La devastazione del socialismo reale

martedì 25 marzo 2014

 
 
 
 
 
I condizionamenti sociali sono influenzati dal Potere attraverso i media.
Il Potere nella sua agenda colloca al primo posto l'economia e la politica è sempre di più emarginata. Perché la politica per definizione dovrebbe interessarsi del bene della collettività che governa. L'economia pensa al tornaconto, al reddito, ai soldi, ai consumi. L'io dell'uomo viene eunuchizzato per renderlo ubbidiente e incapace di percepire la violenza che subisce.
La nostra società è determinata e dominata dal moralismo. Chi aderisce ai valori conclamati dalla mentalità comune propagandata dal Potere è considerato un galantuomo, e se anche, su altri piani, commette ogni sorta di abuso, questo non viene tenuto in conto, nessuno se ne scandalizzerà.
Il Potere è sempre esistito, ma quello della società industriale è immenso perché dispone dei media. E' molto più facile scardinare l'equilibrio dell'io nella collettività.
Anche l'esperienza del socialismo reale è stata devastante.
Amici mi raccontano che una sera andarono al ristorante del "Castello" di Praga. Erano circa le nove. Dopo mezz'ora arrivò una frotta di giovani. Furono colpiti dal fatto che rimasero lì fino alla chiusura del locale, ognuno davanti al suo boccale di birra, in silenzio. Non avevano nulla da dirsi. Era l'indice del clima umano di quel Paese.
Al nostro fianco vivono generazioni mute che attraversano in silenzio la vita. E' questo l'esito dell'azione omologante e pianificante del Potere, di un Potere che si concepisce senza confini.