Splendore dell'acqua Poesie di Karol Wojtyla (L'abisso)

lunedì 16 maggio 2016



E' questa una raccolta di poesie scritte da Wojtyla tra il 1950 e 1975. Incise su CD con le voci narranti di Sordi e Monica Vitti. Ho postato la prima, altre ne seguiranno.



Sempre lo vedi come spazio dove si versa la cascata dell'aria
nel riverbero di cristalli piantati come grani
sulle rocce remote.
Ti prego di notare per la prima volta anche quell'abisso
che abbaglia col riverbero degli occhi. Ogni uomo lo porta con sè
e tutti insieme spostano quest'abisso
come si sposta una barca sulle spalle.
E in questo grande moto non vi è nulla che tu possa evitare,
mentre col raggio dei Tuoi occhi aperti, come una penna, vai tracciando il Tuo segno,
Quando sulla mente non senti gravare l'abisso
tu non credere che si sia richiuso.
Pur se il riflesso non ti giunge agli occhi, la Barca aderisce alle spalle:
e insieme ad essa si fa carne l'Abisso
per diventare Realtà in ogni uomo.


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Domenica di Pentecoste



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Dagli Atti degli Apostoli, 2,1-11At 2, 1-11
Dagli Atti degli Apostoli
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».



Un vento gagliardo e delle fiamme di fuoco. Con queste due immagini la Sacra Scrittura esprime la potenza del dono dello Spirito Santo.

E' il vento gagliardo che sbatte le finestre e mette sottosopra la casa. No, no non è la brezza in cui il profeta Elia sentì la presenza di Dio. Questo vento scompiglia, scuote. Questo vento vuole scombussolare affinchè io rimetta ordine. Come d'incanto, ritrovo me stessa in cose che non ricordavo più di avere o che credevo di aver perso. Ritrovo le mie storie sepolte dalla polvere del tempo. E il fuoco?

E' il fuoco che ogni giorno abita la mia casa, Dona calore alle mie tiepidezze. Cuoce per colmare la mia fame e mi dona forza per affrontare il buio e ridonarmi la luce.

Lo Spirito d'Amore è sempre con me,ma è il grande dimenticato.

Prego Dio e Gesù, la Madonna e i Santi prediletti e spesso non mi ricordo di Lui; che è il sorriso di Dio nella mia vita, la carezza di Dio sul mio volto e nel mio cuore. E' la Sua voce che parla alla mia

coscienza ed ancora la mano di Dio che mi rialza quando cado.

Ho letto una bella frase che vedrò di non dimenticare è di Isadora Duncan: "Ascolta la musica con l'anima, Non senti un Essere interiore che ti si risveglia dentro? E' per Lui che la testa si raddrizza, che le braccia si sollevano e che inizi a camminare verso la luce. Ecco il risveglio".

Oggi Tanti bimbi hanno ricevuto la Santa Cresima o Confermazione; e domenica festeggeremo la figlia di una mia nipote. Oggi e domani e poi sempre cercherò di cantare:
Vieni, vieni Spirito d'amore ad insegnar le cose di Dio.Vieni, vieni Spirito di pace a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.

Noi ti invochiamo, Spirito di Cristo vieni tu dentro di noi; cambia i nostri occhi, fa' che noi vediamo la bontà di Dio per noi.

Vieni o Spirito dai quattro venti e soffia su chi non ha vita vieni o Spirito e soffia su di noi perchè anche noi riviviamo. Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare, insegnaci a lodare Iddio; insegnaci a pregare, insegnaci la via insegnaci tu l'unità.


 coscienza