La Bellezza, Leopardi e Giovanni

lunedì 5 maggio 2014

 
 
 
 
 
 
Il Poeta si era innamorato di una donna, poi di un'altra,


poi di un'altra ancora, ma capiva che era un'altra cosa quella che


cercava dentro il volto di una donna: la Bellezza, a cui nessuna figura


di donna rendeva totale giustizia.


Scaturì allora in lui quella che si può giustamente chiamare preghiera,


la preghiera di un ateo:











Se dell’eterne idee




L’una sei tu, cui di sensibil forma


Sdegni l’eterno senno esser vestita,


E fra caduche spoglie


Provar gli affanni di funerea vita;


O s’altra terra ne’ superni giri


Fra’ mondi innumerabili t’accoglie,


E più vaga del Sol prossima stella


T’irraggia, e più benigno etere spiri;


Di qua dove son gli anni infausti e brevi,


Questo d’ignoto amante inno ricevi.




Leggendo il


Canto alla sua donna


ho incominciato a capire l'inizio del Vangelo di Giovanni, "Il Verbo


si è fatto carne" mettendolo a confronto con questa lirica


che esprime il livello più profondo della ricerca umana.


L'uomo è, spesso inconsapevolmente, mendicante


della Bellezza, della Verità, della Giustizia, senza poterla


trovare in alcun luogo.


Ma la Bellezza fatta carne, la Verità fatta carne, la Giustizia fatta carne


sono tra noi, sono il Verbo di Dio, sono Gesù Cristo.