Accadde

martedì 26 maggio 2015




Avevo notato sul portale della mia Chiesa Parrocchiale, l'invito a partecipare alla visita, in pullman, alla Sindone.
Ho espresso a Paolo il mio desiderio di rivederla. Lui ha accettato e ci siamo iscritti. 23 maggio: partenza ore 6 dal piazzale.
Ero preoccupata. Tanto. Il cammino per arrivare alla cattedrale è lunghetto e io, con le mie gambe che da un bel po' di tempo, fanno i capricci, non ci sarei mai arrivata. Ho pensato ad una carrozzina e una mia amica, mi ha subito telefonato, offrendomela.
Ero sistemata. Si poteva tranquillamente realizzare quel mio desiderio.

Accadde quando nessuno lo aspettava,
accadde senza suono di campane,
accadde diversamente dalle storie 
che i romanzi ci raccontano abitualmente.
Accadde senza che ci fossero stelle in cielo,
accadde senza un raggio di luna.
Il nostro amore è arrivato dolcemente,
si è sparso molto lentamente,
si è attardato fino a rimanere.
Accadde senza che il mondo ringraziasse,
senza che le rose fiorissero,
senza un canto di lode,
accadde senza alcun dramma.
Il tempo ha solamente fatto il  suo letto
come ogni grande amore.

Nel percorso  c'è una bella salita: Paolo era senza fiato.
C'erano gli alpini come volontari,c'erano anche delle signore volontarie.
Hanno guardato alla nostra fatica, una signora dolce e amabile mi sorrise e le sorrisi. E sostituì Paolo nello di spingere la carrozzina e la Lucia. 
Era iniziato, nel frattempo, il percorso per "disabili"

In poco tempo arrivammo in cattedrale e lì mi aspettava il posto proprio sotto la Sindone.
Rimasi in silenzio. 
Poi dissi alla signora:"senta io non posso stare seduta debbo mettermi in ginocchio" E lei mi rispose di no, che l'amore è nei pensieri, nel cuore e non nelle ginocchia. Insistetti ancora un po' e scoppiai in  pianto. Non riuscivo a fermare le lacrime, i singhiozzi. 
Il dolore della colpa. Cristo era lì perchè io potessi capire la Sua offerta di redenzione, perchè fossi mendicante del Suo amore e della Sua Misericordia.
Una mano mi accarezzò le spalle, era la Signora Teresa che mi invitava a riprendere il cammino.
Il Mistero come misericordia è stato il mio ultimo pensiero mentre lasciavo la Cattedrale.
Poi andammo da Don Bosco. Anche da quel caro Santo c'era tanta spiritualità. Ada è nata proprio il 31 gennaio e gliela affidai subito. C'era anche un gazebo con la storia,e i ricordini  di Piergiorgio Frassati. Ho speso gli ultimi spiccioli! Ero cosciente di fare una cosa giusta.

Ecco che mi si profila davanti l'Alberto con la moglie. Ci avrebbero riportato a casa in macchina.

Vorrei dirvi che è stata una giornata dove si è affermata la felicità, il motivo per cui vivo la fede.Il motivo in cui ho realizzato il mio rapporto con Cristo. E allora perchè questa tristezza che non mi lascia?
Giussani ha scritto: "Io sono zero: Dio è tutto.