Ritorno a Leopardi

giovedì 28 gennaio 2016



Se dell'eterne idee
l'una sei tu, cui di sensibil forma
sdegni l'Eterno senno esser vestita, e fra caduche spoglie
provar gli affanni di funerea vita



Leopardi così si esprime nella poesia, Alla sua donna

Egli parla del desiderio dell'uomo con il Mistero desiderando che diventi compagno.

Nessun'altra realtà, come la donna, desta nell'uomo il desiderio di totalità di cui il suo io è costituito. Tanto più bella è la donna, quanto più determinante è la sua presenza per la propria vita, tanto più si desta il desiderio della Bellezza (con la B maiuscola)

Attraverso quello che Leopardi chiama "sublimità nel sentire" 
si rende evidente a noi il "misterio eterno dell'esser nostro".

"Se dell'eterne idee, l'una sei tu" 
questo è il grido naturale dell'uomo, è il grido dell'uomo che la natura ispira, è il grido, la preghiera dell'uomo a che Dio gli diventi compagno.


Diversamente da quanto credeva Leopardi, il Mistero, la Bellezza non ha sdegnato rivestire "l'eterno senno" di carne umana, nè "provar gli affanni di funerea vita", 
ma è diventato Uomo.

Così è diventato compagno dell'uomo, e questo è proprio il desiderio di ogni uomo.
Perciò chi Lo incontra trova quel "tesoro" di cui parla il Vangelo e che vale più d'ogni altro bene.

F. M. Dostoevskij: "Se gli uomini venissero privati dell'infinitamente grande, essi non potrebbero più vivere e morrebbero in preda alla disperanza".

Egli non toglie nulla, e dona tutto.
Cristo continua a sfidare il desiderio di Verita, di Bellezza, di Giustizia che troviamo nel cuore di ognuno di noi, magari sepolto sotto tante macerie.