Scarpe rotte

giovedì 23 luglio 2015



Sono giorni in cui la mia fantasia galoppa. Corre in avanti, ritorna a giorni antichi, tutto diventa oggi.

Ecco: cammino nelle neve. Tutto è silenzio intorno. Sono sola e ho freddo. A casa non mi aspettano. 
La maestra mi ha detto: "Nadal tu non puoi rimanere alla refezione, questo mese non è stato pagato la retta."
Abbasso la testa. Un rossore imporpora le mie guance. Le mie compagne....meglio non guardare.

E cammino piano nella neve caduta durante la notte. Le mie scarpe affondano. Le sentivo sfasciarsi lentamente, farsi molli e informi, e sentivo il freddo della strada sotto le piante dei piedi.

Camminavo tra le rotaie del tram.
Non passava nessuno, le macchine a quei tempi erano poche. E anche il tram era andato a mangiare.

Era l'ora del pranzo. 

Arrivai a casa piangente. Papà in quei giorni era ammalato. Mi abbracciò stupito...."Domani vado IO a parlare col Direttore...

Era l'anno 1947. La guerra era da poco finita. La sera sognai un domani con tante scarpe di tutti i colori.......