La casa della mamma: una casa che non è mai stata mia

sabato 5 dicembre 2015






"Distinguere il mormorio delle memorie, quello dell'erba, quello dei cardini.....
Dobbiamo essere silenziosi, perchè il silenzio ci sveli le sue melodie, 
dolore, perchè i dolori scivolino fino a noi, attesa 
perchè l'attesa faccia finalmente scattare le sue molle.
(Léon Paul Fargue)



Alla fine d'agosto la mia mamma è caduta, in casa, lieve frattura femore-anca, ora il suo nuovo indirizzo è una Casa per Anziani.
Nessuno di noi tre, suoi figli, è contento, ma abbiamo dovuto scegliere, non c'erano altre soluzioni.
 Ci alterniamo per farle compagnia e 
per aiutarla con il pranzo e la cena.
La mia mamma compirà 96 anni il giorno di Natale.
Il futuro è davanti, quando la parola canterà giorni più lieti con una speranza che spero possa diventare certezza.
Nell'ultimo mese, ci ritroviamo la domenica, per riordinare la sua casa.
Domani, andrò sola con Paolo.
Elena festeggerà il compleanno di Marco.
 Ilario andrà dalla mamma e allora entrerò nella casa che era della mamma, ma non è mai stata mia, perchè non ho mai abitato in quelle stanze.
Le attraversavo senza vedere, perchè  da vedere, da colloquiare c'era solo la mamma.
So che ascolterò un silenzio imbottito di solitudine.
Domani mattina arriverò alla casa di mattoni giallo-sporco e di silenzio. 
Fuori ci sarà l'odore delle rose del giardino che l'estate, ormai lontana, ha barattato con l'odore  della nebbia di questo inverno ancora giovane.
Ora non so come mi sentirò domani, quando mi lascerò andare ai ricordi del passato.
anche se si tratta un passato abbastanza vicino.
La mamma andò a vivere in quella casa dopo la morte del papà. e con lei c'era mio fratello che ancora non si era sposato.
I colori dell'infanzia erano rimasti nella vecchia casa. Ora non ho sete, non ho molti ricordi da rivivere: certo la sua presenza la ritrovo in un'altra casa che non le appartiene. 
A domani.