Nostalgia nel ricordo

venerdì 23 gennaio 2015

"Signore
dammi la grazia
di servire gli altri
come servirei Te"
(San Riccardo Pampuri,
Medico dei corpi e delle anime)


Ho ricevuto ieri il "ricordino" di Francesco un grande medico, un parente  un amico.

Ho conosciuto Francesco in casa di mia cognata di cui era fratello, quando io aspettavo Ada e da poco mi ero trasferita da Milano a Novara.
 Paolo gli chiese se potevamo sceglierlo come medico della mutua e lui rispose di sì. 
Quel giorno era con Cristina la sua  seconda figlia. Rimasi incantata per la sua simpatia e il suo carisma nell'essere padre.

I mesi passarono, mi seguì per Ada, indicandomi subito un bravo ginecologo, e poi per Valeria e per Enrico.
Enrico nacque nel 1969. In quegli anni la nostra grande famiglia aumentò sensibilmente: nascite, matrimoni, Prime Comunioni; i momenti d'incontro erano molto frequenti.
Intanto perfezionava gli studi, laureandosi in neuropsichiatria.
Divenendo il primario dell'ospedale psichiatrico.

Dopo la nascita di Enrico, curandomi per un periodo di affaticamento, tra parti e allattamenti, parlò con Paolo spiegandogli che, perchè il fisico della donna avesse la possibilità di riprendersi dalle fatiche della gravidanza e del parto avrebbe avuto bisogno di quattro anni di "riposo"
e essendo io alla terza gravidanza in tre anni, gli spiegò come evitarne altre.

Nonostante il mio rossore e la nostra ignoranza sull'argomento, da buon cattolico parlò con delicatezza, ma chiaramente. (Oggi al ricordo arrossisco ancora!)

Come medico lo ritrovai, alla morte di Valeria. Mi seguì e imparai a conoscerlo più profondamente.
Parlavamo di Dio, del Suo Amore per tutti noi, di come lo ritrovava nella natura, nell'arte, nella musica che amava moltissimo, consigliandomi autori Russi, che poi imparai a riconoscere e quindi ad ascoltare e soprattutto nei suoi pazienti.

Francesco fumava la pipa. Dopo avermi ascoltato, iniziava il rito: sceglieva la pipa, puliva la caldaia con un aggeggio di metallo, di cui non conosco il nome, la riempiva con il tabacco e poi l'accendeva e nel frattempo era silenzioso e concentrato. Sulla scatoletta di tabacco era scritto Capstan: profumo particolarmente piacevole, che saprei riconoscere anche oggi.

Dopo di che la diagnosi e le medicine adatte.

 Negli ultimi anni ci sentivamo per gli auguri, San Francesco, Natale ....
Questa sera ho parlato con sua moglie, con cui ho  sempre avuto un bellissimo rapporto e mi sembrava che lui fosse lì ad ascoltarmi.

Ciao Francesco, come sono vere le parole che Angela ha scelto per il ricordino, e come è bella anche l'immagine: Tu l'arte, l'amore e una rara edicola con la nostra amata Madonnina! 

Potrò essere privata del conforto di avere un amico,
ma non di quello di averne avuto uno.