Acuiamo i nostri sensi

martedì 28 luglio 2015


Siamo nel pieno dell'estate, da giorni il caldo ci fa ricordare quant'è bello distendersi per terra e sentire il suolo crepitare sotto di noi, mentre il sole sbianca il cielo di luce.

Poi la sera, la terra che pensiamo respiri e si riposi, è ancora impregnata del calore diurno e attende desiderosa, l'acqua che la rinnoverà, il sole ha brillato troppo e non c'è ristoro ma solo il calore che sale a salutare la luna. I due luminari, come li chiama la Bibbia; il luminare maggiore per rischiarare il giorno, e il luminare minore per rischiarare la notte.

Forse è il momento dell'anno adatto ad accorgerci di quanto sia bello questo mondo. E' il tempo del salmo 104 e per desiderare di conoscere, con occhi nuovi, le novità del mondo, che rinasce ogni giorno dalle ceneri rosse del tramonto in tenerissime albe .

I colori della sera sono come se un velo rendesse l'aria impolverata, mentre le aurore sono limpidissime E' la notte che per cancellare l'affaticamento del giorno ha deterso il cielo e pulito le stelle.

Non possiamo chiedere solamente occhi nuovi, ma di acuire tutti i nostri sensi che l'abitudine ha addormentato.

Abbiamo bisogno che anche le orecchie siano pronte ad ascoltare i mille suoni della vita. I suoni gradevoli lontano dai "rumori" che popolano le nostre strade.

Il canto dei passerotti, il tubare delle tortorelle e, se ci fosse, il mormorare del vento tra le foglie degli alberi.

E di odorato: il suolo che crepita nel sole ha un suo odorato, così come le nebbie avevano, in inverno,un loro odore.

E i fiori. E' un continuo stupore avvicinarsi ai fiori, scoprire che ognuno di loro ha un profumo diverso riconoscibile dagli altri fiori: profumi lievi e freschi, forti e robusti, dolci, profumi pungenti e aggressivi, profumi austeri...come l'incenso delle chiese: l'unico che noi usiamo per la Liturgia.

E non dimentichiamo il gusto: e si ripete la varietà di sapori che donano piacere alla mensa.
Mangiare....incorporare la natura, assimilare il mondo. E non è forse questo il significato profondo dell'Eucarestia? Un cibo che non entra solo nel circuito del sangue: un Cristo che assimiliamo e che si fa nostro nutrimento interiore?

Infine il tatto. Mani, polpastrelli che diventano sensibili per accarezzare tuttociò che l'occhio, nello sguardo attento, ci suggerisce che è la consistenza del reale.

Il rigido, il cedevole, il liquido, il morbido. Il pelo soffice del gatto, il tronco rugoso della quercia, la frescura, all'alba, del prato e il calore rovente della pietra.


Signore, in tutto questo c'è il tuo amore, allora fa' che ci accorgiamo che Tu ci hai donato tanto e per quel tanto aiutaci ad avere la capacità di ringraziarti.