Riposo

3 comments


Tu che sai tutto sorridimi
ed io Ti sorriderò




CHIUDO IL BLOG PER UN PEZZETTO DI CIELO
SIATE LIETI!




Leggi tutto

Accadde

5 comments



Avevo notato sul portale della mia Chiesa Parrocchiale, l'invito a partecipare alla visita, in pullman, alla Sindone.
Ho espresso a Paolo il mio desiderio di rivederla. Lui ha accettato e ci siamo iscritti. 23 maggio: partenza ore 6 dal piazzale.
Ero preoccupata. Tanto. Il cammino per arrivare alla cattedrale è lunghetto e io, con le mie gambe che da un bel po' di tempo, fanno i capricci, non ci sarei mai arrivata. Ho pensato ad una carrozzina e una mia amica, mi ha subito telefonato, offrendomela.
Ero sistemata. Si poteva tranquillamente realizzare quel mio desiderio.

Accadde quando nessuno lo aspettava,
accadde senza suono di campane,
accadde diversamente dalle storie 
che i romanzi ci raccontano abitualmente.
Accadde senza che ci fossero stelle in cielo,
accadde senza un raggio di luna.
Il nostro amore è arrivato dolcemente,
si è sparso molto lentamente,
si è attardato fino a rimanere.
Accadde senza che il mondo ringraziasse,
senza che le rose fiorissero,
senza un canto di lode,
accadde senza alcun dramma.
Il tempo ha solamente fatto il  suo letto
come ogni grande amore.

Nel percorso  c'è una bella salita: Paolo era senza fiato.
C'erano gli alpini come volontari,c'erano anche delle signore volontarie.
Hanno guardato alla nostra fatica, una signora dolce e amabile mi sorrise e le sorrisi. E sostituì Paolo nello di spingere la carrozzina e la Lucia. 
Era iniziato, nel frattempo, il percorso per "disabili"

In poco tempo arrivammo in cattedrale e lì mi aspettava il posto proprio sotto la Sindone.
Rimasi in silenzio. 
Poi dissi alla signora:"senta io non posso stare seduta debbo mettermi in ginocchio" E lei mi rispose di no, che l'amore è nei pensieri, nel cuore e non nelle ginocchia. Insistetti ancora un po' e scoppiai in  pianto. Non riuscivo a fermare le lacrime, i singhiozzi. 
Il dolore della colpa. Cristo era lì perchè io potessi capire la Sua offerta di redenzione, perchè fossi mendicante del Suo amore e della Sua Misericordia.
Una mano mi accarezzò le spalle, era la Signora Teresa che mi invitava a riprendere il cammino.
Il Mistero come misericordia è stato il mio ultimo pensiero mentre lasciavo la Cattedrale.
Poi andammo da Don Bosco. Anche da quel caro Santo c'era tanta spiritualità. Ada è nata proprio il 31 gennaio e gliela affidai subito. C'era anche un gazebo con la storia,e i ricordini  di Piergiorgio Frassati. Ho speso gli ultimi spiccioli! Ero cosciente di fare una cosa giusta.

Ecco che mi si profila davanti l'Alberto con la moglie. Ci avrebbero riportato a casa in macchina.

Vorrei dirvi che è stata una giornata dove si è affermata la felicità, il motivo per cui vivo la fede.Il motivo in cui ho realizzato il mio rapporto con Cristo. E allora perchè questa tristezza che non mi lascia?
Giussani ha scritto: "Io sono zero: Dio è tutto.



Leggi tutto
11 comments







Oh, piove su di me

Piove su di me

«Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia

e la terra produsse il suo frutto» (Gc 5, 18)
.












.
SONO ARIA
Gustavo Adolfo Bècquer

Sono aria i sospiri
e vanno via nell'aria.
...
Sono acqua le lacrime

e se ne vanno al mare. ...


Ma, ragazza, l'amore sai dirmi
dove va quando ce ne scordiamo?





Leggi tutto

Anniversario strage di Capaci

3 comments








Il 23 maggio di 23 anni fa… la Strage di Capaci
colpì il giudice, che era il simbolo della lotta alla Mafia,
sua moglie e gli uomini della sua scorta…


Il coraggioso muore una volta,

il codardo cento volte al giorno.

Gli uomini passano, le idee restano.Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.


La mafia non è affatto invincibile.
è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio,
e avrà anche una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave
e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini,
ma impegnando in questa battaglia
tutte le forze migliori delle istituzioni.

(Frasi di Giovanni Falcone)












































Leggi tutto

uno sguardo all'universo di Dio

2 comments

E se imparassimo a colorare il mondo con la gioia del cuore?

