Il nuovo umanitarismo è il surrogato della fede

lunedì 14 luglio 2014

 
 
 
 
 
 
 
L'ateismo pratico o laicismo, caratterizzato da una divisione tra
la fede e i problemi della vita, con che cosa supplisce
all'assenza della fede, all'assenza di coscienza del rapporto
con l'oltre, con il Mistero, nelle cose della vita?
Nelle cose della vita, certo, perché, come diceva
Cosimo de' Medici in un'arguta sua frase. " A noi non interessa
il cielo, a noi interessa la terra" ; e anch'io la sottoscriverei,
nel senso che se accetto il cielo è perché questo è
l'unico modo per spiegare e dare un senso alla terra, per
moltiplicare il gusto della vita in questa terra.
Può non interessarvi la vita eterna, perché
siete ignoranti in materia religiosa, ma se non vi
interessa vivere meglio quaggiù è infinitamente peggio.
I cristiani devono mostrare al mondo la verità, ma
domandiamoci che cos'è la verità? E' ciò che
corrisponde alla vita.
In questo senso può intendersi la definizione
di san Tommaso d'Aquino:
" adaequatio rei et intellectus", ossia come corrispondenza,
cioè adaequatio della proposta alla vita.
Si tratta perciò di un'esperienza da fare, di un incontro da vivere.
L'amore senza Dio è solo un nuovo umanitarismo, ed
è un male in sé perché contraddice la realtà
cristiana eludendone il vero contenuto, stendendo un velo
sopra di esso.
Il nuovo umanitarismo è il surrogato della fede.