Festa di San Giovanni Battista e storia

venerdì 24 giugno 2016



Storia di Giovanni Battista
Giovanni Battista è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù perché gli rese testimonianza quando era ancora in vita.
E' il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, in cui non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone che termina a forma di croce.
La storia di questo personaggio è straordinaria da prima della sua nascita che viene raccontata nel Vangelo di S. Luca dove si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre, Elisabetta, discendeva da Aronne.
Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore”.
Dopo quella visione, Elisabetta, già anziana, concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti.
Maria venuta a conoscenza dalle parole dell'Angelo che sua cugina era gravida, si recò da lei e al suo saluto declamò il bellissimo canto del “Magnificat” per le meraviglie che Dio stava operando per la salvezza dell’umanità e, mentre Elisabetta esultante la benediceva, anche il figlio che portava in grembo, sussultò di gioia.
Quando Giovanni nacque, il padre Zaccaria che all’annuncio di Gabriele era diventato muto per la sua incredulità, riacquistò la voce.
Della infanzia e giovinezza di Giovanni non si sa niente; gli artisti lo immaginano accanto al cuginetto Gesù e spesso è con lui dipinto, sempre rivestito con la pelle di pecora e chiamato affettuosamente “San Giovannino”.




Probabilmente crebbe retto e pio come erano i suoi avi sacerdoti, già carico di responsabilità che gli derivavano dalle parole profetiche dell'Arcangelo Gabriele quando descrisse le sue virtù, del suo essere "pieno di Spirito Santo", operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia. 
Quando fu adulto Giovanni, conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto: portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi e il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.
Gesù cominciò la sua predicazione: aveva formato il gruppo degli apostoli e discepoli ed era seguito da una gran folla e Giovanni, che aveva predicato proprio per preparare un popolo degno, che accogliesse Gesù e il suo messaggio di Redenzione, confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire”, sottintendendo con ciò la fine della sua missione.

Ma come suo cugino Gesù, Giovanni non era destinato ad invecchiare: in quel tempo governava Israele il re Erode Antipa il quale conviveva con la moglie divorziata da suo fratello, la bella Erodiade, vivendo in aperto contrasto con la legge ebraica, perchè per il loro Libro Sacro, la “Torah”, il divorzio di Erodiade non era ammissibile dato che dal matrimonio era nata una figlia, Salomè.

Davanti a questo scandalo pubblico Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta contrariando lui ma sopratutto la sua concubina che lo voleva morto.

Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni, ma considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui e l’ascoltava volentieri, anche se restava molto turbato.

Per Erodiade, però, venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea.
Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”.
La giovane Salomé chiese consiglio alla madre che presa la palla al balzo, le suggerì di chiedere la testa del Battista.
Erode si rattristò a questa richiesta, ma per il giuramento fatto davanti a tutti non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia.
Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre soddisfatta della sua vendetta.
I discepoli di Giovanni, saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro che divenne oggetto di pellegrinaggio, perchè la sua uccisione suscitando orrore, ne aumentò la fama di Santo.
È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva che è l’unico santo, dopo Maria, ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita (24 giugno); quest’ultima data è la più usata per la sua venerazione dalle innumerevoli chiese, diocesi, città e paesi di tutto il mondo che lo venerano come loro santo patrono.


Auguri al mio papà:

Un pezzetto di cielo
erano gli occhi del mio papà.
Ma di un cielo chiaro senza nuvole
e quando la notte stette a guardare
li chiuse.
Salìrono in un cielo di stelle 
perchè io potessi incontrali
in ogni goccia di pioggia,
nelle ali di una farfalla
in ogni fiore che sboccia
nelle poesie scritte da un poeta.
Papà regalami l'azzurro
di giorni sereni,
accarezzami in ogni bacio
che mi viene donato
e non lasciarmi mai sola.
Auguri papà. 
La tua Cicètta.(con la e aperta del dialetto milanese!)
(Lucia)