Preghiera

Quando mi stanco di seguire
il cammino delle stelle,
per raccogliere un poco di luce
da portare agli uomini
e alla loro notte,
cerco per me un luogo
nella quiete
e trovo Te, o mio Dio!
Signore,
sei così vicino
che posso ascoltare le parole
che sussurri alla terra,
ai fiori,
alla pioggia,
Ti sento, mio Dio, perchè
sei nel mio cuore
e nello sguardo con cui
amo la Tua Creazione e 
le Tue creature.
(lucia)

Leggi tutto

Liguria: L'asinobus

8 comments



Gli asini, chissà perchè, cono considerati animali cocciuti e non troppo intelligenti.

Usiamo spesso questo appellativo per indicare persone che non brillano per perpiscacia  o che sbagliano nello svolgere il proprio lavoro. (è una parola tipicamente scolastica) Ecco che esclamiamo (noi sapientoni!): "Sei proprio un asino!"

Nella realtà sono animali socievoli e miti e amano in particolare i bambini.

In Liguria, per esempio, sei asine per una settimana hanno portato il pane agli anziani delle case di riposo, salendo, con i ragazzini, lungo i sentieri della regione.

Sempre in Liguria, è stato effettuato il servizio: "Asinobus", accompagnando i più piccini a scuola.

Così i bimbi hanno riscoperto il bello della lentezza e gli anziani, con le lacrime agli occhi, hanno ricordato un tempo lontano.

Chissà chi ha avuto questa bella idea?


Ansa.it ha pubblicato due articoli su questa iniziativa includendo tanti particolari che io ho tralasciato. (Ansa Lifestyle)




Leggi tutto

Destati dal buio (Ascensione di Gesù)

1 comment


Ci accorgiamo che viviamo ogni giorno distratti da mille cose e facilmente incerti nelle scelte da prendere? Ci accorgiamo che c'è qualcosa di grande, di molto grande, su cui dobbiamo meditare, e che ne stabilisce il senso? Una donna ha generato un uomo che è Dio.
Ecco che l'Essere e il Mistero sono grazia! Amore!


Nel primo chiarore del giorno,
vestite di luce e silenzio,
le cose si destan dal buio
com'era al principio del mondo.


E noi che di notte vegliammo
attenti alla fede del mondo,
protesi al ritorno di Cristo
or verso la luce guardiamo.


O Cristo, splendore del Padre,
vivissima luce divina,
in Te ci vestiam di speranza,
viviamo di gioia e d'amore.


Al Padre cantiamo la lode,
al Figlio che è luce da luce,
e gloria allo Spirito Santo
che regna nei secoli. Amen.


Siamo liberi anche di dire "no" a questo amore a questa grazia.

Allora preghiamo Maria affinchè ci aiuti a dire "sì" , perchè è così che dobbiamo dire in qualsiasi condizione ci troviamo: e Lei ci aiuterà.

Il Vangelo di oggi ci ricorda l'Ascensione di Gesù al cielo. "Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio." Gesù è andato a prepararci un posto.


Inizia la nostalgia del cielo: Cristo se ne va, ma solo dai nostri sguardi; non penetra al di là delle nubi, ma nel profondo delle cose, nell'intimo delle creature e di Dio.

Andate in tutto il mondo, è l'invito agli apostoli.Il significato per noi è di raccontare Gesù a chi incontriamo. 

Che ampio orizzonte in queste parole! È come sentirsi protesi verso tutto, e allargare le braccia per abbracciare ogni cosa, e respirare in comunione con ogni vivente, e sentire il Vangelo,  la parola di felicità, dilagare in ogni paesaggio del mondo come ossigeno e fresca acqua chiara, a portare vita a ogni vita che soffre.


Possiamo essere certi che la nostra fede è autentica se conforta la vita del nostro prossimo e fa fiorire sorrisi intorno a noi.






Leggi tutto

ottimismo

4 comments





Il pomeriggio è iniziato con una musica ritmata: le gocce di pioggia cadevano ora su di una foglia, ora su di un'altra. 
Lavavano le foglie verdi dei Tigli, erano così belle, verdi e lucide. 
Poi la musica diviene più forte e anche le gocce, ora le foglie si piegano guardando verso il prato. 
Arrivarono i tuoni e i lampi. Non ricordavo qualcosa di così magico.


I miei pensieri si posarono sulle mie mani. Incominciai a sentire l'odore di una pioggia violenta che avrebbe potuto far danno ai nidi. Pioggia come trucioli di matita.


Rientrai in casa. Avevo freddo. Avevo paura. Arrivò la grandine.


Riprese la musica. Diversa. Era un tic tac continuo. Il cortile divenne bianco, ma non bello come quando lo imbianca la neve.


Le monachine se ne andavano in fila lungo la corrente formata dal vento.


