L'entrata di Gesù in Gerusalemme (Vangelo di Matteo 21,1-9)

venerdì 27 marzo 2015







Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me.E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:


Dite alla figlia di Sion:


Ecco, a te viene il tuo re,


mite, seduto su un’asina


e su un puledro, figlio di una bestia da soma.


I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava:


«Osanna al figlio di Davide!


Benedetto colui che viene nel nome del Signore!


Osanna nel più alto dei cieli!».






Voglio incominciare raccontandovi un aneddoto accaduto alla fine del 1800. Un giorno un povero coltivatore scozzese sentì, mentre lavorava, un grido d'aiuto arrivare dalla palude vicina al suo campo. Lasciò quello che stava facendo e, corse verso un ragazzino affondato fino al collo nell'acqua putrida e fangosa, che gridava sfinito tentando disperatamente di liberarsi dalla melma in cui era caduto. L'uomo riuscì alla fine a salvare il giovane. Il giorno dopo, arrivò alla porta della sua umile casa una carrozza da cui scese il duca di Malborough, che si presentò come il padre del ragazzino. "Desidero ricompensarla per aver salvato mio figlio" disse il Duca. "No! Non posso accettare denaro per ciò che ho fatto" rispose con dignità il contadino. "Allora le propongo questo: mi lasci dare a suo figlio lo stesso livello d'istruzione che darò al mio. Se il suo ragazzo le assomiglia, non ho alcun dubbio che diventerà un uomo del quale saremo orgogliosi. E fu così che diventò un brillante medico: il dottor Alexander Fleming. Il nome del piccolo salvato? Sir Winston Churchill.






Il "Padre" contadino fa eco al "Padre" Creatore, la salvezza donata nella palude fa eco a quella della croce; è la forza dell'amore che può cambiare il corso della storia. Perciò, fare il bene ci aiuta a stare bene. La croce c'insegna c'insegna la densità dei nostri gesti d'amore. Nulla in amore è banbale, nulla in amore è senza effetto. Anche ciò che sembra più naturale, ovvio, scontato. Il gesto d'amore sincero, spontaneo, pulito di quel padre ha cambiato la vita di quei due ragazzi.


Quanti gesti d'amore ho sprecato? Quanto amore dimenticato c'è in me?


Dio, mi sussurra: "Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo". Pensaci e cerca dove il tuo amore si può dilatare.


Gesù muore da solo nell'angolo più misero dell'Impero.


E nell'angolo più lontano da me, Gerusalemme, tra una settimana, si rinnoverà la tristezza, il dolore di un uomo che per amore morirà: sì, solo l'amore trasforma gli eventi, solo l'amore li sa rendere fantastici.






"Troppo perde il tempo chi ben non T'ama"