Luci e ombre

lunedì 7 aprile 2014


Quante luci illuminano questa strada , popolata solo da ombre. In lontananza i paesini da presepe solo là pronti ad illuminare la montagna che li accoglie. 
Ho l'impressione che l'aria sia profumata anche se non vedo fiori. Io immagino di essere là, seduta su quella panchina a cantare, solo per me, il dolore e la speranza, la tristezza e la gioia.
Immagino ora un volo d'angeli che con un soffio spengano tutte queste luci e allora  gustare la bellezza del cielo trapuntato di stelle.

Giussani ci racconta una storia diversa: Immaginatevi il mondo umano, la storia umana, come un’immensa pianura, e in questa immensa pianura un immenso stuolo di ditte, di imprese edili, particolarmente allenate a far strade e ponti. Ognuna nel suo angolo, dal suo angolo cerca di lanciare, fra il punto in cui sono, fra il momento effimero che vivono, e il cielo trapuntato di stelle, un ponte che colleghi due termini, secondo l'immagine di Victor Hugo nella sua bella poesia di Les contemplations intitolata "Le Pont" ("Il ponte"). Vi si immagina, seduto sulla spiaggia di notte, una notte stellata, un individuo, un uomo che guarda, fissa la stella più grossa, apparentemente più vicina, e pensa alle migliaia e migliaia di archi che occorrerebbe erigere per costruire questo ponte, un ponte mai definibile, mai completamente operabile. Immaginatevi, dunque, questa pianura immensa, tutta gremita di tentativi di gruppi grossi e piccoli, o anche solitari,  ognuno attuando il suo disegno immaginato, fantasticato. Improvvisamente s'ode nell'immensa pianura una voce potente, che dice: “Fermatevi Fermatevi tutti!”. E tutti gli operai, gli ingegneri, gli architetti sospendono il lavoro e guardano dalla parte da cui è venuta la voce: è un uomo, che alzando il braccio continua: 

“Siete grandi, siete nobili nel vostro sforzo, ma questo vostro tentativo, se è grande e nobile, rimane triste, per cui tanti vi rinunciano e non ci pensano più, e indifferenti diventano; è grande, ma triste, perché non opera mai il termine, non riesce mai ad andare a fondo. Ne siete incapaci perché siete impotenti a questo scopo. C'è una sproporzione non colmabile tra voi e la stella ultima del cielo, tra voi e Dio. Non potete immaginarvi il mistero. Ora, lasciate il vostro lavoro cosi faticoso e ingrato, venite dietro di me: io vi costruirò questo ponte, anzi io sono questo ponte! Perché io sono la via, la verità, la vita!”
 Immaginatevi, fate uno sforzo di immaginazione, di fantasia: cosa fareste, cosa direste? Scettici quanto possiate esserlo, non potete non sentire il vostro orecchio attirato da quella parte, e almeno guardate con curiosità estrema quell'individuo che o è pazzo o e vero: tertium non datur; o è pazzo o è vero. Infatti, c'è stato un solo uomo, uno, a dire questa frase, uno in tutta la storia del mondo - del mondo! -,tanto è vero. Un uomo in mezzo a un gruppetto di gente, tante volte in mezzo a un gruppetto di gente, e tante volte in mezzo anche a una grande folla.
“Chissà, chissà chi è, sarà pazzo?”. Alcuni tentennando la testa se ne andranno, ma alcuni, invece, no. Alcuni hanno sentito un accento che non avevano mai sentito, e all'ingegnere, all'architetto o al padrone dell'impresa che diceva loro: “Su, in fretta, cosa fate qui, cosa vi fermate ancora a guardar là?”, loro non rispondevano; continuavano a guardarlo. E lui avanzava. Anzi, gli andarono vicino. Su centoventi milioni erano dodici. Ma avvenne: questo è un fatto storico. 

Il Vangelo di ieri ci parlava di un altro fatto storico: la risurrezione di Lazzaro. Gesù che piange per la morte del Suo più caro amico. Gesù che piange per tutti noi e ci grida: "Uscite fuori!" dal buio del vostro cuore, la mia luce è pronta ad accogliervi.
Ci sono persone che un po' alla volta, o all'improvviso, escono da questa oscurità e da quel momento in poi si accorgono che da tempo il Signore le aveva prescelte e sosteneva questo loro cammino nella penombra del peccato e plasma la loro strada, le dirige, le aiuta ad entrare nella luce di cui Lui è il portatore.

Ci avviciniamo alla Pasqua di Risurrezione. Sediamoci su quella panchina a guardare le stelle finchè arriverà la vera Luce a illuminare i nostri cuori.