Leopardi: non finisco di scoprirlo....!

venerdì 13 marzo 2015








Nei giorni scorsi, attraverso i video posti in piazza S. Pietro, Ho sentito Giussani parlare. Ed era il Giuss che ho conosciuto io, nel 74, quando veniva a Novara a farci, eravamo quattro anime, Scuola di Comunità. Veniva a farci conoscere Cristo come se ne parla nei Vangeli e come potevamo dare un senso nuovo alla nostra (mia) vita. Paolo era incantato da questo prete campagnolo che parlava con la cadenza brianzola, piccolo, semplice, affascinante e affascinato da un TU!







Per tutto un mese ho letto solo Leopardi. (Giussani)

Ho conosciuto i testi di Leopardi, nel maggio della mia terza ginnasio, quando ero in seminario e avendo trovato una certa poesia, "La sera del dì di festa", che non mi avevano ancora fatto studiare, per tutto il mese ho letto solo Leopardi, imparandolo tutto a memoria. Da allora ogni giorno ridicevo l'uno o l'altro dei suoi Canti, a memoria, fino a quando non trovai (quel) Canto, che resi normale parola come ringraziamento alla Santa Comunione. Quando lo dissi ad un raduno di preti, il Cardinal Giovanni Colombo, che era lì vicino, esclamò "Ohibò, se l'avessi saputo non ti avrei fatto prete!"Meno male che non l'ha saputo.
Ecco la poesia: Alla sua donna:



Cara beltà che amore
Lunge m'inspiri o nascondendo il viso,
Fuor se nel sonno il core
Ombra diva mi scuoti,
O ne' campi ove splenda
Più vago il giorno e di natura il riso;
Forse tu l'innocente
Secol beasti che dall'oro ha nome,
Or leve intra la gente
Anima voli? o te la sorte avara
Ch'a noi t'asconde, agli avvenir prepara?

Viva mirarti omai
Nulla speme m'avanza;
S'allor non fosse, allor che ignudo e solo
Per novo calle a peregrina stanza
Verrà lo spirto mio. Già sul novello
Aprir di mia giornata incerta e bruna,
Te viatrice in questo arido suolo
Io mi pensai. Ma non è cosa in terra
Che ti somigli; e s'anco pari alcuna
Ti fosse al volto, agli atti, alla favella,
Saria, così conforme, assai men bella.

Fra cotanto dolore
Quanto all'umana età propose il fato,
Se vera e quale il mio pensier ti pinge,
Alcun t'amasse in terra, a lui pur fora
Questo viver beato:
E ben chiaro vegg'io siccome ancora
Seguir loda e virtù qual ne' prim'anni
L'amor tuo mi farebbe. Or non aggiunse
Il ciel nullo conforto ai nostri affanni;
E teco la mortal vita saria
Simile a quella che nel cielo india.

Per le valli, ove suona
Del faticoso agricoltore il canto,
Ed io seggo e mi lagno
Del giovanile error che m'abbandona;
E per li poggi, ov'io rimembro e piagno
I perduti desiri, e la perduta
Speme de' giorni miei; di te pensando,
A palpitar mi sveglio. E potess'io,
Nel secol tetro e in questo aer nefando,
L'alta specie serbar; che dell'imago,
Poi che del ver m'è tolto, assai m'appago.

Se dell'eterne idee
L'una sei tu, cui di sensibil forma
Sdegni l'eterno senno esser vestita,
E fra caduche spoglie
Provar gli affanni di funerea vita;
O s'altra terra ne' superni giri
Fra' mondi innumerabili t'accoglie,
E più vaga del Sol prossima stella
T'irraggia, e più benigno etere spiri;
Di qua dove son gli anni infausti e brevi,
Questo d'ignoto amante inno ricevi.



"D'ignoto amante inno ricevi". Ignoto amante. L'uomo ignoto amante di questa bellezza incarnata, che, se non è per le vie del mondo, sarà da qualche parte, in qualche altra stella del cielo, in qualche mondo platonico. Ignoto amante: io ignoto amante di Te; Tu, Dio fatto carne, ignoto amante di me, ignorato da me, non conosciuto da me, non ricordato da me. Letteralmente questo è il messaggio cristiano, come l'ho conosciuto io.
Il Verbo si è fatto carne vuol dire che la Bellezza si è fatta uomo, la Giustizia di è fatta uomo, la Bontà si è fatta uomo, la Verità si è fatta uomo.
Cosa è la Verità? Un uomo presente.
Gesù era profetizzato dal genio di Leopardi, milleottocento anni dopo la sua esistenza.




Leggete come le parole di Giussani sono semplici e dirette al cuore, per farvi entrare Cristo. Non teologia, non filosofia: una semplicità in cui ci ritroviamo tutti. E impariamo a riconoscere la Bellezza, la Giustizia, la Bontà e la Verità.