Meditazione

giovedì 3 marzo 2016


Giacomo e Francesco piccolo.


Ci sono dei momenti in cui, qui sul blog, in casa con amici, ma anche con Paolo, ho bisogno di riflettere sul mio credo. 
Subito mi vengono alla mente le parole di Peguy, che adoro e che sono sempre attuali. 
"Ce ne han dette tante, o Regina degli Apostoli, non abbiamo più altari se non i Vostri. Non sappiamo nient'altro che una preghiera semplice".

Anche alcuni giorni fa ho meditato sulla preghiera.
Non si può dire nulla al Signore se non domandando. 
E domandiamo, chiediamo sempre tanto e ringraziamo poco.

Riparto: domandare è una delle cose più belle che Tu, Signore,  nell'esperienza di grazia che faccio pregando, mi fai sperimentare.

Guardando i miei nipoti capisco, meglio che con i miei figli, che se dicono "mamma" riconoscono la sua presenza e con quella parola, esprimono, chiedono, di essere amati. Loro non dimostrano con quella parola una presenza, ma chiedono, domandano!

Il Padre nostro.

Quante volte nella mia vita l'ho invocato, recitato, chiamato e detto senza prestare attenzione, "sia fatta la Tua volontà." ed era sempre una risposta ad una domanda precisa. 
Ma la domanda è proprio questa: "sia fatta la Tua volontà|". 
Sia fatta la Tua volontà in me, ma sia fatta da Te: da Te sia fatta la Tua volontà in me.
Il Padre nostro è veramente la più bella preghiera.

Ascoltando l'Omelia  la settimana scorsa, mi sono accorta che il Sacerdote quando commentava le letture e il Vangelo, mi rimandava all'umanità di Gesù. E ai sacramenti.

Spesso però ascolto solo delle idee, idee cristiane, ma idee che parlano poco dell'umanità di Gesù. Idee.

Sempre Peguy: Che differenza c'è tra un bambino cristiano e uno non cristiano?
"Un bambino cristiano è un bambino al quale migliaia di volte è stata fatta conoscere l'infanzia di Gesù". 

Prendo ad esempio sempre i miei nipoti: A loro ho spesso parlato dell'infanzia di Gesù, la storia di Gesù. 
Non delle idee. 
E allora se mi porranno delle domande sono domande che arrivano dal cuore mentre guardano la realtà della loro vita famigliare.
E così chiedendo si rifaranno e ricorderanno l'umanità di Gesù.


Tra poco sarà Pasqua. 
E parleremo pacatamente delle uova di cioccolato, ma principalmente della sofferenza e del dolore che in  quella settimana  Gesù ha sofferto. 
Della crocifissione e della Rissurrezione. 
E saremo insieme, con Lui presente|.