mia età le preghiere volano da sole nel pensiero e poi sulle labbra. 
Ma non è quello che voglio. 
Vorrei concentrarmi su Colui a cui rivolgo la preghiera e invece a frotte giungono i pensieri più disparati che mi portano lontano.

Ma esistono veramente pensieri estranei, realtà lontane da Dio? O non è che anche quei momenti di non preghiera sono per Lui?

Durante la giornata quando la gioia mi brilla negli occhi non mi importunano altre idee, inutile, debbo imparare la costanza della preghiera difficile che a volte recito quasi controvoglia, senza alcuna emozione: la preghiera delle ore buie e dei giorni assonnati e polverosi, quando la realtà si fa pesante e non c'è niente che mi induce al bellissimo abbandono che è descritto nel Cantico o nelle pagine dei contemplativi. (vedi Teresa D'Avila, Thèrése di Lisieux  e non posso trascurare san Giovanni della Croce).

In questi momenti, e sono parecchi, vorrei saper utilizzare le distrazioni come tanti stimoli al dialogo con il Signore e a essere pronta all'incontro con Lui.

Nella vita di qualche Santo si narra che l'Angelo Custode terminava  quel lavoro lasciato a metà per pregare.

Chissà se è vero o se è la favola di una mamma raccontata alla sua bimba per farla dormire serena dopo aver recitato le preghiere. (Un Angelo davvero servizievole e gentile....mi piacerebbe...perchè no?)

I miracoli, lo so, non vanno sprecati a così basso costo e io amo la normalità.

Se un lavoro è stato iniziato dalle mie mani, dalle mie mane deve essere concluso e non dallo svolazzar di un Angelo, pur sempre Custode.

Penso proprio che non esista distrazione che possa portarmi lontano da Te e qualsiasi cosa io faccia la faccio felicemente con Te.

Che il Signore mi salvi dalla superficialità che mi fa sorvolare sulle cose importanti e mi aiuti a vivere la vita fino in fondo, perchè la vita sei Tu, il fondo sei Tu, il Tutto sei Tu, mio Dio.