lunedì 21 dicembre 2015

Risultati immagini per Immagini il vecchio simeone e il tempio di gerusalemme

Quel giorno era cominciato come tutti gli altri. Gerusalemme s'era svegliata sotto il sole e il grido dei mercanti. Tutta ferro scintillante, la coorte romana rientrava da una ronda. L'ordine regnava. Ognuno badava ai suoi affari. E Roma dominava il mondo.

Un uomo tuttavia aveva il presentimento che stava per accadere qualche cosa di molto importante per il suo popolo e per l'avvenire del mondo. Questo uomo giusto e pio si affrettava verso il Tempio. Si chiamava Simeone. Era un uomo carico di anni. di meditazioni e soprattutto di speranza. A una età in cui molti non aspettano più niente dalla vita, egli aspettava tutto. Il suo cuore si gonfiava di speranza come se avesse ereditato l'attesa accumulata dal suo popolo, generazione dopo generazione, a cominciare da Abramo. Simeone aspettava la Consolazione d'Israele. E non l'aspettava come una cosa lontana e astratta, ma come un evento prossimo che anche lui avrebbe visto.

«La Consolazione d'Israele», questa espressione non aveva niente di dolciastro nella bocca del vegliardo, e neppure evocava un avvenimento da grande spettacolo, una di quelle azioni splendide che fanno talvolta tremare i popoli; annunciava invece un avvenimento profondo e decisivo. Simeone conosceva il libro della Consolazione d'Israele del profeta Isaia. E proprio al messaggio contenuto in questo libro egli pensava ogni volta che parlava della Consolazione d'Israele. Egli si era nutrito di questo libro, giorno dopo giorno, meditando lungamente i Poemi del Servo. S'era lasciato penetrare dallo Spirito che aveva ispirato il profeta. E lo Spirito aveva afferrato anche lui. Gli aveva rivelato di quale ordine di grandezza e di santità doveva essere il regno di Dio. «Lo Spirito Santo era su di lui» (Luca, 2, 25), scrive l'evangelista san Luca, facendo eco alla parola di Isaia (Isaia, 61, 1-2)