Il nome di Maria SS.

venerdì 11 settembre 2015




Per comprendere com’ella fosse 


allora devi prima raccoglierti

in un punto dove in te agiscono

colonne e gradinate tu puoi intuire;

dove archi perigliosi travalicano

l’abisso di uno spazio che in te restò

perché su tali blocchi s’innalzava

che tu mai più da te li

svelerai:


tu stesso crolleresti.

Se giungi a questo e tutto in te è di pietra

parete, sala, colpo d’occhio, volta -,

allora prova a discostare un poco

con le mani il grandioso sipario che hai davanti:

tutto risplende

di maestosi oggetti che
soverchiano in te sorriso e tatto.

In alto,in basso, palazzi su palazzi,

più ampie da balaustre

erompono per emergere in alto a tali bordi

che tu, quando li guardi,

hai le vertigini.

Di tripodi fumanti una foschia avvolge

ciò che è vicino,

ma il lontano figge su te

i suoi diritti raggi-,

e se ora da coppe in chiare fiamme

svaria un bagliore su vesti che si appressano:

tu come resisti?

Ma lei giunse e sollevò lo sguardo ad abbracciare tutto questo.

(Un infante, una bimba tra le donne).

Poi salì, quieta,tutta in sé fidente,

verso lo sfarzo che per lusinga si ritrasse:

tanto era ciò che edificano gli uomini

sommerso,

sopraffatto dalla lode nel loro cuore.

Dell’ardore di abbandonarsi ad interiori segni.

Ed erano convinti i genitori

di inviarla lassù dove sembrò riceverla

quel minaccioso dal petto sfolgorante,

ma piccola com’era passò di mano in mano

sino al destino suo

ch’era già pronto,

alto più della sala,

e di quella magione ben più greve.Rilke