Oggi Canto il dolore

lunedì 4 agosto 2014

















"L'amore è la luce che viene dal cielo"
Oggi la notizia che una persona, un padre, uno sposo, un parente di Elena, la mia sorellina, sta raggiungendo i pascoli celesti, mi ha talmente turbata che sono andata a rileggere dei brani di vita di una giovane ragazza (27 anni) Benedetta Bianchi Porro.
Una vita che diventa una straordinaria avventura spirituale e umana, una vita vissuta, sin da piccola, nel dolore, dovuta ad un male inesorabile e demolitore: la neurofibromatosi diffusa. Benedetta alla fine, è così ridotta immobile a letto, sorda, cieca e paralizzata.
E da quel letto di dolore, lei dichiara: "Voglio vivere, lottare, sacrificarmi per tutti gli uomini" perchè quella giovane donna, ama la vita e quella dei propri fratelli.
Riesce, nonostante le sue gravi menomazioni, a realizzare il suo sogno: laurearsi in medicina e così diagnostica il suo stesso male. Nel '63 subisce l'ultima operazione. E' ormai completamente paralizzata e completamente cieca.
A Benedetta sono rimasti solo un filo di voce e la sensibilità di una mano in cui le vengono fatti percepire i segni dell'alfabeto muto; così le si parla, così lei ascolta e risponde.
L'indomabile volontà di Benedetta di "donare con gioia" le permetterà di farsi sentire attenta ed amica da chiunque l'avvicini. Il suo spirito lo testimoniano tutti coloro che l'anno conosciuta: "è un'autentica fiamma d'amore".
Scrive ad una amica:"Il mio compito non è solo quello di scrutarmi dentro, ma di amare la sofferenza di tutti quelli che vengono attorno al mio letto e mi danno o mi domandano l'aiuto di una preghiera".
E ancora:"I giorni passano nell'attesa di Lui, che amo nell'aria, nel sole che non vedo più ma che sento attraverso il calore che penetra attraversao la finestra e mi scalda le mani, nella pioggia che scende dal cielo a irrorare la terra."
"Amare la sofferenza di tutti". Quindi amare tutte le persone, perchè dentro ciascuno di noi c'è sofferenza, sofferenza se ci accorgiamo del nostro scarso amore, se non apprezziamo abbastanza i doni che Dio ci fa, se non ci accorgiamo che Gesù, ha fatto proprio questo: ha amato il nostro dolore, dolore che ci eravamo accuratamente costruiti con le nostre mani e la nostra superbia.
A chi le ha chiesto che cosa era per lei la vita , rispose: Un sogno, un sogno bello e triste, un godimento e un dolore insieme, una prova: una prova in cui si è soli davanti all’infinito. Benedetta incentrò la sua vita prevalentemente nella figura illuminante e protettiva di Dio: mèta e Amore Puro.






Nel dicembre del
1993 la Chiesa cattolica emise il decreto di Introduzione alla causa di santità e pertanto, secondo l'uso consolidato, le spetta il titolo di Venerabile.








Cercate su Google: Benedetta Bianchi Porro. Mancano tante cose sulla sua vita che io ho tralasciato, ma che vale la pena di leggere.