Festa dei santi Innocenti

lunedì 28 dicembre 2015


I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto (Giacomo Leopardi)



"Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite" 
"Se non ritornerete come bambini non entrerete mai!"
e... "E, preso un bambino, lo pose in mezzo ai discepoli e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma Colui che mi ha mandato»."

Gesù: un abbraccio! Gesù i bambini!

Quando diremo a uno, a uno almeno, dei piccoli disperati: ti abbraccio, ti prendo dentro la mia vita allora, stringendolo , sentiremo che stai stringendo tra le tue braccia il tuo Signore.


Parlando della ricorrenza di oggi non posso non essere severa nei confronti degli Erodi del giorno d'oggi.

Essi s'insinuano nelle nostre case, nei parchi, tra i giochi dei bambini e persino nelle chiese. Persone (?) crudeli e brutali che strappano i nostri fiori, calpestano la loro innocenza. Bimbi che non riusciranno a capire e a dare amore. Più. Non sapranno amare più.

Pensavo che Erode fosse stato un caso, lontano , è di pochi giorni fa la notizia che i bimbi morti nelle acque azzurre del nostro mare erano saliti a 700.

Bambini che,se rendiamo la loro vita serena e con tanto amore, allora è bello osservarli mentre giocano, mentre fissano la natura,e riescono a trovare un piccolo particolare  che per loro diventa il tutto,la meraviglia, lo stupore...
 
a piccoli passi camminano nel prato inciampano, cadono, si rialzano e la margheritina che vogliono è là che li attende: piccole dita, sfiorano il gambo, lo accarezzano e poi delicatamente: fatto! e  lo porgono a chi amano e conoscono bene!


Per quante cose chiediamo a Dio il perchè! La cattiveria è nata con due fratelli: Caino e Abele. Perchè Dio? Perchè?
Permane il mistero. Che puoi comprendere solo se  ami quel Dio che si è fatto uomo, caricandosi dei nostri dolori, dei nostri peccati ed è morto crocifisso. 


Tutta la Bibbia è un abbraccio, un gesto che profuma d'amore e che apre un'intera rivelazione: Dio è così.
Al centro della fede un abbraccio. Tenero, caloroso. Al punto da far dire ad un grande uomo spirituale (Benedetto Calati): Dio è un bacio.



ALL'USCIO DELLE NOSTRE CASE

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Dio poteva obbligare gli uomini a obbedire come fanno le stelle. Egli, invece, si è fatto uomo e ha deposto la sua onnipotenza all'uscio delle case degli uomini. L'onnipotente che regge il cosmo se ne va come un mendicante tra la folla delle anime umane chiedendo come elemosina di spartire le ricchezze misteriose del suo essere.


Quel Giovanni evangelista che oggi si festeggia è colui che ha scritto una delle frasi più celebri della storia umana: «Il Verbo divenne carne e pose la sua tenda in mezzo a noi», in quel mondo in cui sono accampati i figli e le figlie dell'uomo. 
Da allora Egli si è messo a pellegrinare di tenda in tenda, di casa in casa, bussando alle nostre porte e al nostro cuore, per essere invitato a "mensa", reggendo tra le mani il dono della sua eternità (Apocalisse 3,20). 
Ma, proprio perché non ci ha creati come stelle che sanno solo dire «Eccomi!», simili a sentinelle senza libertà (Baruc 3,34-35), Egli è pronto a sentirsi dire di no, anzi, ad essere persino cacciato in malo modo. 
Tutto questo è evocato nelle intense righe citate dal Roveto ardente, un'opera che la scrittrice norvegese Sigrid Undset pubblicò nel 1930 a cinque anni dalla sua conversione al cattolicesimo e a due dal Nobel per la letteratura. 
Scegliamo solo il simbolo dell'uscio al quale anche oggi vengono a bussare mendicanti, stranieri, ma anche conoscenti forse bisognosi solo di un po' di comprensione e calore. 
Purtroppo, anche con qualche ragione, siamo diventati sospettosi, abbiamo blindato le porte, reagiamo con diffidenza. 
E, così, spesso ignoriamo che era passato proprio Lui celato sotto i lembi cadenti di quei miserabili. 
Per questo, la tradizione giudaica invitava a lasciar socchiuso l'uscio di casa durante la cena pasquale: se fosse venuto, il Messia avrebbe trovato la porta aperta e accogliente; altrimenti, un povero sarebbe entrato recando la stessa luce del Messia.

Ho voluto, in questi giorni tanto importanti per la nostra fede, fare silenzio, qui, su queste pagine, per godere della Sua presenza tra le pieghe dei miei cari.
Al pranzo di Natale, mentre seduti a tavola aspettavamo di iniziare, il mio piccolo Francesco, mi si è avvicinato e all'orecchio, mi ha chiesto di dire la preghiera. 
"Franci dilla tu" Di corsa ha fatto il giro della tavola, è andato dal nonno Paolo e di nuovo ha sossurrato "la preghiera nonno" 
E finalmente con la preghiera di ringraziamento per il cibo che il Signore avrebbe benedetto, è iniziato il nostro vivere l'incontro con l'Altro.