Il problema di sapere

lunedì 11 aprile 2016






Padre Giorgio, carmelitano scalzo, mi suggerisce:

Esattamente quale sia il contenuto e il significato della fede cristiana è oggi avvolto da un nebuloso alone di incertezza, come mai forse prima d’ora nella storia.Chi … non appartiene alla schiera di quegli scervellati che considerano sempre il nuovo come automaticamente migliore, potrebbe al riguardo rammentare la vecchia storiella de “La fortuna di Gianni”.
Costui, per maggiore comodità, si era messo a scambiare il mucchio d’oro, che gli risultava troppo pesante e faticoso, con una serie di altre cose: dapprima con un cavallo, poi con una mucca, indi con un’oca, e infine con una cote per affilare, che terminò per gettare in acqua senza nemmeno perderci molto; anzi ciò che ora ne aveva ottenuto in cambio, era il dono della piena libertà da lui tanto agognata. Fino a quando poi sia durato il suo stato di ebbrezza, quanto sia stato cupo e deprimente il risveglio dalla vicenda della sua presunta liberazione, la storiella – come si sa – lo lascia immaginare alla fantasia di chi legge. … Il cristiano che fiduciosamente si era lasciato trascinare di scambio in scambio, d’interpretazione in interpretazione, non rischierà forse di finire davvero presto con l’avere in mano, al posto dell’oro con cui aveva incominciato, soltanto una inutile cote, che gli si può allegramente consigliare di gettar via? … Non si potrà certo negare che un’opinione largamente diffusa non appoggi una tendenza generale, che in pratica conduce dall’oro alla cote.




Ora, a essa non si potrà sicuramente ovviare ostinandosi a rimanere attaccati solo al metallo nobile delle formule fisse del passato, che resta in fin dei conti pur sempre soltanto un mucchio di metallo: un peso, invece di agevolare, in forza del suo valore, la possibilità di raggiungere la vera libertà. E’ proprio su questo punto che intende far leva l’intento … di aiutare a far comprendere in maniera nuova la fede, quale possibilità di umanità autentica nel nostro mondo odierno, interpretandola, senza degradarne il valore a chiacchiera che solo con fatica maschera un totale vuoto spirituale.


Nada te turbe, 
nada te espante, 
todo se pasa,

Dios no se muda