Eccoci a marzo- riflessione

domenica 8 marzo 2015








Che lungo silenzio la mattina! Dagli alberi che tendono le braccia al cielo in una muta invocazione, si intravvedono i nidi che ancora sono vuoti!


Ogni anno succede così, lo so bene io che di anni ne ho tanti, e li ho tutti segnati negli anelli di questo mio tronco; ogni hanno un anello; ogni anno è così, anche se per me sono giornate nuove, inattese.


Però la primavera è alle porte. L'avverto nelle giornate che si sono allungate, nel sole tiepido che mi ferisce gli occhi, nei piccoli germogli della lavanda, delle rose, dei tulipani che sono nei vasi del balcone.


E il 21 è vicino e la primavera sarà dichiarata presente!


Ci saranno ancora giornate d'inverno?


Marzo si sa, è pazzerello e ha ragione il proverbio che dice:


In marzo ti conviene aver due ombrelli,

uno per i giorni brutti e uno per i giorni belli


Il che significa che non c'è da fidarsi perchè:


per san Giuseppe vecchierello

ancor fuoco e mantello.


ma ci sono proverbi che portano i segni della primavera:


Per San Benedetto

la rondine è sul tetto.

Per l'Annunziata

la rondine è tornata.


Però c'è un proverbio pessimista che ci fa osservare che:


una rondine non fa primavera.



Sono proverbi si sa, teniamone conto, ma contempliamo il silezio sapendo che dopo un giorno di pioggia, il sereno è più limpido e in mezzo all'erba nuova e scintillante, troviamo qualche pratolina che il giorno prima non c'era neanche in boccio!.













Marzo è ricco di feste sacre:


Il 25 si commemora l'Annunciazione. E' una ricorrenza che passa quasi inosservata; eppure è a questo punto che inizia l'incarnazione e la redenzione del mondo. Tutta la storia umana, che si è svolta da Adamo in poi, e da Eva in avanti, tocca il suo vertice nella Vergine di Nazareth. In essa Eva si fa Maria, la tentazione-redenzione; e Adamo Cristo, il vero Uomo e vero Dio che riassume l'intera redenzione.


Qualche giorno avanti, il bravo marzo, ci dona la festa di Giuseppe, lo sposo di Maria. ho letto in un libro che non è verità che Giuseppe fosse vecchio. San Giuseppe, (leggevo) quando sposò la Vergine, non era affatto vecchierello, ma un uomo giovane, con l'etrà giusta per poter aspirare alla mano di Maria. E, anche se il loro matrimonio doveva rimanere sul piano della fraternità, non possiamo non credere che le regole consigliassero una certa parità d'anni, tra gli sposi. Giuseppe era lo sposo di Maria, non il Babbo, per Gesù faceva le veci del padre, non del nonno! Possiamo allora tagliare un po' di barba a Giuseppe?


Uno dei titoli che si danno a Giuseppe è quello bellissimo, di "Custode della verginità di Maria".


Ritorniamo alle feste per i nostri Santi: il 21 ecco che ricordiamo San Benedetto che insegnò "Ora et labora", vale a dire prega e lavora, perchè il lavoro può essere a sua volta, una forma nascosta di preghiera.


Infine la festa dei santi Angeli: specialmente l'Arcangelo Gabriele che portò alla Madonna il grande annuncio dell'incarnazione.


Io guardo le mie gemme nei vasi e faccio come loro aspetto. Tu, Signore, mi consoli nell' attesa di nuovi profumi e nuovi canti, con la nuova luce che risplende sugli uomini e sulla natura e ci ricordi che questa è continuità e metafora della resurrezione!.


Donaci la voglia di vivere in eterno!













Passa marzo

Attenti, bambini,
la mano al cappello:
c’è marzo che passa,
che urla, che spazza,
che gioca monello
per strade e giardini…
Attenti, bambini!
E ride, quel matto!
E l’occhio vi strizza.
Si china su un fiore
con tenero amore…
poi, lesto, una bizza:
disfà quel che ha fatto.
E ride, quel matto!
E sempre combina
scherzetti e pasticci:
sparpaglia il bucato
disteso sul prato,
scompiglia i bei ricci,
le nubi trascina…
scherzetti combina.
Ma quando di sera
il cielo si ammanta
di un rosso di fuoco,
fermandosi un poco
vi guarda e vi canta:
“Or vien primavera”
Poi va, nella sera. (Adriano Caramellino)