L'irriducibile esigenza di essere "oltre" (Rilke)

venerdì 13 febbraio 2015








Rainer Maria Rilke nacque a Praga nel 1875. (140° anniversario della nascita).

Rilke nella nona delle Elegie Duinesi, si pone una domanda: "Da dove viene l'urgenza ad essere qualcosa di più, di oltre, rispetto a ciò che già siamo, a ciò che "senza di noi" comunque saremmo"?




Erompe nella vita un bisogno irriducibile di essere umani.




Ma è la domanda stessa a rivelare ciò che la suscita: "Perchè quando scansiamo il destino, abbiamo nostalgia del Destino"?




Quel bisogno viene, infatti, da un destino di cui si pre-sente l'imminenza, il pericolo, la grandezza, al punto da aver spesso la tentazione di scansarlo. Il destino si fa presente come invito, come "chiamata ad essere" E in quello scarto, scoppia la ferita della nostalgia.




Rilke intuisce che l'umano, è qualcosa che si svolge nel tempo, che ha percorso un cammino - essere umani non è un semplice "stato", non è una condizione: è un destino.




"Ma perchè essere qui è molto, perchè sembra abbia bisogno/ tutto quello che è qui, l'effimero che/ stranamente ci riguarda. Di noi, i più effimeri. Una volta. Mai più. Ma questo/ essere stati una volta, seppure solo una volta:/ essere stati terreni, non pare sia irrevocabile". E' un "noi" dantesco, quello di Rilke, un noi che chiama in causa ciascuno.




Ecco dunque la specificità, il paradosso dell'essere uomini: come e più degli altri esseri mortali, eppure definitivi. "Noi i più effimeri" siamo chiamati alla vertigine di un rapporto. Ad abitare una sproporzione: esistere, esistere con la coscienza che la strada del destino è l'umano stesso. E' per essere umani, sempre più umani, che "siamo qui": una volta sì, ma irrevocabilmente.





Perchè, se si può dunque trascorrere questo po'


d'esistenza come il lauro, più scuro un poco


di tutto l'altro verde,


con onde piccole ad ogni margine di foglia


(come di un vento il sorriso) -


perchè questa necessità di farci umani-,


perchè quando scansiamo il destino


abbiamo nostalgia del destino"?-