Il fascino del Vero

martedì 2 dicembre 2014

 
 
 
 
 
 
 
Per i cattolici Dio è il nostro Padre e dobbiamo tornare a Lui.
Per i cattolici Dio è la Verità che ci indica come dobbiamo vivere.
La nostra coscienza è già scritta. E’ unica. Tutte le altre coscienze sono individuali e diverse. La Verità è nei Comandamenti, nelle Scritture e soprattutto nella vita di Cristo. In ogni nostra azione chiediamo al Padre se stiamo operando nella Verità, oppure se stiamo sbagliando. Lo sbaglio è un errore e teologicamente si chiama peccato.
Il peccato è fare male a se stesso o agli altri. Il prossimo non è una cosa vaga. Il prossimo non è solo la persona amica. Il prossimo è la persona che hai accanto in ogni occasione della tua vita.
Riconoscere la presenza di Cristo è un lavoro.
Esso consiste nel prendere continuamente iniziativa per riprendere il valore di questo avvenimento per la nostra esistenza.
Normalmente noi, invece di riconoscere la presenza di Cristo, ci facciamo delle immagini di come dovrebbe essere, che finiscono per essere superate e distrutte.
Così chi si stanca, perché non capisce come vorrebbe, se ne va.
Chi invece segue, cambia, e tutto per lui si trasfigura.
Alla radice del nostro errore c'è un'idea sbagliata del trascendente che ci porta a diventare fondamentalisti. Persone che vedono il cristianesimo come una verità che si impone alla ragione dall'esterno.
Invece occorre un'intelligenza della bellezza, non un'intelligenza del nostro progetto.
La bellezza è il fascino del vero . L'intelligenza della bellezza è per sua natura aperta, tutta protesa ad affermare qualcosa di più grande di noi, che ci strappa continuamente alle nostre immagini.
Del resto, non c'è niente di più terribilmente deludente e disfacente di un proprio progetto che si riesca accanitamente a realizzare.
La vocazione della vita è allora una sola: essere a disposizione, non sistemarsi o possedere.