I minuti si trascinavano. Decisi che il divano era il luogo migliore per chiudere gli occhi e aspettare che il cielo, le nuvole nere, il vento, la pioggia portassero a termine il loro compito.


Sorrisi, mentre una porta sbatteva e Golia si distendeva accanto a me.










Leggi tutto

Ho adottato un cane.

6 comments


Tequila e Golia




Ho sempre avuto la compagnia di qualche amico a quattro zampe. Attualmente è il turno di un gatto rosso di quattro anni di nome Golia e di un pesce rosso, Puffo.

Golia è il micio sul davanzale. Lui in questo modo dà il suo buongiorno al nuovo mattino e ai piccioni.

Ada, mia figlia,che ha già un gatto, voleva un cane. Malgrado i nostri no. Ecco il risultato: Tequila, femmina di quattro mesi.

Dire che è un tornado è poco. Golia non ha più respiro e io con lui.

Ada lavora, Elena, la figlia, va a scuola e poi.....studia da sola a casa, con le amiche, a casa delle amiche, va in palestra; credetemi: Tequila ha messo radici in casa mia e Paolo è colui che la porta a fare.....le passeggiate!

Ada porta Tequila prima di andare a lavorare e lei felice viene subito a darmi il buon giorno: salta sul letto leccandomi il viso il naso, i capelli, poi scende, prende la rincorsa e un "nunù" e risalta sul letto....io mi arrendo e mi alzo!

Così inizia la giornata per noi due.

Golia nel frattempo si è nascosto sotto il letto.(Tranquillo Golia che alle due, forse,torna a casa).

Dopo, diciamo, un mese di convivenza mi ha già distrutto un paio di scarpe, due cestini di vimini (porta riviste)

due vasi di piante del balcone e uno della fioriera del salone.

Ora, Signore, chiacchieriamo un po':

Tu le bestiole le hai volute e amate tutte: dalla piccola pulce, fastidiosa e punzecchiosa, al timido coniglio; dal micio accoccolato sul cuscino al "servile" cagnolino, la laboriosa formica e l'imprevidente cicala. Gli amati uccellini e la civetta un po' amata e un po' "no".

Questa sera, mio Dio, vorrei pregarTi, per tutti gli animali.

Tu con loro hai stretto un patto d'amore.

Io pensavo l'avessi fatto solo con l'uomo trascurando il suo universo a quattro o a due zampe!.

Forse questa mia, è una preghiera inutile, come le tante che vado dipanando, giorno dopo giorno, mese dopo mese.

Probabilmente sì; ma forse è valida proprio per la sua gratuità.

Signore, ti prego per le piante che rendono bellissimo il mio giardino, che con il loro verde formano una barriera agli appartamenti vicini, per il filo d'erba nuovo, nuovo, che oggi è affogato nei 15 cm. di pioggia, mista a grandine scesa dal cielo un po' frettolosa!

Per i nidi delle tortore che spero dormano a quest'ora, per le api e le vespe che oggi avranno battuto in ritirata per non essere bagnate.

Signore, Ti prego per Tequila, il mio tormento, che io regolarmente chiamo Tobia usando anche aggettivi maschili: fa' che cresca in fretta e che si calmi un po'. Solo un po'.

Buona notte anche al mio pescetto che come mi vede (ma mi vede?) viene al bordo della vaschetta tutto festoso e io lo saluto e gli parlo amorosamente!

Signore: custodisci e conserva il Tuo amore per tutti, uomini e animali,per coloro che Ti amano e anche per coloro che sono convinti di non credere in Te, ma che ti hanno nascosto tra le pieghe del loro cuore. Buona notte





Leggi tutto

anniversario papà

1 comment


 Papà fermati:Ho sete. 
della tua mano
nei miei riccioli biondi.
Ho sete:dei tanti baci
 ad una bimba che ti aspettava
 seduta su di un gradino.
Papà: ricordi le canzoni cantate
alla luna?
La verità della morte è la vita.
Ma la vita che cos'è papà?
"E' un dono di cui ringraziare
il Cielo.
E' una preghiera sussurrata
a mezza voce.
E' amore ricevuto che dovrai
ridonare."
Oggi e sempre: ciao papà.





Leggi tutto

13 Maggio Prima apparizione a Fatima (Portogallo) di Maria SS.

1 comment




Signora Nostra 
e Madre di tutti gli uomini e le donne,
eccomi come un figlio
che viene a visitare sua Madre
e lo fa in compagnia 
di una moltitudine di fratelli e sorelle.

Come successore di Pietro,
a cui fu affidata la missione
di presiedere al servizio
della carità nella Chiesa di Cristo
e di confermare tutti nella fede
e nella speranza,
voglio presentare al tuo
Cuore Immacolato
le gioie e le speranze
nonché i problemi e le sofferenze
di ognuno di questi tuoi figli e figlie
che si trovano nella Cova di Iria
oppure ci accompagnano da lontano.

