Canto la Vita

mercoledì 16 marzo 2016





Canto la mia vita con te, o Cristo,e con te Valeria.
Marzo: è arrivato da giorni, sono nate le margheritine e le violette che tanto piacevano a te amore mio. E Tu, quest'anno, insieme a Gesù, uniti nella stessa libertà, siete nati all'infinito Cielo.

Vivere il presente.
Il mio presente è impastato col passato.


Alla prima luce di ogni nuovo giorno con la recita dell'Angelus, vivo la tua e la Sua vita.

Domenica sarà nuovamente la festa delle Palme. Gesù entra tra l'entusiasmo della folla, in Gerusalemme.
Tu in quella stessa domenica eri alla soglia della Gerusalemme celeste.

Un figlio nasce alla vita per sempre. Per l'eternità.
Maria la mamma di Gesù lo sa, me lo ha insegnato. "per ogni figlio dell'uomo che muore ti prego così: Ave Maria"

Maria SS. lasciava Gesù alla folla.
Io ti lasciavo al Padre. Era il Suo volere.
Il Suo dolore era troppo grande.
Il mio dolore, era un dolore umano, non paragonabile a quello di Maria, sono una donna con sentimenti umani, che avrebbe voluto gridare a Dio, che avrebbe voluto strapparti dalle braccia di Dio.
Invece gli ho detto " Ti prego, Signore, lasciamela; ma sia fatta la Tua volontà"
E Dio ti ha preso con sè.

Signore ho sete dell'acqua che hai dato alla Samaritana, un'acqua che lava e guarisce la mia tristezza di giorni in cui sento parlare il dolore di Gesù, i chiodi che perforano le mani e i piedi, la lancia romana che trafisse il Suo costato. E poi il grido che risuonerà su tutta la terra. Ascolto in silenzio.

Ascolto in silenzio il rumore sordo del tuo corpo che rompe il vetro della macchina e poi cade a terra. E il mio grido mentre scendo le scale e vengo da te che già camminavi verso Dio. Enrico ti guardava anche lui in silenzio. Non lo sapevamo, amore grande, che ci avresti lasciato, non sapevamo quanto avremmo pianto di nascosto. Non sapevamo che questo dolore non si spegne negli anni ma diventa sempre più forte mentre il cuore diventa sempre più pieno della tua assenza.

Ho vissuto questa quaresima, Signore.
Ti offro la gioia di Valeria e il mio dolore per la carezza alle sue mani ora visibili solo nel ricordo.

La prossima settimana farò silenzio sul computer e nella vita. Un silenzio d'amore.
Ieri ho colto le margheritine e due violette. Le ho messe in un piccolo vaso con l'acqua  perchè vivano fino a Pasqua.

La vita è un canto, Signore, d'amore e di tristezza, A volte, Un Canto per Te, sempre.