Le primizie dello Spirito

lunedì 14 aprile 2014

 
 
 
 
 
 
"Noi sappiamo bene che tutto il creato soffre e geme
come una donna che partorisce".
Questa celebra affermazione di Paolo, che basta da sola
a dar senso e spiegazione ad ogni dolore umano, non è
radicata tanto su una concezione ottimistica della storia
e della sua evoluzione, ma su un sapere irriducibile ad ogni
scienza: quello di chi possiede già in sé un germe che
anticipa e promette tutto il positivo sviluppo futuro:
"Anche noi che abbiamo le primizie dello Spirito gemiamo
in noi stessi perché aspettiamo l'adozione a figli di Dio,
 la redenzione del nostro corpo". E' questa primizia
coscientemente posseduta che mette oggettivamente
tutto l'universo in uno stato di impazienza.
Abbiamo così due affermazioni fondamentali.
La prima è che tutto il dolore umano e cosmico contiene in sé
un'attesa impaziente di liberazione che, da un lato
aggrava lo stesso dolore, ma dall'altro gli apre uno sbocco.
La seconda è che tale attesa è vissuta solo da coloro
che hanno le primizie dello Spirito e perciò non
ritengono più paragonabili alla gloria futura le
sofferenze del momento presente.