Madre amabilissima,
tu conosci ciascuno per il suo nome,
con il suo volto e la sua storia,
e a tutti vuoi bene
con la benevolenza materna
che sgorga dal cuore stesso di Dio Amore.

Tutti affido e consacro a te,
Maria Santissima,
Madre di Dio e nostra Madre.
Il Venerabile Papa Giovanni Paolo II,
che ti ha visitato per tre volte, qui a Fatima,
e ha ringraziato quella «mano invisibile»
che lo ha liberato dalla morte
nell’attentato del tredici maggio,
in Piazza San Pietro, quasi trenta anni fa,
ha voluto offrire al Santuario di Fatima
un proiettile che lo ha ferito gravemente
e fu posto nella tua corona di Regina della Pace.

È di profonda consolazione 
sapere che tu sei coronata 
non soltanto con l’argento
e l’oro delle nostre gioie e speranze,
ma anche con il «proiettile»
delle nostre preoccupazioni e sofferenze.

Ringrazio, Madre diletta,
le preghiere e i sacrifici
che i Pastorelli
di Fatima facevano per il Papa,
condotti dai sentimenti
che tu hai ispirato loro nelle apparizioni.

Ringrazio anche tutti coloro che,
ogni giorno,
pregano per il Successore di Pietro
e per le sue intenzioni
affinché il Papa sia forte nella fede,
audace nella speranza e zelante nell’amore.

Madre diletta di tutti noi,
consegno qui nel tuo Santuario di Fatima,
la Rosa d’Oro
che ho portato da Roma,
come omaggio di gratitudine del Papa
per le meraviglie che l’Onnipotente
ha compiuto per mezzo di te
nei cuori di tanti che vengono pellegrini
a questa tua casa materna. 

Sono sicuro che i Pastorelli di Fatima
i Beati Francesco e Giacinta 
e la Serva di Dio Lucia di Gesù
ci accompagnano in quest’ora di supplica e di giubilo.

(Papa Giovanni Paolo II)
Leggi tutto

Il protagonista della storia è il mendicante.

5 comments


"Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?». (Sal 8,5). Nessuna domanda mi ha mai colpito, nella vita, così come questa. C’è stato solo un Uomo al mondo che mi poteva rispondere, ponendo una nuova domanda: «Qual vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà se stesso? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio di sé?» (Mt 16,26). Nessuna domanda mi sono sentito rivolgere così, che mi abbia lasciato il fiato mozzato, come questa di Cristo! Nessun uomo può sentire se stesso affermato con dignità di valore assoluto, al di là di ogni sua riuscita. Nessuno al mondo ha mai potuto parlare così! Solo Cristo si prende tutto a cuore della mia umanità. È lo stupore di Dionigi l’Areopagita: «Chi ci potrà mai parlare dell’amore all’uomo proprio di Cristo, traboccante di pace?».



È una semplicità del cuore quella che mi faceva sentire e riconoscere come eccezionale Cristo, con quella immediatezza certa, come avviene per l’evidenza inattaccabile e indistruttibile di fattori e momenti della realtà, che, entrati nell’orizzonte della nostra persona, colpiscono fino al cuore.




Lo Spirito di Gesù, cioè del Verbo fatto carne, si rende sperimentabile, per l’uomo di ogni giorno, nella Sua forza redentrice di tutta l’esistenza del singolo e della storia umana, nel cambiamento radicale che produce in chi si imbatte in Lui e, come Giovanni e Andrea, Lo segue.




Ho visto così succedere il formarsi di un popolo, in nome di Cristo. Tutto in me è diventato veramente più religioso, fino alla coscienza tesa a scoprire che «Dio è tutto in tutto» (1Cor 15,28). In questo popolo la letizia è diventata «ingenti gaudio», fattore decisivo, cioè, della propria storia come positività ultima e, quindi, come gioia.




L’infedeltà sempre insorge nel nostro cuore anche di fronte alle cose più belle e più vere, in cui, davanti all’umanità di Dio e alla originale semplicità dell’uomo, l’uomo può venire meno per debolezza e preconcetto mondano, come Giuda e Pietro. Pure l’esperienza personale dell’infedeltà che sempre insorge, rivelando l’imperfezione di ogni gesto umano, urge la continua memoria di Cristo.




Al grido disperato del pastore Brand nell’omonimo dramma di Ibsen («Rispondimi, o Dio, nell’ora in cui la morte m’inghiotte: non è dunque sufficiente tutta la volontà di un uomo per conseguire una sola parte di salvezza?») risponde l’umile positività di santa Teresa del Bambin Gesù che scrive: «Quando sono caritatevole è solo Gesù che agisce in me». Tutto ciò significa che la libertà dell’uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera.




