Vita trasparente

martedì 14 giugno 2016

Dobbiamo parlare con verità. Le bugie sono opera dell'uomo.
La verità è solo per metà opera dell'uomo dal momento che deve corrisponderle quella Verità in cui esistono i fatti. Bisogna che prima ci sia qualcosa perchè possa esistere la verità. Da sola non può esistere.
La verità è qualcosa di simile a una "partenza verso l'assoluto".

"Che cosa ci sia da lambiccarsi il cervello, verrebbe da chiedersi. 
Eppure le nostre conversazioni i nostri abbracci  sembrano qualcosa di orribile, poichè ad essi manca qualcosa, sì, manca proprio la verità. Ci accontentiamo delle nostre tenerezze e non cerchiamo altro, nulla che le trascenda."
In noi deve insorgere qualcosa che li renda veri.

Ecco come la vita sembra farsi trasparente, in lei, ma anche in noi se lo desideriamo.
"Il primo albero, che si erge davanti a quei ciliegi rosso cupo che non danno frutti, è così fiammeggiante di colori autunnali, è una macchia d'oro così smisurata da sembrare una fiaccola lasciata cadere da un angelo. E ora che arde, nè vento d'autunno, nè il gelo riusciranno a spegnerla.
Chi mai vorrà parlarmi di foglie che cadono e di morte bianca di fronte a quest'albero, chi impedirmi di conservarne l'immagine negli occhi e di credere che per me continuerà a risplendere per sempre come in quest'ora e che su di esso non grava la legge del mondo?"

bachmann1



Frutti d’ombra cadono dalle pareti,
luce lunare intonaca la casa,
e cenere di spenti crateri
entra col vento marino.

Tra gli amplessi di bei giovinetti
dormono i litorali,
la tua carne rammemora la mia:
già mi era incline
quando le navi
abbandonavano la sponda e croci
grevi della nostra spoglia mortale
facevano da alberature.

I luoghi di supplizio sono deserti, adesso:
ci cercano e non ci trovano.

Quando tu risorgi,
quando io risorgo,
non vi è pietra davanti alla porta,
non vi è barca sul mare.

Domani i tini rotoleranno
incontro alle onde domenicali;
noi arriveremo alla spiaggia,
coi piedi unti, laveremo i grappoli
e pigeremo a vino la vendemmia,
domani alla spiaggia.

Quando tu risorgi,
quando io risorgo,
il carnefice è appeso al portale,
il martello s’inabissa nel mare.

Dovrà venire la festa, un giorno!
Sant’Antonio, tu che hai sofferto,
san Leonardo, tu che hai sofferto,
san Vito, tu che hai sofferto.

Largo alle nostre preghiere, largo
a chi prega, largo alla musica e alla gioia!
Abbiamo imparato il candore,
ci uniamo al coro delle cicale,
mangiamo e beviamo,
le gatte magre strisciano
intorno alla nostra tavola:
fin che comincia la messa serale,
io ti tengo per mano
con gli occhi,
e un cuore tranquillo e coraggioso
a te sacrifica i suoi desideri.

Miele e noci ai bambini,
reti colme ai pescatori,
fecondità ai giardini,
luna al vulcano, luna al vulcano!

Oltre i limiti divampano le nostre scintille,
oltre la notte fanno ruota i razzi,
la processione sopra buie zattere
si allontana e il tempo cede
al mondo preistorico,
ai sauri striscianti,
alle piante lussureggianti,
ai pesci febbrili,
alle orge di vento e alle voglie
della montagna, dove una stella
devota si smarrisce, sul petto
le cade e si sfrange.

Siate perseveranti adesso, o santi stolti:
al continente dite che i crateri non hanno pace!
San Rocco, tu che hai sofferto,
o tu che hai sofferto, San Francesco.

Quando uno parte, deve gettare
in mare il cappello pieno di conchiglie
raccolte durante l’estate,
e andarsene con i capelli al vento.
Deve scagliare in mare la tavola
apparecchiata per l’amato,
deve versare in mare il vino
avanzato nel bicchiere,
dare ai pesci il suo pane
e mescolare al mare una goccia di sangue.
Deve infilare bene il coltello
dentro le onde e affondarci le scarpe,
cuore, àncora e croce,
e andarsene coi capelli al vento!
Allora sì, ritornerà.
Quando?
Non domandare.

Vi è fuoco sotto la terra,
e il fuoco è puro.

Vi è fuoco sotto la terra,
e roccia liquida.

Vi è un fiume sotto la terra,
che in noi si riversa.

Vi è un fiume sotto la terra,
che abbrucia le ossa.

Si avanza un grande fuoco,
si avanza un fiume sopra la terra.

Noi ne saremo testimoni.

Ingeborg Bachmann

Maria Maddalena o Maria di Magdala


Papa eleva a festa la celebrazione di Maria Maddalena





La celebrazione di Santa Maria Maddalena, oggi memoria obbligatoria nel giorno 22 luglio, sarà elevata nel Calendario Romano generale al grado di festa. Per espresso desiderio del Papa la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha pubblicato il relativo decreto.

"Apostolorum Apostola" la definiva san Tommaso d’Aquino: Maria Maddalena fu infatti la testimone oculare del Cristo Risorto, la prima a darne testimonianza agli apostoli.


Nell’articolo di commento firmato dal segretario, mons. Artur Roche, si spiega che la decisione si iscrive nell’attuale contesto ecclesiale, che domanda di riflettere più profondamente sul tema, della dignità della donna, la nuova evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina.

“Fu San Giovanni Paolo II a dedicare una grande attenzione non solo all’importanza delle donne nella missione stessa di Cristo e della Chiesa, ma anche alla peculiare funzione di Maria di Magdala quale prima testimone che vide il Risorto e prima messaggera che annunciò agli apostoli la risurrezione del Signore". 
Un’importanza ribadita nell’impegno della Chiesa per la nuova evangelizzazione “che vuole accogliere, senza alcuna distinzione, uomini e donne di qualsiasi razza, popolo, lingua e nazione, per annunciare loro la buona notizia del Vangelo di Gesù Cristo, accompagnarli nel loro pellegrinaggio terreno ed offrir loro le meraviglie della salvezza di Dio". La decisione di Papa Francesco si inserisce nel contesto del Giubileo della Misericordia “per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata”.

La tradizione ecclesiale in Occidente identifica nella stessa persona Maria di Magdala, la donna che versò profumo nella casa di Simone, il fariseo, e la sorella di Lazzaro e Marta. Maria Maddalena formò parte del gruppo dei discepoli di Gesù, lo seguì fino ai piedi della croce e, nel giardino in cui si trovava il sepolcro, fu la prima testimone della Divina Misericordia, “la prima a vedere il sepolcro vuoto e la prima ad ascoltare la verità della sua risurrezione”. 
Nell'articolo di commento si segnala il contrasto tra Eva, donna del giardino del paradiso e Maria Maddalena, donna del giardino della risurrezione. La prima diffuse la morte dove c’era la vita; la seconda annunciò la Vita da un sepolcro, luogo di morte. «Noli me tangere», l’invito rivolto da Cristo a Maria Maddalena è per tutta la Chiesa: a non cercare sicurezze umane e titoli mondani, ma la fede in Cristo Vivo e Risorto! “E’ giusto – conclude l’articolo di commento – che la celebrazione di questa donna abbia il medesimo grado di festa dato alla celebrazione degli apostoli nel Calendario Romano Generale e che risalti la speciale missione di questa donna, che è esempio e modello per ogni donna nella Chiesa”.