Non bastano polizie, controlli e regole

martedì 13 maggio 2014

 
 
 
 
 
 
L'immigrazione è una sfida vertiginosa perché mettendo alla prova la capacità di un individuo e di una società di cimentarsi con il diverso li costringe a ri-decidere su cosa si fondano, qual è la loro consistenza ultima. La condizione fondamentale per incontrare l'altro è la consapevolezza della propria identità. Ma affermare un'identità non significa brandire un'arma contro l'invasore. E' piuttosto riconoscere ciò che rende capaci di relazionarsi con l'altro. Significa affermare un io capace di misurarsi con un tu che la storia ha portato sull'uscio di casa. Solo così diventa possibile costruire un nuovo noi. Le migrazioni di massa sono un dato ineliminabile della nostra epoca. Servono identità forti e aperte. Serve che la tentazione dello scontro lasci il posto alla logica di un incontro realista. Non bastano polizie, controlli e regole. l'immigrazione ha implicazioni di tipo culturale e sociale che esulano dalla sfera economica e che troppo spesso vengono dimenticate. Non si lascia la propria terra unicamente per un miglioramento economico o per la necessità di un lavoro, ma anche per poter godere di diritti fondamentali e spesso negati nel proprio Paese, come la pace, la democrazia, la libertà politica e religiosa, la parità tra uomo e donna. Le istituzioni devono valorizzare le esperienze maturate e dare consistenza alla parola sussidiarietà, molto evocata ma poco praticata. Il fatto è che, a differenza di quanto è accaduto nella maggior parte degli altri paesi europei, l'arrivo degli stranieri in Italia è stato un fenomeno tumultuoso con tassi di incremento annuo tra i più alti nel mondo, L'immigrazione ha portato con sé problemi socio-culturali e interrogativi lasciati marcire nei cassetti della politica e delle coscienze. Così, adesso molti italiani convivono con la paura di essere travolti da una realtà che per troppo tempo è stata poco o nulla governata.