Tutto ciò significa che la libertà dell’uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera. Per questo la libertà si pone, secondo tutta la sua vera natura, come domanda di adesione all’Essere, perciò a Cristo. Anche dentro l’incapacità, dentro la debolezza grande dell’uomo, è destinata a perdurare l’affezione a Cristo. Questo l’abbraccio ultimo del Mistero, contro cui l’uomo – anche il più lontano e il più perverso o il più oscurato, il più tenebroso – non può opporre niente, non può opporre obiezione: può disertarlo, ma disertando se stesso e il proprio bene. Il Mistero come misericordia resta l’ultima parola anche su tutte le brutte possibilità della storia. Per cui l’esistenza si esprime, come ultimo ideale, nella mendicanza. Il vero protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo.





Leggi tutto

Alla mia mamma

2 comments



E' domenica: la festa della mamma! Oggi ti vengo a trovare, ma è un segreto così tu non mi aspetti.
Eccomi. Ti metti seduta sul letto e ti stropicci gli occhi: "Oh ma che sorpresa!" Infatti non ci aspettavi. Ti guardo: il viso disteso con un accenno di sorriso.
Mentre ti guardo penso a come è stata ingrata la tua vita. Il lavoro nei campi, quando le tue amichette andavano a scuola, poi il lavoro a Trieste per mandare la paga ai nonni per i tuoi tre fratelli che ancora vivevano con loro.
L'incontro con papà e il trasferimento a Milano. Immediatamente dopo il mio arrivo, la guerra, la casa bruciata: altro trasferimento a Conegliano. Eravamo noi tre figli il tuo sorriso?
Poi arrivò la malattia di papà: ritorno alla fabbrica.
Quando tornavi la sera, avevo paura di scoprire cosa mi dicevano i tuoi occhi: stanchezza, preoccupazione. Avrei dovuto interrogare il tuo cuore per capire dov'erano i tuoi sogni, i tuoi desideri di donna, noi chiedevamo Amore. Chiedevo un bacio, una carezza, una confidenza per una figlia che cresceva.....
Da tempo siamo lontane, ma il mio pensiero è per te, per il tuo amore chiuso nel cuore.
Ora riposati. Forse ti ho stancato chiedendoti troppi ricordi. Bacio il tuo viso, la tua fronte sempre pensierosa, col pensiero ti racconto la mia vita in una città che non ti piace, ti sussurro quanto bene ti voglio e mentre ti accarezzo una mano fasciata, un altro bacio e il saluto del distacco.
Grazie mammina perchè il Signore ha scelto te per donarmi al mondo. Ci sentiamo domani. Buonanotte alla mia 95enne mammina


Leggi tutto

Una Presenza nello Sguardo

1 comment
Roma 1983 Rosario con Giovanni Paolo II
Mese di Maggio.

La gioia di un incontro. Uno sguardo che mi ha talmente emozionato che ho pianto!
In quel momento io non ero con l'uomo Carlo Woitjla, ma con Chi lui rappresentava nel mio cuore e io mi sentivo indegna di tanta grazia.

Era mio desiderio scrivere di come lo sguardo di Gesù, raccontato più volte nei Vangeli, arrivava a farmi meditare e adorare quelle parole pienamente vissute nella mia piccola fede, nella mia ricerca di Dio, nella speranza che Lui mi sia sempre vicino. Meditare cioè pregare.


LA PECCATRICE

Lc 7, 36-50
Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!".
Gesù allora gli disse: "Simone, ho da dirti qualcosa". Ed egli rispose: "Di' pure, maestro". "Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?". Simone rispose: "Suppongo sia colui al quale ha condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene". E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco". Poi disse a lei: "I tuoi peccati sono perdonati". Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: "Chi è costui che perdona anche i peccati?". Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; va' in pace!".


La riflessione sull'incontro fra Gesù e la peccatrice nella casa del fariseo è tutta centrata sulla "verità della speranza", su quella forma di speranza che nasce da quest'incontro.
Lei non sa che Gesù la conosce, come colei per la quale si è fatto uomo, che lei rappresenta per Lui, tutti i peccatori per i quali vuole morire.
Le sue lacrime sono una confessione. Lei alle parole, allo sguardo di Gesù, in cui legge amore, tanto amore, cade a terra, adora e pensa a come ha vissuto.

Il fariseo che aveva invitato Gesù, non comprende, perchè si ritiene "giusto".
Il comportamento della peccatrice, di cui non si conosce il nome, ci rivela che "la speranza è come una luce che risplende in tutte le parole del Vangelo".
La peccatrice "viene redenta oltre ogni misura della sua speranza" e proprio per questo ella, ora, "appartiene al Signore in virtù dell'amore".

