PER CONOSCERE DIO OCCORRE CHE EGLI ACCADA

venerdì 1 maggio 2015





Anelavo a vivere, lottando contro un'ombra di

Morte (Vita di Santa Teresa Di Gesù (D'Avila)




Trascorsi quasi vent'anni in questo mare procel­loso, cadendo e rialzandomi, ma risollevandomi male, perché tornavo sempre a cadere ( . . . ). Posso dire che la mia vita era una fra le più penose immaginabili perché non godevo di Dio, né trovavo felicità nel mondo. Quando mi immergevo nei piaceri del mondo, mi affliggeva il ricordo di quanto dovevo a Dio; quando mi tuffavo in Dio venivano a disturbarmi le affezioni del mondo. Era una lotta così penosa, che non so proprio come sia riuscita a sopportarla per un mese, e a maggio ragione per tanti anni Vorrei tanto saper descrivere la schiavitù in cui , si dibatteva allora la mia anima; capivo infatti benissimo ­di essere schiava, ma non riuscivo ad intrave­dere di che cosa.

La mia anima sentiva intimamente di non stare affatto compiendo tutto quello che sarebbe stata tenuta a compiere per Colui al quale tanto doveva (…). Suppplicavo il Signore di aiutarmi; ma avevo il torto di non riporre tutta la mia fiducia in lui e al contempo di non diffidare completamente di me. Escogitavo rimedi, ma evidentemente non afferravo che tutto approda a ben magri risultati, qualora non si elimini radicalmente la fiducia in noi stessi per collocarla in Dio.
Anelavo a vivere, poiché mi rendevo conto di non star vivendo, bensì lottando contro un'ombra di morte, per cui non avevo chi mi desse vita né io ero in grado di procurarmela e chi poteva darmela aveva piena­mente ragione di non soccorrermi, perché nonostante mi avesse tante volte attirata a sé io l'avevo sempre piantato (Vita 8,2.11.12).
tOrmai la mia anima si sentiva stanca e, sebbene lo volesse, le sue cattive abitudini non le permette­vano assolutamente di riposare. Un giorno mi suc­cesse il fatto seguente: entrando nell'oratorio, vidi una statua portata lì in attesa di una certa solennità che si doveva celebrare in monastero. Raffigurava un Cristo tutto coperto di piaghe, e ispirava tanta devo­zione che, guardandola, rimasi tutta sconvolta nel vederlo ridotto in quelle condizioni, perché rappre­sentava al vivo quanto Egli aveva sofferto per noi. Fu così profondo il rimorso da me provato istantanea­mente per l'ingratitudine con cui avevo ripagato quelle piaghe, che parve mi si spezzasse il cuore. Mi gettai ai suoi piedi in un profluvio di lacrime, supplican­dolo ad accordarmi una buona volta la forza di non offenderlo più (...). Mi sembra di avergli detto allora che non mi sarei alzata di lì finché non m'avesse accordato il favore di cui lo supplicavo. Ritengo proprio di essere stata esaudita, perché da allora andai decisamente migliorando

In quel periodo di tempo mi diedero le Confessioni di sant'Agostino, probabilmente per disposizione del Signore poiché non fui io a cercarle e neanche sapevo che esistessero
Appena ebbi cominciato a leggerle, mi parve di vedervi riflessa la mia vita. Presi quindi a raccoman­darmi caldamente a questo glorioso santo. Quando giunsi al racconto della sua conversione e lessi l’episodio della voce da lui udita nell'orto, il cuore mi diede un tutto ed ebbi la netta impressione che il Signore quell’appello l'avesse lanciato a me. Ristetti a lungo sciogliendomi tutta in lacrime, provando nel mio intimo un'immensa e lancinante afflizione. O mio Dio, quanto soffre un'anima quando ha la sventura di per­dere la libertà che dovrebbe invece costituirla padrona e quali tormenti patisce!
Cominciò a crescere in me la tendenza a stare più a lungo con il Signore e a sbarazzarmi delle occasioni perché, eliminate queste, tornavo subito ad amarlo. Sentivo bene di amarlo, se non che non comprendevo ancora, come avrei dovuto, in che cosa consistesse per davvero (Vita 9,1.3.7.8.9).

Oggi 1° Maggio





La Festa del 1° Maggio ricorda e celebra le lotte operaie e il diritto all'orario del lavoro quotidiano fissato nelle 8 ore.



Nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese:


"Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi".

Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue




Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 - ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!".


La manifestazione del 1 maggio - commenta a caldo Antonio Labriola - ha in ogni caso superato di molto tutte le speranze riposte in essa da socialisti e da operai progrediti. Ancora pochi giorni innanzi, la opinione di molti socialisti, che operano con la parola e con lo scritto, era alquanto pessimista".


"Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa".


Festa anche per la Chiesa. Con Papa Pio XII anche la Chiesa ricorda il 1° Maggio, dal 1955, commemorando San Giuseppe artigiano e lavoratore.



La mia vita è strettamente legata alla Vita della Chiesa ((Teresa de los Andes)

La forza del sorriso



Guarda in alto
il cielo è azzurro,
proprio come gli occhi Tuoi,
poi ascolta questo sussurro,
che Ti parlerà di Noi.
Sai la forza, che ha un sorriso,
Tu sorridi, e vedrai
quanta luce sul mio viso
tutto il cuore Ti riscalderà.
Sorridi, così.