Vincent Van Gogh

venerdì 8 maggio 2015

Vincent Van Gogh autoritratto

Vincent Van Gogh nasce nel 1853 a Groot Zundert, nel Brabante settentrionale. È figlio di un pastore protestante. Nel 1869 è all'Aia, dove lavora presso la succursale della galleria parigina Goupil, ove comincia ad interessarsi all'arte. Nel 1875 viene trasferito alla sede centrale di Goupil, a Parigi, ma, in piena crisi religiosa, dopo un anno si licenzia. Va a vivere a Ramsgate (Londra), e poi a Isleworth, dove diventa aiuto predicatore di un pastore metodista. Nel 1877 parte per Amsterdam, deciso a studiare teologia. Respinto agli esami di ammissione, si iscrive a una scuola per evangelizzatori e parte per il Borinage, una regione mineraria del Belgio meridionale, dove pensa di dedicarsi ai poveri.


Notte stellata


Distesa di grano con corvi

In questo dipinto si può riconoscere la sua immensa tristezza
Decide di  vivere con  la sua modella, una prostituta incinta, Sien Hoornik e la sua piccola figlia.
Produce i suoi primi acquerelli nel 1882, e riceve le prime commissioni: suo zio gli chiede 12 disegni dell'Hague.
Il 26 Marzo 1885, il padre di van Gogh muore improvvisamente per infarto, mentre lui completa i "mangia-patate", la sua prima grande composizione e primo capolavoro.

mangiatori di patate


notte di stelle

gli scarponi


In questo dipinto Van Gogh è riuscito, senza rappresentare la figura umana, a rendere tutto il disagio, la fatica, la povertà e il malessere fisico e sociale di un uomo che ha posato a terra le sue scarpe, vecchie e rovinate da un lavoro pesante come quello nella miniera.


Si tratta di un’opera di forte impatto emotivo, quasi commovente nonostante l’originale scelta del soggetto. Le scarpe sono state spesso ritratte dal pittore nel corso della sua breve attività artistica, un’attività che durò solo cinque anni circa e rivoluzionò comunque il modo di concepire la pittura.

Con un tratto quasi espressionista Vincent Van Gogh ne I Mangiatori di Patate e ne Gli Scarponi ha saputo dipingere il mondo dei poveri e dei diseredati guardandoli con ammirazione e dipingendone una povertà che, pur avendone indurito l’aspetto, ne ha nobilitato lo spirito.






STARRY STARRY NIGHT

Notte di stelle,
intingi il tuo pennello nel blu e nel grigio,
guarda fuori in un giorno d’estate,
con occhi che conoscono l’oscurità nella mia anima.
Ombre sulle colline
tratteggiano alberi e giunchiglie.
Cattura la brezza e il gelo invernale
nei colori sul terreno ammantato di neve.

Ora capisco
cosa cercavi di dirmi
e come soffrivi della tua ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non sapevano come
forse ascolteranno ora.

Notte di stelle,
fiori fiammeggianti di un brillìo che avvampa,
nubi vorticanti nella foschia violetta
si riflettono negli occhi di cielo di Vincent.
Colori che cambiano sfumatura,
aurore nei campi di grano che matura,
facce consunte segnate dal dolore
trovano riscatto nella mano amorosa del pittore.

Perché loro non sapevano amarti,
eppure il tuo amore era sincero
e quando non si vedeva più nessuna speranza
in quella notte di stelle
ti sei tolto la vita come spesso fanno gli amanti.
Ma avrei potuto dirti , Vincent ,
che questo mondo non è mai stato inteso
per uno così bello come te. 

Notte di stelle,
ritratti appesi nelle sale vuote,
teste senza cornice su pareti senza nome,
con occhi che scrutano il mondo e non sanno dimenticare
come gli sconosciuti che hai incontrato
uomini laceri in abiti stracciati.
Una spina d’argento una rosa di sangue
restano schiacciate e rotte sulla neve immacolata.

Ora credo di sapere cosa cercavi di dirmi
e come soffrivi della tua ragione
e come cercavi di liberarli.
Ma loro non ascoltavano, non ascoltano ancora,
forse non lo faranno mai …