Gesù, è mandato dal Padre, per realizzare nella peccatrice, insieme con lo Spirito Santo, il compito che Egli vuole attuare nei confronti di tutti noi; risvegliare una speranza che diventi riconoscimento della Sua bontà e nello stesso tempo sentirci peccatori.  
Leggi tutto

Vincent Van Gogh

7 comments
Vincent Van Gogh autoritratto

Vincent Van Gogh nasce nel 1853 a Groot Zundert, nel Brabante settentrionale. È figlio di un pastore protestante. Nel 1869 è all'Aia, dove lavora presso la succursale della galleria parigina Goupil, ove comincia ad interessarsi all'arte. Nel 1875 viene trasferito alla sede centrale di Goupil, a Parigi, ma, in piena crisi religiosa, dopo un anno si licenzia. Va a vivere a Ramsgate (Londra), e poi a Isleworth, dove diventa aiuto predicatore di un pastore metodista. Nel 1877 parte per Amsterdam, deciso a studiare teologia. Respinto agli esami di ammissione, si iscrive a una scuola per evangelizzatori e parte per il Borinage, una regione mineraria del Belgio meridionale, dove pensa di dedicarsi ai poveri.


Notte stellata


Distesa di grano con corvi

In questo dipinto si può riconoscere la sua immensa tristezza
Decide di  vivere con  la sua modella, una prostituta incinta, Sien Hoornik e la sua piccola figlia.
Produce i suoi primi acquerelli nel 1882, e riceve le prime commissioni: suo zio gli chiede 12 disegni dell'Hague.
Il 26 Marzo 1885, il padre di van Gogh muore improvvisamente per infarto, mentre lui completa i "mangia-patate", la sua prima grande composizione e primo capolavoro.

mangiatori di patate


notte di stelle

gli scarponi


In questo dipinto Van Gogh è riuscito, senza rappresentare la figura umana, a rendere tutto il disagio, la fatica, la povertà e il malessere fisico e sociale di un uomo che ha posato a terra le sue scarpe, vecchie e rovinate da un lavoro pesante come quello nella miniera.


Si tratta di un’opera di forte impatto emotivo, quasi commovente nonostante l’originale scelta del soggetto. Le scarpe sono state spesso ritratte dal pittore nel corso della sua breve attività artistica, un’attività che durò solo cinque anni circa e rivoluzionò comunque il modo di concepire la pittura.

Con un tratto quasi espressionista Vincent Van Gogh ne I Mangiatori di Patate e ne Gli Scarponi ha saputo dipingere il mondo dei poveri e dei diseredati guardandoli con ammirazione e dipingendone una povertà che, pur avendone indurito l’aspetto, ne ha nobilitato lo spirito.






STARRY STARRY NIGHT

Notte di stelle,
intingi il tuo pennello nel blu e nel grigio,
guarda fuori in un giorno d’estate,
con occhi che conoscono l’oscurità nella mia anima.
Ombre sulle colline
tratteggiano alberi e giunchiglie.
Cattura la brezza e il gelo invernale
nei colori sul terreno ammantato di neve.

Ora capisco
cosa cercavi di dirmi
e come soffrivi della tua ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non sapevano come
forse ascolteranno ora.

Notte di stelle,
fiori fiammeggianti di un brillìo che avvampa,
nubi vorticanti nella foschia violetta
si riflettono negli occhi di cielo di Vincent.
Colori che cambiano sfumatura,
aurore nei campi di grano che matura,
facce consunte segnate dal dolore
trovano riscatto nella mano amorosa del pittore.

Perché loro non sapevano amarti,
eppure il tuo amore era sincero
e quando non si vedeva più nessuna speranza
in quella notte di stelle
ti sei tolto la vita come spesso fanno gli amanti.
Ma avrei potuto dirti , Vincent ,
che questo mondo non è mai stato inteso
per uno così bello come te. 

Notte di stelle,
ritratti appesi nelle sale vuote,
teste senza cornice su pareti senza nome,
con occhi che scrutano il mondo e non sanno dimenticare
come gli sconosciuti che hai incontrato
uomini laceri in abiti stracciati.
Una spina d’argento una rosa di sangue
restano schiacciate e rotte sulla neve immacolata.

Ora credo di sapere cosa cercavi di dirmi
e come soffrivi della tua ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non ascoltano ancora,
forse non lo faranno mai …


Leggi tutto

E' Proibito

9 comments

E’ PROIBITO
Alfredo Cuervo Barrero


E’ proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.


E’ proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.

Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.

E’ proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.

E’ proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.

E’ proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.

E’ proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perche’ le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.

Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.

E’ proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.

E’ proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento
per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che cio’ che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo puo’ togliere.



E’ proibito non cercare la tua felicita’,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.




