Settembre

lunedì 7 settembre 2015



Era la prima sera di settembre, e pioveva, quando ho fotografato la panchina del mio giardino e le ho regalato due rose perchè non fosse triste al mio sguardo!

L'estate che ci ha donato colori sgargianti e frutta in abbondanza, come abbondante è stato il caldo dei mesi trascorsi, ora comincia a declinare e, già il mattino, profuma del tempo d'autunno!

Le piante, piano piano, rimettono alla terra il bel manto di foglie e poi resteranno nude.

Anno dopo anno tutto si ripete e tutto è sempre uguale; ma diverso. E noi rinnoveremo lo stupore per i colori che avranno le viti, le siepi e le stesse foglie.

Ma prima di spogliarsi e consegnare tutto il verde alla terra, le piante si esauriscono per un ultimo dono: i frutti che noi addenteremo con golosità.

Quando pronuncio la parola Settembre ecco che la mente mi riporta a questa poesia di D'Annunzio. Ricordate?

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natia
rimanga né cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah perché non son io cò miei pastori?



“Andiamo”, è la  nostalgia del poeta, è la stessa dei pastori, costretti a lasciare le loro terre. Il suo coinvolgimento emotivo si dichiara, poi, pienamente nell’ultimo verso, molto struggente, con la domanda: “Ah, perché non so’ io cò miei pastori?”.

Lascio a Dannunzio la risposta e continuo dicendovi che l'autunno è un'altra primavera, prima del gran riposo.

La terra torna verde, prima del grigio della nebbia, prima del bianco della neve.

Il sole s'affaccia tra una nuvola e l'altra e noi ci adagiamo in un lieto sopore. Riprendiamo le letture o i lavori interrotti e anche le partecipazioni alle Messe......

Andiamo incontro al sole pallido che ci illumina senza accecare e ci bacia senza ardere.

Felice dolce Settembre.