Notte oscura ( San Giovanni dalla Croce)

giovedì 26 giugno 2014




"Cerca con la lettura e troverai con la meditazione, bussa con la preghiera e ti verrà aperto con la contemplazione".




S. Giovanni della Croce


«Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo. Ascoltami e io parlerò, io t'interrogherò e tu mi istruirai! Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere» (Gb. 42. 2-6).

Noche Oscura



In una notte oscura,
Soffrendo affanni,
in amori infiammata,
– O felice ventura! –
Uscii inosservata,
Che la mia casa s'era già quietata.

Entro il buio, e sicura,
Per la segreta scala camuffata,
– O felice ventura! –
Entro il buio, e occultata,
Che la mia casa s'era già quietata;

Nella notte gioiosa,
In segreto – nessuno mi vedeva,
Né io guardavo cosa –
Senz'altra luce e guida
A parte quella che nel cuore ardeva.

Questa più certamente
Che meridiana luce mi guidava,
Là dove m'aspettava
Colui che ben sapevo,
In luogo in cui nessuno era presente.

O notte che guidasti,
O notte grata più dell'alba chiara;
O notte che legasti
Amato con amata,
Amata nell'amato trasformata!

Sul mio petto fiorito,
Che intatto per lui solo si serbava,
Se ne restò assopito,
Ed io lo accarezzavo,
E il ventaglio di cedri ventilava.

La brezza della torre, (**)
Sciolti che avessi i suoi capelli appena,
Con la mano serena
Nel collo mi pungeva,
Ed i miei sensi tutti sospendeva.

Quietata, mi obliai,
Il volto reclinato sull'amato;
Tutto finì, e mi persi,
E i pensieri lasciai
In mezzo ai gigli nell'oblio sommersi

Gli appetiti si scatenano: ecco la volontà di potenza [significa: volontà = tendere a qualcosa, potenza = l'esercizio della forza, quindi la volontà di potenza è l'appetito della potenza]. Ma «il Signore … immette in questa notte oscura». A una persona «in tale stato di oscurità, di sofferenza, di angoscia e di tentazioni, può capitarle d'incontrare chi le dica, come gli amici di Giobbe, che Dio l’ha abbandonata ... dal momento che non trova gusto né soddisfazione ... come prima» (S prologo, 4-5). Ma in realtà la sta guarendo dalla volontà di potenza