Leggi tutto

Mese di maggio: Maria SS. e le rose

2 comments




Le roselline del mio balcone







"Nostra Signora delle rose" Maria. Nelle litanie lauretane sei già chiamata "rosa mistica" Un appellativo dolce e gentile a cui aggiungo il mio.

A Te, Maria, si addice il paragone con i fiori, specialmente con le rose.

Penso alle rose, sia in ragione della loro bellezza che del tempo della loro i fioritura che coincide con il mese che dedichiamo a Te.

Per la sua bellezza, la rosa è detta "la regina dei fiori"; così come Tu sei la regina dei credenti e dei santi.

Noi, Maria, sappiamo ben poco di Te, contrariamente alla letteratura religiosa che dice:"Di Maria non si dirà mai abbastanza".

Di Te, Maria, ripeto, che sappiamo ben poco; però possiamo immaginare la Tua vita, anzi, il mio pensiero va alla Tua terra, a quei giorni lontani da noi, ma presenti dalle pagine dei Vangeli.

E io immagino che Tu amassi le rose, i gigli delle valli, i cedri del Libano, le viti in fiore, il tubar delle tortore e gli agnelli, le pecore madri: tutte le piante e gli animali che la Bibbia nomina e con le quali Dio ha stabilito l'alleanza; l'alleanza con Israele e, attraverso Israele, con l'intera umanità, ma anche con l'intera creazione.

Immagino che, quando andavi alla fontana, con la brocca di rame sul capo, Ti fermavi un poco a guardare le altre donne e le altre brocche che si specchiavano nell'acqua.

L'acqua le accoglieva, le muoveva nelle sue piccole luminose onde.

E nell'acqua Ti fermavi a guardare il sole del tramonto che si tuffava nell'acqua mentre splendeva nel cielo, e la terra si velava di ombre.....e Tu ringraziavi il Signore di quell'acqua e di quel sole.


Continuo ad immaginare e arriva a me il Tuo profumo addolcito da una rosa che avevi colto e portata nella Tua casa perchè fosse illuminata da quei colori. 
Avevi un vaso, Maria o immergevi la Tua rosa in un bicchiere con l'acqua? E la mostravi a Gesù: ad entrambi nasceva un sorriso per quella bellezza improvvisa.

Anche Giuseppe guardava i fiori, ne aspirava il profumo: ecco era giunta primavera!

Perchè Maria ti dico queste cose? Avrei potuto scriverTi una poesia, Ma trovo che sia più bello, poter coltivare con Te, la gratuità.
 
Imparare a "perdere tempo" dietro le rose e alle fontane, ai tramonti e alle nuvole.
Tu lo sai bene, Dio lo sa bene, che non è tempo perso, forse Gesù quando lo diceva a Maria, lo aveva imparato da Te. e più tardi avrebbe anche detto che "non di solo pane vive l'uomo..."

Spazi di gratuità......imparerò anch'io a non "affannarmi per troppe cose"!




Leggi tutto

"Cammino"

4 comments
 Camminiamo insieme, Signore,
Dove sei stato Tu vorrei andare anch'io,
Dove sei passato Tu, dovrò passare anch'io.











Orazione di Teresa di Jesus e del suo gruppo:

Padre santo che sei nei cieli. 

Tuo Figlio ha trovato un modo meraviglioso
perchè potessimo offrirLo in sacrificio
quante volte lo vogliamo 
per la Sua offerta così preziosa e santa,
si arresti questa moltitudine di peccati.

Cos'è questo, mio Dio? O dai fine al mondo
o trovi rimedio a mali così gravi;
non vi è cuore che lo sopporti
neppure quello di noi poveretti

Ti supplico, Eterno Padre
non sopportarlo nemmeno Tu
Arresta questo fuoco.
Guarda,
nel mondo c'è ancora Tuo Figlio:
per riguardo verso di Lui
cessino cose tanto brutte;
per la sua bellezza e purezza

Egli non merita di stare
dove ci sono cose simili.

Non farlo per noi, Signore,
perchè non lo meritiamo:
fallo per Tuo Figlio.

Non osiamo chiederTi
che Egli non stia quaggiù:
che ne sarebbe di noi?

Adesso, subito, mio Signore,
fa' che si calmi questo mare!

Non sia sempre tra le tempeste
la nave della Chiesa.
Salvaci, Signore!




