Ho incontrato due nonne e un nonno

domenica 10 luglio 2016



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In questi due ultimi giorni ho salutato due nonne, un nonno, e abbracciato figli e nipoti.

La prima si chiama Anna Maria, l'altra Anna Elena. 

Con Anna ci conoscevamo da molti anni, frequentavamo la stessa Chiesa, a volte con gli stessi orari e mai ci lasciavamo senza un saluto, una chiacchieratina. La figlia Paola, ha l'età dei miei figli, frequentava la parrocchia per un certo periodo, ma non ha smesso di credere, forse ha scelto una fede che le è più consona. La nipote, Valentina, che non vedevo da parecchi anni, ha creato il "ricordino" della sua nonna e mi piace ricopiare per voi la preghiera che c'è vicino alla foto e sul retro il saluto che Valentina ha scritto.




Preghiera alla Madonna Addolorata del Bosco:

O cara Madre, Maria, io riconosco di essere stato la causa di tanti dolori che trafissero il Tuo cuore. Pure con tutta la confidenza e la tenerezza di cui sono capace, pongo ogni mia speranza in Te, che sei la più dolce delle Madri. Tu sarai d'ora innanzi l'oggetto più caro del mio amore e della mia venerazione. A Te che sei la depositaria e la benefattrice di tutti i celesti favori, ricorrerò prontamente nelle mie agitazioni per tranquillizzarmi, nei miei dubbi per essere illuminato, nei miei pericoli per essere difeso, nei miei mali per avere la forza, pazienza e guarigione, in tutti i miei bisogni per avere da Te soccorso. Il Tuo cuore trafitto sia dunque il mio rifugio, la mia forza, la mia consolazione! E quando sarà giunto il momento della mia agonia, ricevi gli ultimi sospiri del mio cuore, ottienimi un posto nella Patria Celeste, in cui tutti i cuori uniti loderanno ed esalteranno per sempre il Cuore adorabile di Gesù Cristo, insieme al Cuore sempre amabile di Te, che sei la Gran Regina dei Martiri, la più desolata tra le madri. (non si sa chi l'ha scritta)



Buon viaggio, nonna:
Voglio ricordarti con quegli occhi color del cielo annuvolato e dell'erba al tramonto, sempre colmi d'amore eppure di tanta sofferenza.
Voglio portare nel cuore i ricordi di questo mese disperato, maledetto, che ti ha portata via da noi, come il periodo in cui più ti ho restituito tutto l'amore, l'attenzione e le cure che ha sempre avuto per me, vorrei mandare via rutta questa rabbia verso il destino che ti ha giocato carte false, mettendoti continuamente alla prova. Sei la roccia, la guerriera, il generale. La donna che mi ha cresciuta che mi ha insegnato tutti i valori, a vivere nel giusto. E anche nell'ultimo straziante giorno mi hai insegnato ancora qualcosa: che il dolore vero è questo, che tutto il resto sono stupide fesserie. Perchè nulla vale al confronto di quello che ho provato stanotte. Ma vivremo tutti nella consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevamo. Ci hai sentiti lì, accanto a te, sempre, lo so. Con il nostro cuore a pezzi ma la certezza che non soffrirai più.
Ti sento nella voce spezzata di chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Ti ritroverò nel profumo dei pomidoro appena colti, nei gerani che adornano i balconi. Sei in ogni mio respiro.
La tua mano non smetterà mai di stringere la mia.
L'amore è un linguaggio universale. E' un gesto. Una carezza. E' uno sguardo, un sussurro. Una lacrima che scende. L'amore è vicinanza è riavvicinamento. E' Unione. Con gli occhi lucidi, carichi di nostalgia per un'assenza già così forte, ho trovato la vostra presenza. Non mi sono sentita sola. Ho respirato Amore. All'arrivederci della mia Nonna c'erano tantissime persone. Alzavo lo sguardo e trovavo volti Amici, parenti lontani, conoscenti. Tutti così luminosi, così affranti, così Presenti. Con la sua partenza ci ha unito ancora di più. Siamo una famiglia che Ama. E oggi più che mai comprendo il significato della parola Grazie. Grazie è una parola stupenda. Racchiude riconoscenza, stima, è un abbraccio stretto, è un pianto disperato. Grazie è esprimere Amore Quello che lei mi ha insegnato fin dal primo giorno. Questa parola oggi ha un suono diverso, più ricco. Ed è l'unica parola che mi sento di dire a Lei, a Voi. GRAZIE.


La nonna Anna Elena, non la conoscevo. Nemmeno i suoi sette figli, solo la nipote Marta che con la mia Elena è amica inseparabile.
Ieri ho incontrato e conosciuto il volto di papà Sergio e di mamma Elisa. Marta e Anna la sua sorellina sono riuscite a guardarmi nello spazio sparuto tra una lacrima e l'altra. E nell'abbraccio eravamo una cosa sola. Anche nonna Elena ha cresciuto le sue nipotine oltre ai figli che facevano corona alla  bara. Niente fiori, ma donazioni.
Le parole oggi sarebbero quelle che hanno fatto parte dell'Omelia. Io non ne avrei.

Ho per te Marta solo parole di fede, perchè sono le sole  che conosco, sono parole sussurrate nell'abbraccio di una nonna che guarda al viaggio verso la Terra Promessa con un leggero sorriso ma senza lacrime perchè attende quel giorno con la speranza di incontrare chi è già partito per primo. Aspira moltissimo a raggiungere il traguardo di quel paese felice.

Da dove si trovano queste due nonne continueranno a seguire i loro cari con occhi più preziosi e tra loro si scambieranno i ricordi e l'una all'altra ripeteranno i nomi di chi hanno portato a battezzare.
Le nonne sono il battaglione speciale del Signore che lo hanno tenuto sveglio con le loro preghiere perchè vogliono che gli Angeli Custodi siano attenti e non perdano di vista chi è stato a loro affidato.
Però, Signore, sono loro che ti fanno sorridere spesso.

Alle due nonne non poteva mancare un nonno: Enrico. Papà di Davide
Tu, amico mio, mio bambino del catechismo, posso solo abbracciarti. Le Parole che potrei dirti a conforto di un dolore, le conosci anche tu, sarebbero quelle che abbiamo letto nei libri del Giuss e che abbiamo meditato, perchè erano Parola di Dio.

Ho avuto due giornate intense. Il caldo matura il grano e falcia i deboli. 

Tra poco andrò alla Santa Messa. Le mie preghiere sono già partite.

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