Cosa dobbiamo fare?

martedì 18 novembre 2014

 
 
 
 
 


I giovani d'oggi



hanno un'esigenza di autenticità che è


sottilmente più acuta rispetto a un tempo.


Ma l'impeto di autenticità che ha preso forma


per contrasto con l'ipocrisia viene


subito travolto da un nuovo conformismo.


Allora l'agitarsi di questi giovani è molto


più rabbia che un impegno.


La conclamazione di valori ideologici


strumentalizzati dal Potere finisce


per stordire i giovani sempre più smarriti


per l'insicurezza del loro cammino e


l'impaccio nell'identificare una propria esigenza


prevalente.


Mancando un obiettivo di medio e lungo periodo


alla fine vengono ingabbiati all'interno


di un bisogno dominante che sembra quello


immediatistico che si consuma giorno dopo


giorno facendo scomparire l'autenticità iniziale.










Come mi piacerebbe essere......




C'era una volta....una bambina bionda con un cappuccio rosso in testa...direte voi, Eh no, non è una delle solite novelle, ma potrebbe essere un gradevole racconto.
C'era una volta una fabbrica che aveva un grosso problema (...no, non doveva chiudere etc etc,) : ogni giorno, il magazziniere si accorgeva che veniva a mancare del materiale.
Decise allora, di perquisire ogni dipendente che usciva alla fine del lavoro.
La maggior parte dei lavoratori si sottoponeva alla perquisizione volontieri. E ogni giorno un uomo, all'ora della chiusura, attraversava i cancelli con una carriola piena di rifiuti e la guardia doveva rovistare per un bel po' di tempo tra mozziconi di sigarette, cartacce e involucri di alimenti. E, suo malgrado,  trovava solo questo.
Un giorno, la guardia esasperata chiese all'uomo: "Senti, lo so che stai combinando qualcosa, ho capito che sei tu il colpevole, ma non ho la più piccola prova. Ogni giorno controllo minuziosamente la tua carriola ma non trovo niente che valga la pena di essere rubato. Sto impazzendo. Dimmi quello che stai facendo e ti prometto che non inoltrerò nessun rapporto a tuo carico." L'uomo alzò le spalle e disse tranquillamente: "E' semplice, rubo carriole!"

Questo racconto è un invito alla ricerca dell'essenziale.
Spesso,  perdiamo di vista, dentro di noi, le cose più semplici: riguardiamo i giorni trascorsi, rovistiamo tra i nostri anni, rivediamo i nostri rapporti interpersonali e poi concludiamo che tanto non cambia niente, "tanto io non riesco a cambiare!"
Anche noi non osserviamo la carriola, ma solo le inezie non importanti.
Il Libro del Siracide, recita: " Se vuoi, osserverai i comandamenti. L'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere".
Perpiacere non diamo sempre la colpa al quel fatto accaduto, agli altri, al lavoro, proviamo a non rovistare nell'immondizia e arriviamo all'essenziale: dipende solo da me.
Gesù nel Vangelo ci provoca sul concreto: "Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli".
Gesù pone l'accento prima sul "se" e poi sulla giustizia.
E' capire la nostra verità interiore.
Spesso celata sotto una coltre di apparenze.
Debbo decidere di ricercare l'essenziale.
Se mi preoccupo dell'immagine che il mio specchio riflette, perchè non preoccuparmi della mia stessa vita?
Il "se" di Gesù. Solo "se" decido di uscire da un'esistenza piatta, "se" non cerco mille scuse per mettere in pratica la Vita in cui credo, solo se toglierò i "se" mi accorgerò di come splende la Verità.


Sapete che oggi piove!!!! No, non debbo ridicolizzare questo momento di estrema gravità, ma chiedervi di pregare perchè le persone che sono al freddo e nel disagio più completo non perdano la speranza di un domani dove il sole ritorni a risplendere. Buona notte