Leggi tutto

PER CONOSCERE DIO OCCORRE CHE EGLI ACCADA

3 comments




Anelavo a vivere, lottando contro un'ombra di

Morte (Vita di Santa Teresa Di Gesù (D'Avila)




Trascorsi quasi vent'anni in questo mare procel­loso, cadendo e rialzandomi, ma risollevandomi male, perché tornavo sempre a cadere ( . . . ). Posso dire che la mia vita era una fra le più penose immaginabili perché non godevo di Dio, né trovavo felicità nel mondo. Quando mi immergevo nei piaceri del mondo, mi affliggeva il ricordo di quanto dovevo a Dio; quando mi tuffavo in Dio venivano a disturbarmi le affezioni del mondo. Era una lotta così penosa, che non so proprio come sia riuscita a sopportarla per un mese, e a maggio ragione per tanti anni Vorrei tanto saper descrivere la schiavitù in cui , si dibatteva allora la mia anima; capivo infatti benissimo ­di essere schiava, ma non riuscivo ad intrave­dere di che cosa.

La mia anima sentiva intimamente di non stare affatto compiendo tutto quello che sarebbe stata tenuta a compiere per Colui al quale tanto doveva (…). Suppplicavo il Signore di aiutarmi; ma avevo il torto di non riporre tutta la mia fiducia in lui e al contempo di non diffidare completamente di me. Escogitavo rimedi, ma evidentemente non afferravo che tutto approda a ben magri risultati, qualora non si elimini radicalmente la fiducia in noi stessi per collocarla in Dio.
Anelavo a vivere, poiché mi rendevo conto di non star vivendo, bensì lottando contro un'ombra di morte, per cui non avevo chi mi desse vita né io ero in grado di procurarmela e chi poteva darmela aveva piena­mente ragione di non soccorrermi, perché nonostante mi avesse tante volte attirata a sé io l'avevo sempre piantato (Vita 8,2.11.12).
tOrmai la mia anima si sentiva stanca e, sebbene lo volesse, le sue cattive abitudini non le permette­vano assolutamente di riposare. Un giorno mi suc­cesse il fatto seguente: entrando nell'oratorio, vidi una statua portata lì in attesa di una certa solennità che si doveva celebrare in monastero. Raffigurava un Cristo tutto coperto di piaghe, e ispirava tanta devo­zione che, guardandola, rimasi tutta sconvolta nel vederlo ridotto in quelle condizioni, perché rappre­sentava al vivo quanto Egli aveva sofferto per noi. Fu così profondo il rimorso da me provato istantanea­mente per l'ingratitudine con cui avevo ripagato quelle piaghe, che parve mi si spezzasse il cuore. Mi gettai ai suoi piedi in un profluvio di lacrime, supplican­dolo ad accordarmi una buona volta la forza di non offenderlo più (...). Mi sembra di avergli detto allora che non mi sarei alzata di lì finché non m'avesse accordato il favore di cui lo supplicavo. Ritengo proprio di essere stata esaudita, perché da allora andai decisamente migliorando

In quel periodo di tempo mi diedero le Confessioni di sant'Agostino, probabilmente per disposizione del Signore poiché non fui io a cercarle e neanche sapevo che esistessero
Appena ebbi cominciato a leggerle, mi parve di vedervi riflessa la mia vita. Presi quindi a raccoman­darmi caldamente a questo glorioso santo. Quando giunsi al racconto della sua conversione e lessi l’episodio della voce da lui udita nell'orto, il cuore mi diede un tutto ed ebbi la netta impressione che il Signore quell’appello l'avesse lanciato a me. Ristetti a lungo sciogliendomi tutta in lacrime, provando nel mio intimo un'immensa e lancinante afflizione. O mio Dio, quanto soffre un'anima quando ha la sventura di per­dere la libertà che dovrebbe invece costituirla padrona e quali tormenti patisce!
Cominciò a crescere in me la tendenza a stare più a lungo con il Signore e a sbarazzarmi delle occasioni perché, eliminate queste, tornavo subito ad amarlo. Sentivo bene di amarlo, se non che non comprendevo ancora, come avrei dovuto, in che cosa consistesse per davvero (Vita 9,1.3.7.8.9).
Leggi tutto

Oggi 1° Maggio

1 comment




La Festa del 1° Maggio ricorda e celebra le lotte operaie e il diritto all'orario del lavoro quotidiano fissato nelle 8 ore.



Nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese:


"Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi".

Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue




Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 - ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!".


La manifestazione del 1 maggio - commenta a caldo Antonio Labriola - ha in ogni caso superato di molto tutte le speranze riposte in essa da socialisti e da operai progrediti. Ancora pochi giorni innanzi, la opinione di molti socialisti, che operano con la parola e con lo scritto, era alquanto pessimista".


"Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa".


Festa anche per la Chiesa. Con Papa Pio XII anche la Chiesa ricorda il 1° Maggio, dal 1955, commemorando San Giuseppe artigiano e lavoratore.



La mia vita è strettamente legata alla Vita della Chiesa ((Teresa de los Andes)

Leggi tutto
Post successiviPost più recenti Post precedentiPost più vecchi Home page
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...