Lavanda dei piedi

giovedì 17 aprile 2014


 
Giovedì Santo: la lavanda dei piedi;
 è la scuola dell'Amore;
è il vangelo più eucaristico,
perché l'Eucaristia è il massimo dell'abbassamento di Dio;
la lavanda dei piedi è un atteggiamento talmente impossibile
che solo Dio poteva inventarlo.
Non credere di poterci riuscire da solo.
Tutto si gioca su un'umiliazione;
le umiliazioni sono le cose più preziose che abbiamo; s
tiamo parlando un linguaggio incomprensibile al mondo, siamo al Giovedì Santo.
 
Qui non si parla di servizi da vetrina, ma di servizi non gratificanti.
Un servizio che si venga a sapere, con il rischio che qualcuno ti lodi,
perde i connotati della lavanda dei piedi.
Non credere di lavare i piedi quando servi i poveri,
ma quando fai, senza farti accorgere,
un lavoro noioso che toccherebbe a un altro, senza brontolare o farlo pesare.
Quando fai un servizio a uno che soffre molto,
non credere di lavargli i piedi, è lui che lava i piedi a te.

Lavi i piedi quando sei umiliato ingiustamente,
o quando qualcuno ti butta in faccia un difetto in malo modo e tu non ti ribelli,
ma accogli con umiltà la verità da qualunque parte venga,
anche se detta senza carità.

Lavi i piedi quando sopporti con pazienza una persona indigesta.
Lavi i piedi quando per amore del Signore non ti risparmi,
accettando qualsiasi lavoro, senza che qualcuno si accorga,
senza ricevere approvazioni o ringraziamenti.
Colui che lava i piedi è uno schiavo, e dunque uno senza diritti;
per cui tutto quello che riceve, lo riempie di stupore e di gioia.
Lavare i piedi è schiavitù per amore.

Per questo senza la grazia divina è un atteggiamento impossibile all'uomo.
Il lavare i piedi se è autentico,  dura tutta la vita.
Lavare i piedi è morire ogni giorno e non da eroe.


Nella settimana santa del 1980,il mercoledì pomeriggio davamo l'ultimo saluto a Valeria. La sera, dello stesso giorno, don Giacomo, l'allora Parroco della nostra Parrocchia, ci venne a trovare per chiederci se eravamo (Paolo ed io) disposti a "lavare i piedi" a 12 persone povere della comunità. Stupiti, accettammo. La sera poi, al momento richiesto, feci quello che dovevo fare, con timore, con dolore,e anche con gioia.
Fu un momento indimenticabile di cui ancora oggi ringrazio Dio.
Buon Giovedì Santo trascorso, magari in meditazione.