Un'incontro imprevvisto!

martedì 11 agosto 2015



Successe di sabato. Un sabato di un tempo. Un tempo in cui i sorrisi e la gioia riempivano il cielo.

Il pomeriggio verso le due e mezza, con i miei figli e i loro amici e specialmente i miei ragazzi del catechismo, ci trovavamo in chiesa per preparare i canti della domenica. Quasi sempre un ometto in veste talare, dalle scarpe troppo grandi, dagli occhi azzurri e sorridenti, ci veniva a sentire. Era il nostro Parroco: don Giacomo De Giuli. Teresa suonava una pianola.

Abbiamo imparato canti che echeggiano ancora oggi.

Era un sabato pomeriggio.

Mentre cantavamo, entrarono delle persone e mi chiesero se potevano parlare col parroco. Glielo indicai. Ma lui rimase lì, per ascoltare e farci sentire. Erano una famiglia. Una madre, un padre e tre bimbi. L'ultimo era in braccio: doveva ricevere il Battesimo.

La Signora, mentre parlava col don Giacomo guardava noi.

" Siamo appena arrivati a Novara, dalla Sardegna, non conosciamo nessuno."


Don Giacomo fissò immediatamente la data.

Noi pensammo alla festa.

Torta, pasticcini, madrina.

E fiori colti nel giardino di Teresa.


La domenica fissata tutti presenti.

E dopo la cerimonia, inaspettatamente per Valter e Gabriella, siamo entrati cantando nella loro casa.Il bimbo si chiamò Enrico.

Ora è padre di due bimbi.

Con Valter il rapporto è sempre stato cordiale, ma discreto. Con Gabriella no. Ancora oggi ci vediamo, c'incontriamo.
Nelle strade del quartiere e poi quasi sempre a casa mia o io da lei. Più lei da me. Non più frequentemente come un tempo. però sì, siamo sempre amiche.


Domenica scorsa, dopo la Messa, mi ferma e mi guarda.

I suoi occhi, erano seri e mi dicevano "Non andartene, resta!"

Mi fermai e le diedi i soliti baci di saluto.

Lei mi mise le mani sulle braccia e, tutto d'un fiato, mi disse: "Domani inizio la chemio".

Uno schiaffo. Un dolore. Come?

Mi fermai un momento per riprendermi, poi insieme, uscimmo dalla chiesa.

Velocemente mi raccontò.

In questi giorni ci sentiamo al telefono e mercoledì, dopo la terapia, verrà a trovarmi. Volevo andare io da lei, per lasciarla tranquilla a suo agio,tra le cose della sua vita, Gabry ha voluto così:"Vengo io da te"

Come sempre.

Cosa mi dice in questi momenti il Signore?

Ripeto le parole dell'Angelus: "Infondi nel mio cuore, Signore, la Tua Grazia perchè io sappia accogliere questa Tua figlia abbracciata dal Destino "