Che cos'è la vita?

sabato 16 luglio 2016


La vita, la nostra vita, il nostro respiro: che cos'è? A cosa serve alzarsi al mattino e andare a dormire la sera?

Ho guardato la mia mamma di 96 anni. Accigliata come al solito. Come è sempre stata durante la sua vita. Ora vive in un mondo che non ha mai pensato, vive in un mondo-non mondo.

Se le chiedessi: "mammina, dimmi, "Che cos'è per te la vita?"

Mi guarderebbe ancora più accigliata. Ora che guarda a un traguardo che spero ancora un po' lontano, so che gli affanni per lei sono tutti superati e così dovrebbe essere anche per me...mentre m'interrogo su ogni momento che si presenta , perchè il modo in cui il reale mi si presenta mi sollecita molte domande.

La vita, più che salute, più che lavoro, i soldi, la famiglia: Che cos'è la vita più di questo?

Che cosa implica?

La vita implica tutto questo, ma con lo scopo di tutto cioè con un significato.

Perchè il mio cuore accellera i palpiti? per chi?, per cosa?

Posso vivere senza tante cose, ma non senza un significato. Se guardo alla tristezza di ieri, capisco che ho bisogno di scoprire il senso vero del vivere. Ho bisogno di una chiarezza più grande che mi rende consapevole che la mia fede è il segno di una appartenenza che realizza la mia vita: l'appartenenza a Cristo.


S. Tommaso Moro: "Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per cogliere la differenza."

Per questo la grande Grazia che devo chiedere oggi è che Lui non censuri niente di quello che la giornata mi proporrà, di quel bisogno di senso, di significato, di pienezza, di gusto.

E' il compimento.

« Ho bisogno di Te come del pane ». Come senza pane non vive il nostro corpo, così senza Dio non vive la nostra anima: è Lui l'Amico di cui non possiamo fare a meno, è la Sua l'amicizia più vera, più profonda, più sicura. Signore, noi tutti abbiamo bisogno di Te come del pane, più del pane.


Rainer Maria Rilke

Ancora, Onnipotente, ecco ti prego.
Come si spegne tramontando il giorno,
io sono tutto una ferita; un orfano;
un esule dal mondo, estraneo e solo...
E stanno intorno a me, mute, le cose
siccome chiostri in cui mi sento chiuso.
Ho bisogno di Te, che sei partecipe
d'ogni tormento mio; compagno dolce
d'ogni mia pena; mio fratello solo.
H o bisogno di Te come del pane!
Spengimi gli occhi, ed io ti vedo ancora;
rendimi sordo, e sento la tua voce;
mozzami i piedi, e corro la tua strada;
senza favella, a Te sciorrei preghiere.
Dirompimi le braccia, ed io ti stringo
col cuore mio, fatto, repente, manto.
Se fermi il cuore, batte il mio cervello;
ardi anche questo: ed il mio sangue, allora,
Ti accoglierà, Signore, in ogni stilla.
Apparso Tu mi sèi, Dio senza fine!
Ed io  t'amo siccome un figlio
che fuggito mi fosse ancor bambino,
chiamato dalla sorte sovra un trono
innanzi al quale l'universo mondo
come unica valle si distende.