Francesco danza con Dio di fr. Alberto

mercoledì 15 luglio 2015






Più ancora delle Fonti Francescane e meglio di scritti e omelie su San Francesco, sono donne dei nostri giorni a regalarci un Francesco d’Assisi sorprendente e vero. Casuali (?) letture in treno, prima o dopo, mi fanno incontrare Francesco incrociato nelle esistenze e testimonianze di queste personalità al femminile. Mi capitava con Simone Weil i mesi scorsi. Mi è capitato in questi giorni con Madeleine Delbrel nel suo “Noi delle Strade”.

Ispirata da un passo del Vangelo dove Gesù fa riferimento al danzare (cf Mt 11,17), la Delbrel colora tre pagine di parole che sono poesia e note musicali. Ritmate da righe ora brevi ora più allungate, raggruppate con strofe più sintetiche o più distese, Madeleine soffia parole al suo Signore come un antico salmista. Lei che a 17 anni è ubriaca di ateismo ma a 24 si inebria per sempre dell’amore del Dio del Vangelo. La danza è il linguaggio del cuore e dei gesti di chi si lascia abitare dalla gioia di Dio.


Perché se ci sono molti santi che non amano danzare,

ce ne sono altri che hanno avuto bisogno di danzare,

tanto erano felici di vivere:

Santa Teresa con le sue nacchere,

San Giovanni della Croce con un Bambino Gesù

fra le braccia,

E san Francesco, davanti al papa.

Se noi fossimo contenti di te,Signore,

Non potremmo resistere

A questo bisogno di danzare

Debrel legge nella cifra della danza la risposta umana alla musica suonata da Dio per noi. E la storia dei credenti la rilegge come in gran parte una fede senza danza: esistenze immobili e noiose.

Perché io penso che tu forse ne abbia abbastanza

Della gente che sempre parla …

Di conoscerti con aria di professore,

Di raggiungerti con regole sportive,

Di amarti come si ama in un matrimonio invecchiato.

E un Dio tediato da fedeli senza ritmo e senza sorriso inventa quel piccolo uomo della città umbra.

Un giorno in cui avevi un po’ voglia d’altro

Hai inventato san Francesco,

E ne hai fatto il tuo giullare.

Sì, il Poverello di Assisi è il giullare di Dio che non smette di danzare e cantare per le nostre strade e sulle nostre piazze, ovunque. Riescono a distinguerlo tutti anche quelli che non lo conoscono e non sanno grazie a chi danza.

La danza della vita il figlio di Pietro di Bernardone, l’ha appresa alla scuola di un lebbroso. Lo detta nel suo

Testamento,per ricordarlo come il primo dono ricevuto dall’Altissimo. Così ha fatto danzare le parole con la poesia e la musica. Ha fatto danzare la luna e i fiori, il fuoco e le stelle, le nuvole e l’erba. E lui solo ha invitato sorella morte per danzare con lei prima di danzare nell’eternità. Ha fatto danzare i suoi fratelli perché li riconosceva come “giullari di Dio” . Francesco ha danzato nelle stagioni esaltanti della sua avventura , ai piedi del Subasio, accompagnandosi con parole francesi; nei giorni natalizi di Greccio ; in certe contrade inventandosi strumenti musicali anche virtuali. Ha danzato nei momenti tribolati nel corpo e nello spirito, chiedendo di essere sorretto da melodie umane o celesti. Ha danzato anche nella tentazione, abbracciando, come una fidanzata, sorella neve.

Debrel capì che danzatori di Dio lo possono diventare tutti i credenti.

Per essere un buon danzatore, con te come con tutti,

non occorre sapere dove la danza conduce.

Basta seguire,

Essere gioioso,

Essere leggero,

E soprattutto non essere rigido.

Allora le righe acquistano via via la forma di richiesta per apprendere la danza della vita da un Dio che ci sogna giullari e danzatori.

Signore, insegnaci il posto

che tiene, nel romanzo eterno

avviato fra te e noi,

il ballo della nostra obbedienza.

Insegnaci a indossare ogni giorno

La nostra condizione umana

Come un vestito da ballo , che ci farà amare di te

Facci vivere la nostra vita,


Come una danza,

Fra le braccia della tua grazia,

nella musica che riempie il mondo intero.


tutti i particolari. 

 Come indispensabili gioielli.


Proprio come quel Francesco, aggiungo.

E chiude Madeleine Delbrel

Signore, vieni a invitarci.

Come hai fatto con quel Francesco, oso aggiungere.