Preghiera

mercoledì 26 febbraio 2014


Ho letto questa preghiera che Papa Francesco ha scritto perchè la facessi mia.
"Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come una figlia, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il Suo Spirito nella mia vita fino a farmi sorridere e condurmi fino al regno eterno della vita.
Credo nella mia storia che è stata trapassata dall'Amore di Dio.
Credo in Maria, mia madre, che mi ama e non mi lascerà mai sola e aspetto la sorpresa di ogni giorno in cui si manifesteranno l'amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all'incontro definitivo con quel volto meraviglioso che non conosco ancora e da cui fuggo di continuo, ma che desidero conoscere ed amare.Amen"

E' una nuova giornata di pioggia. 
Non c'è in me lo stupore di qualcosa di eccezionale, perchè l'eccezionale sta in questo:
al Profeta Geremia, Dio si presenta con queste parole: "Sono un ramo di mandorlo". Il mandorlo, quando si affaccia la primavera, è il primo albero che fiorisce.
Giovanni ci dice che "Dio ci ha amati per primo, in questo consiste l'amore: che Dio ci ha amati per primo"
Se non ci stupiamo nella nostra esperienza di figli di Dio, per l'amore e la misericordia che ci vengono donate siamo un mandorlo che non fiorisce....
La fotografia che ho postato l'ho scelta di proposito. Il Papa, (allora  era ancora Vescovo, ma aveva  gli stessi sentimenti di adesso), sta cercando di alleviare il dolore di quel bimbo con la sua presenza e questo gesto mi parla di umiltà e del dono di comprendere e di vivere il  dolore, nostro, come quello di chi incontriamo,  nella pienezza della fede in Dio fatto uomo: Cristo. Vivere in pienezza è un grande regalo.
Il dolore non fa parte della nostra vita, diviene virtù se lo viviamo in modo eroico. Perchè la nostra vita è fatta per la gioia e la felicità e purtroppo il dolore è un limite.